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Politica: nuovo governo, nuovi equilibri

C’è una strana alleanza, sottotraccia, che stupisce molto di più dell’inedito governo gialloverde da tre giorni alla guida del paese. Che si è diffusa anche a Lucca, città tradizionalmente moderata ma non per questa avulsa dalle vicende politiche nazionali.
Fra coloro che, infatti, non si dimostrano affatto critici verso il nuovo esperimento Lega-Movimento Cinque Stelle per il governo del paese, ci sono molte persone che, tradizionalmente, hanno guardato alla sinistra, anche estrema, come esempio e come riferimento ideologico. C’è da chiedersi come sia possibile, anche dopo le prime uscite pubbliche di alcuni esponenti del governo Conte, eppure è così. Ed è stato così fin dal primo emergere di un’ipotesi di alleanza fra i due veri vincitori delle elezioni, anzi anche alla vigilia del voto.

A Lucca, nella moderata Lucca, ci sono persone che si dichiarano tuttora marxiste che hanno ammesso di avere votato per la Lega di Salvini. E che il Movimento Cinque Stelle abbia attirato il voto di gran parte dell’elettorato di sinistra non è una sorpresa. Lo dimostra anche il fatto che il portavoce lucchese del Movimento sia un ex sindacalista storicamente di sinistra come Massimiliano Bindocci e che la parlamentare Gloria Vizzini ha anch’essa una tradizione negli ambienti della sinistra, e non in quella diciamo moderata dell’ultima versione del Partito Democratico.
E ancora, ci sono personalità politiche di spicco anche di partiti della sinistra radicale, che hanno, più o meno pubblicamente, invitato ad attendere atti ufficiali del nuovo governo prima di criticarne le gesta.
Le motivazioni di questa strana alleanza postideologica che vede destra e sinistra, almeno come intese in senso tradizionale, a braccetto, sono tante. La prima è un’ottica sostanzialmente antirenziana. Per qualcuno, infatti, il vulnus dell’esperienza dell’ex sindaco di Firenze ed ex presidente del Consiglio alla guida del Partito Democratico è stato un vulnus da ‘punire’, anche con uno sguardo benevolo ai suoi più acerrimi avversari.
Per qualcuno, poi, è importante dal punto di vista della politica estera la vicinanza, sia da parte della Lega sia da quella dei grillini, con la Russia di Putin. È vero, non è la Russia sovietica, ma è pur sempre una potenza diversa rispetto alla ‘patria del capitalismo’, gli Stati Uniti, tanto fieramente avversata da certa sinistra, assieme all’appartenenza alla Nato. E a questo si affianca anche un euroscetticismo di sinistra che non è mai stato nascosto, ma che è rimasto in secondo piano rispetto allo storytelling europeista che sembrava maggioriario e, soprattutto, inscalfibile.
C’è infine l’attenzione a certi temi, quali quello della disoccupazione, delle pensioni, della sanità pubblica che hanno attirato i consensi di coloro che, pur avendo storicamente votato a sinistra, dalla sinistra ‘storica’ non riuscivano ad avere più risposte.
Quella stessa sinistra che ha ‘perso’ (o si è persa) sul tema dell’immigrazione, anche e solo per il fatto di aver negato che il fenomeno andava in qualche modo governato. La carta Minniti, con la sua politica più realistica e meno ideologica, è stata giocata in ritardo e ha paradossalmente confermato che qualcosa, nell’affrontare il fenomeno, poteva essere fatto prima.
In tutto questo a Lucca sembra che sia cambiato il mondo in un batter d’occhio. Solo un anno fa Tambellini festeggiava la sua rielezione a sindaco, seppure per pochi voti, a capo di una coalizione di centrosinistra. Solo un anno fa Movimento Cinque Stelle e Lega eleggevano un consigliere a testa ed ora governano il paese e, almeno sulla carta, hanno la maggioranza (anche se non sono in coalizione) dei consensi sia nel comune sia nella provincia di Lucca. E l’anno prossimo si rinnovano diverse amministrazioni (Barga, Borgo a Mozzano, Camporgiano, Capannori, Careggine, Castelnuovo, Castiglione, Fabbriche di Vergemoli, Fosciandora, Gallicano, Massarosa, Minucciano, Molazzana, Montecarlo, Pescaglia, San Romano Garfagnana, Stazzema, Vagli di Sotto, Villa Basilica e Villa Collemandina). Elezioni che potrebbero essere accorpate con le elezioni europee, cambiandone, a quel punto, anche valenza e significato.
Entro un anno, probabilmente meno di un anno, salvo perdere la maggioranza dei comuni che amministra, la sinistra dovrà interrogarsi anche sulle contraddizioni emerse in questi mesi. Dall’altro lato il centrodestra dovrà dimostrare di esistere ancora nella composizione tradizionale (Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia) e il Movimento Cinque Stelle di riuscire ad andare oltre i buoni risultati conseguiti nelle grandi città dove è il ballottaggio.
C’è il nuovo governo, è vero. Ma la politica è sempre in movimento. E visto quello che è successo al Pd e a Renzi in così breve tempo non è escluso che altre ‘rivoluzioni’ siano dietro l’angolo.
Non esistono più, anche in politica, le bandiere (e le barriere) di una volta. Sindaci e amministratori sono avvisati.

Enrico Pace

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