Basta con il caro-affitti o il centro storico di Lucca rischia di morire. E’ questo tutto sommato il senso di un appello, prima ancora che di una proposta, del sindaco Alessandro Tambellini. Il quale si fa portavoce anche di una idea di riqualificazione e rilancio del cuore più caratteristico della città. “Come vogliamo che sia Lucca nel presente e nel futuro? In quale tipo di città vogliamo vivere fra cinque, dieci o quindici anni? Le domande che dobbiamo porci e a cui dobbiamo cercare di rispondere stanno tutte qui”, è convinto Tambellini.
“La partita che ci troviamo ad affrontare non è solo questione di regolamenti, moratorie, paletti più o meno rigidi e interventi dell’amministrazione pubblica per contenere o incentivare l’iniziativa privata – sostiene -. Il salto di qualità da compiere, come cittadini prima di tutto, spogliati da qualsiasi tipo di veste, carica o ruolo, è esattamente questo: l’impegno giornaliero per costruire una città che sia, innanzitutto, vivibile, abbordabile e fertile per chi la frequenta oggi e per chi verrà domani. Chiarisco subito la mia posizione: come sindaco, ma prima ancora come lucchese, non voglio e non sogno una città-vetrina o una città-catena, dove ad avere la meglio siano solo coloro che possono economicamente permetterselo e dove il profitto immediato diventi una sorta di miraggio da rincorrere, a svantaggio delle relazioni personali, dell’autenticità della nostra comunità, della vivibilità dei nostri luoghi. Salviamo i centri storici, che sono patrimonio di tutti e non solo di chi ci vive, dalla perdita di residenti, di negozi, di imprese, di attività artigianali, di funzioni pubbliche e private. Lancio questo appello-riflessione ai miei concittadini, in primis a chi è proprietario di immobili, destinati all’affitto domestico o commerciale: che città potrà mai essere quella in cui le famiglie, i giovani, i potenziali residenti, i commercianti e i titolari della piccola imprenditoria si avvicinano o sopravvivono a fatica scoraggiati e stritolati dal caro-affitti? Una città destinata alle grandi catene, fino a quando le grandi catene non troveranno luoghi più appetibili, o di esclusive case-vacanze buone per le ferie estive? Un non-luogo fatto di standardizzazione, che alla lunga porterebbe alla spersonalizzazione? Oppure, in modo speculare, una città progressivamente svuotata, con le saracinesche abbassate a causa della non sostenibilità dei costi proposti?”.
Da qui si passa alle proposte. “Il commercio – osserva ancora il sindaco – è un fulcro fondamentale su cui fare leva per conservare e tramandare i segni della nostra identità storica, economica e sociale e per creare nuove opportunità in grado di attrarre anche un turismo di qualità. E un sindaco non parla per difendere una categoria a discapito di un’altra: imporre una riflessione sulla salvaguardia del commercio tradizionale significa ragionare di tutela di un intero centro storico, perché la presenza di esercizi commerciali è sinonimo di sevizi ai cittadini ma anche di presidio del territorio. Le vie della nostra città saranno tanto più sicure e vive quanto più caratterizzate da attività commerciali aperte al pubblico. Maggiore sarà il numero delle attività e della qualità proposta, maggiore sarà l’impatto positivo nel suo complesso. Anche nel ciclo della vita, come in quello della terra, il raccolto segue sempre la semina. Oggi non è il tempo di chi si rassegna, di chi vede solo fallimento, caos e complottismo. Di chi non affronta i problemi e preferisce sottrarsi alle responsabilità per paura di sbagliare. L’indifferenza e l’individualismo sono stili di vita che non ci appartengono, che non tengono conto delle generazioni future, del valore del progresso, della volontà di migliorarsi. Ma permettetemi l’inciso: per vincere le sfide dell’oggi e del domani serve una comunità intera. Come istituzioni ci sentiamo in prima linea per la nostra Lucca, ma lasciatemi dire che una città non appartiene a un sindaco, non appartiene a una giunta. Appartiene ai cittadini. E solo insieme – disposti ognuno a fare la propria parte – potremo trovare le soluzioni giuste alle problematiche odierne. Da parte mia vi dico che come amministrazione comunale, come città, vogliamo lanciare la volata a livello nazionale per la salvaguardia, la valorizzazione e la rivalutazione del centro storico, così da diventare un modello per tutti gli altri centri storici di piccole e medie dimensioni d’Italia che si trovano a gestire la nostra stessa condizione. Credo ci sia un Paese che viaggia molto più veloce della politica e quello è il paese delle città: saremo noi a chiedere alla politica nazionale di mettersi al passo con la società anche sull’argomento del caro-affitti, come abbiamo fatto con la moratoria per gli esercizi di vendita e somministrazione alimentare e come stiamo facendo, grazie alla collaborazione con professionisti di alta qualità, per la promozione dell’agricoltura, dell’artigianato e delle tecnologie applicate ai settori tradizionali. Inizieremo noi studiando e sperimentando azioni concrete che possano aprire una breccia nel e per il futuro, perché quando un domani ci capiterà di ripensare ai nostri giorni spero che non racconteremo di una città interessata solo al profitto immediato e personale, ma di una comunità che, in linea con la sua storia più antica, ha trovato la forza per alzare l’asticella, pensare in grande, gettare le basi per una Lucca ancora più attrattiva, ancora più vitale e autentica, capace di conservare e rilanciare, tutelare e innovare, interpretando pienamente lo spirito che da sempre la muove”.

