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Potere al Popolo, incontro sul tema della sanità

Domani (17 febbraio) alle 17,30, alla sede provvisoria del circolo Arci Sant’Anna (via Pisana 1231/b, in una traversa accanto alla caserma della Guardia di finanza), Potere al Popolo Lucca organizza C’hai la salute e te la vuoi rovinà, un incontro – dibattito sul modello sanitario toscano, tra tagli e inefficienze.
Interverranno Paolo Sarti, consigliere regionale e medico, Roberta Bianchi, ex consigliera comunale di Lucca, Alessandro Romboli, medico, Enio Minervini, candidato di Palp.

“Oggi – dicono da Potere al Popolo – tutte le forze politiche lucchesi si accorgono che l’ospedale San Luca è assolutamente inadeguato a garantire ai malati un servizio efficiente, e che la spesa per realizzarlo è stata astronomica. Nel 2005, però, centrodestra e Pd votarono unanimemente a favore della costruzione della nuova struttura, fortissimamente voluta da Enrico Rossi, all’epoca assessore regionale alla sanità ed oggi presidente della Regione, oltre che esponente di Liberi e uguali. Solo Roberta Bianchi, in quel periodo unica rappresentante della sinistra di alternativa in consiglio comunale, votò contro quella scelta sciagurata. Noi riteniamo che l’opposizione a quel progetto fosse lungimirante, perché non solo contrastava una evidente speculazione edilizia, ma anche il peggioramento di un servizio pubblico fondamentale”.
“Il cosiddetto “modello toscano” di sanità – prosegue la nota – si è caratterizzato in questi anni – tra l’altro – per i continui tagli ai posti letto e ai servizi e per liste di attesa sempre più lunghe (anche tre mesi per un’ecografia) o in certi casi chiuse. Tutto ciò a vantaggio dei privati, che fanno affari d’oro con i malati che, per effettuare un esame specialistico, non possono attendere i tempi biblici del servizio pubblico. Nella nostra Regione, così come nel resto del territorio nazionale, curarsi è diventato ormai un privilegio che bisogna potersi permettere. Noi crediamo invece che la salute sia in diritto inalienabile e per questo vogliamo che la sanità torni a rispondere al benessere collettivo e smetta di servire i privati, che la utilizzano per farne profitto con il beneplacito delle istituzioni. Per questo proponiamo, tra l’altro: il taglio drastico delle liste di attesa, anche con la modifica delle norme che regolano i rapporti con le strutture private convenzionate; il potenziamento dei servizi sanitari esistenti, con il blocco dei processi di ridimensionamento o chiusura degli ospedali; Lo sviluppo di una rete capillare di centri di assistenza sanitaria e sociale di prossimità”.

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