Lazzareschi, strali da FI: “Un post esecrabile”

Daniele Lazzareschi finisce sul banco degli ‘imputati’ del suo partito. Forza Italia di Viareggio chiede, infatti, provvedimenti al coordinatore provinciale Maurizio Marchetti dopo che il consigliere azzurro di Capannori ha postato un selfie con un augurio di morte per esprimere la sua esultanza per i risultati del centrodestra ai ballottaggi in Toscana. “Se il Signore chiamasse Giorgio sarebbe festa”, il passaggio incriminato in cui è stato riconosciuto da molti proprio il sindaco di Viareggio, Giorgio Del Ghingaro, antico rivale politico di Lazzareschi a Capannori (Leggi). Per Forza Italia di Viareggio e della Versilia, comunque, non ci sono dubbi: Del Ghingaro è il “destinatario del post in questione”. Il consigliere Lazzareschi si è tuttavia difeso spiegando che non si voleva riferire “né a Giorgio Del Ghingaro, né a nessun altro personaggio pubblico o istituzionale”. 

Dal suo partito però commentano malamente la sua uscita social, definendola “scomposta e fuori luogo”. Il portavoce di Forza Italia per Viareggio e Camaiore Athos Pastechi, a nome dei due coordinamenti locali, “si unisce alla solidarietà già privatamente manifestata al sindaco Giorgio Del Ghingaro destinatario del post in questione – si conferma nella nota – dal capogruppo Alessandro Santini e dal coordinatore di Viareggio Marco Dondolini e prende fermamente le distanze da quanto scritto lunedì dall’esponente capannorese”. Sempre Pastechi chiede inoltre” al coordinatore provinciale di Lucca di Forza Italia, Maurizio Marchetti, di convocare Lazzareschi per chiedergli conto di quanto accaduto, prendendo se necessario i provvedimenti che riterrà opportuni”. “Anche in un clima goliardico – ha dichiarato Pastechi – certe uscite sono sempre deprecabili e fuori luogo. E lo sono ancora di più se provengono da chi ha l’onere e l’onore di rappresentare una comunità, come un consigliere comunale. Mi auguro che chi di competenza intervenga con decisione: Forza Italia non è questo e il sig. Lazzareschi deve prendersi la responsabilità dell’imbarazzo che ha creato in tutto il nostro movimento politico”.

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