Marra (3Generazioni): “Bullismo non si combatte con la polizia a scuola”

Il bullismo “diffuso ormai in tantissime scuole d’Italia con diverse graduazioni di tensioni relazionali, non si sconfigge solo attraverso forme repressive o introducendo guardie e poliziotti nelle scuole ma va affrontato alla radice il problema di relazione e di degrado di valori che è generato da questa società in decadimento”. Ne è convinto Felice Marra, presidente di 3Generazioni, intervenendo sui fatti avvenuti all’Itc Carrara.

“Le difficoltà in cui si trovano tantissime famiglie italiane anche a causa degli effetti di questa lunghissima crisi che non è solo economica ma anche sociale – sottolinea -, provoca spesso tensioni tra gli stessi genitori a cui i figli assistono quotidianamente. La dipendenza a social e smartphone dei nostri giovani causa una grave incapacità di relazione e di solitudine nella vita reale, che provoca spesso tensioni e risposte aggrestive anche nei confronti dei genitori. Tale dipendenza a questa tecnologia imperfetta causa inoltre una forte restrizione degli spazi di vita vera in cui i genitori e i figli possono stare insieme per la trasmissione di quei valori che sono essenziali in una società civile. E su questo patto generazionale che dobbiamo invece puntare per sconfiggere il bullismo. Dobbiamo puntare sulla trasmissione di valori e regole di educazione civica in un rapporto di sinergia tra scuola e famiglie. Lancio una proposta per la città di Lucca affinché possa riscattarsi da questa brutta notizia che non le appartiene: introduciamo nelle nostre scuole momenti di educazione civica con la trattazione di tematiche a rotazione da parte degli stessi genitori. Chiamiamo a raccolta i nostri anziani e facciamoli entrare nelle scuole affinché raccontino ai nostri ragazzi le loro conquiste lavorative e di vita e quanto hanno contato i valori di lealtà, del rispetto, del coraggio, della determinazione e della tolleranza per il raggiungimento delle loro mete. Apriamo le nostre scuole ad una nuova cultura fondata su regole e valori. Una cultura partecipata con una forte sinergia tra docenti e cittadini”.

 

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