Consiglio, ok a Piano urbano della mobilità sostenibile

Giunge a conclusione, con l’approvazione, il piano urbano della mobilità sostenibile. Ad illustrarlo in aula, parlando in particolare delle osservazioni dei cittadini e delle controdeduzioni degli uffici, è l’assessore Gabriele Bove.
“Il piano era stato adottato dal consiglio comunale – dice l’assessore – a giugno scorso. Il piano è studiato in dialogo con altri strumenti come il piano strutturale, il piano del traffico e il piano operativo, che è in fase di realizzazione. È uno strumento di qualificazione che guarda lontano, a step del 2022 e del 2030 e porta a ragionare di qualità dell’aria e di qualità della vita. Ha l’ambizione di far dialogare i vari strumenti di pianificazione e mette la qualità dell’aria al centro della vita politica della città. Si parla di trasporto pubblico, di raddoppio della ferrovia, di potenziamento della linea che va dal Piaggione a Lucca, della Lucca-Aulla per raggiungere la zona ovest della città con la stazione di Montuolo e la zona di Viareggio attraverso Nozzano. Si parla poi dell’intermodalità e dell’interscambio gomma-rotaia del trasporto pubblico alla stazione con conseguente utilizzo delle due ruote o dei percorsi pedonali per recarsi in centro. Si parla anche dello spostamento delle merci e si introduce il progetto della bicipolitana, che vede da una parte il potenziamento delle infrastrutture per le due ruote, dall’altra anche gli incentivi anche culturali all’utilizzo della bicicletta”.

Dopo la fase di adozione sono arrivate al Comune 19 osservazioni tra il periodo di agosto e settembre di quest’anno, presentate da cittadini e associazioni.
“Molti dei contributi portati e protocollati – spiega l’assessore Bove, prima di un rapido elenco – rappresentano a città e Consiglio tematiche molto interessanti, ma che non sono specifiche dei temi del Pums ma toccano ambiti paralleli come il piano operativo, ad esempio, o altri settori. L’obiettivo è quello di far tesoro delle osservazioni, riportandole nelle commissioni competenti”.
Delle osservazioni ne sono state parzialmente accolte, prima dell’adozione, solo tre, in particolare quelle della Provincia e quelle che prevedono l’estensione della bicipolitana.
“Legambiente – esordisce Bove – ha presentato delle osservazioni molto corpose anche con dei dati importanti. L’associazione suggerisce di riadottare il Pums perché ci doveva essere più partecipazione. Si specifica poi la necessità di adeguare le infrastrutture nelle piste ciclopedonali. Riteniamo corretto non accogliere l’osservazione, ma con lo spirito di accogliere in altri strumenti operativi le varie proposte”. Stesso esito per l’osservazione che arriva da San Concordio da Clara Mei: “Si entra nello specifico delle piste ciclabili e dei sensi unici all’interno del quartiere – ricorda Bove – Sono anche questi tutti elementi che potranno essere discussi in altri piani o nei progetti esecutivi dei quartieri social. Così come le osservazioni di alcuni cittadini che entrano nello specifico del quartiere di San Filippo. Si tratta di osservazioni fatte nel momento del grosso cantiere della Geal in via di Tiglio. In questo caso si entra nello specifico della viabilità e si chiede la Ztl delle strade interne. Si tratta di osservazioni o datate o da prendere in osservazione nel piano generale del traffico urbano”.
Elena Piantanida, sempre nelle osservazioni, richiede un impegno notevole per l’abbattimento delle barriere architettoniche e di un vasto piano pedonale. “Ne faremo tesoro – conferma Bove – nel piano triennale dei lavori pubblici”. “Osservazioni parzialmente accolte – prosegue l’assessorre – sono quelle che provengono da alcuni cittadini che richiedono di rivedere il quadro conoscitivo, propongono il potenziamento del trasporto pubblico e l’attuazione del monitoraggio per quanto riguarda la fase iniziale del Pums stesso. Di loro è stata accolta la parte in cui si prevede l’allungamento della bicipolitana con l’allungamento della previsione da Pontetetto a Santa Maria del Giudice. Respinta invece l’osservazione per adottare iniziative per trasferire il traffico dalla rotonda davanti al Nicholas a S.Concordio alla bretellina e di potenziare il tpl nella zona. Richiesta accolta, invece, quella di realizzare un tronco di pista ciclopedonale da Pontetetto a Guamo passando da via del Sellaio”.
Non accolte anche le osservazioni di Vivere il Centro Storico su piste ciclabili e stalli di sosta in città così come un’altra osservazione per la diminuzione di traffico su via di Tiglio e la soppressione del passaggio a livello o quella, firmata da Fabrizio Cremona, per l’estensione a tutto il centro storico della Ztl. “Una osservazione composta da più punti – spiega ancora Bove – è arrivata dal quartiere di San vito e riguarda il futuro dei percorsi ciclabili, con una preferenza per la loro realizzazione solo in via Corsica e non in viale Sardegna. In queste osservazioni si prevedeva anche un incremento dell’utilizzo dell’Avm per conoscere il percorso dei mezzi pubblici e per l’aumento delle paline alle fermate: questioni che sono state già attuate o in via di implementazione con Ctt Nord”. Accolta infine l’osservazione della Provincia che fa un ragionamento complessivo sul piano conoscitivo e il coordinamento con il Pums provinciale.
Sul piano interviene, anche a nome della presidentessa della commissione urbanistica, Francesca Pierotti, il presidente della commissione lavori pubblici Daniele Bianucci: “Il piano – dice – si pone degli obiettivi ambiziosi come la riduzione del traffico delle auto e l’aumento dell’utilizzo delle bici di qui al 2022. Si tratta di un tema già particolarmente sentito dalla comunità, come dimostrano le 19 osservazioni presentate che dimostrano un’attenta condivisione della finalità, dello strumento e dei contenuti del piano. Si tratta di osservazioni particolarmente elaborate che saranno smistate per la discussione futura”.
Sul testo due gli emendamenti presentati dala maggioranza, illustrati sempre da Bianucci: “Uno – si spiega – è relativo alla formazione ed educazione stradale per il potenziamento e l’incremento e dell’esperienza del Pedibus per un corretto uso delle infrastrutture stradali. Un secondo emendamento propone l’inserimento delle stazioni di Nozzano e Montuolo fra quelle interessate per lo sviluppo di una sorta di metropolitana di superficie”.
Un ordine del giorno, poi modificato su proposta dei consiglieri Testaferrata (FI) e Di Vito (SiAmo Lucca) suggella poi la necessità di prendere in esame e discutere in futuro le osservazioni presentate e non accolte nel Pums.
Plaude alle finalità la consigliera Donatella Buonriposi (Lei Lucca), anche se invita a implementare il tema dell’insegnamento nelle scuole della sicurezza stradale. Critico Bindocci (M5S): “Per prima cosa – spiega – la partecipazione non c’è stata. Ci sono state due riunioni in croce alla casermetta con la metà delle persone presenti al consiglio. Quello è il problema principale, un problema di metodo enorme laddove il Pums prevede un provvedimento partecipativo lontano anni luce da quello che è stato fatto. E questo è un problema insanabile”. “Ma c’è un problema – spiega – anche sulla stesura del Pums, a partire dalla raccolta dei dati. Innanzitutto i dati sull’incidentalità: aL ucca siamo fra le zone con altissima mortalità per incidenti, a Capannori anche di più ma il testo non tiene conto di questo problema. Non si fa alcuna analisi specifica georeferenziando l’incidentalità. E nemmeno se ne parla. Anzi, i dati che vengono presi in considerazione non vengono fatti sulla base di come si deve realizzare questo strumento, e in questo senso la critica di Legambiente dovrebbe dire qualcosa”. “Errori – prosegue Bindocci – anche nel quadro di riferimento: si parla del raddoppio della ferrovia Lucca-Pistoia, una cosa che, come ha detto l’ex sottosegretario Nencini, non ci sarà. E ancora, gli assi viari. Se ne parla anche se è ormai evidente che sull’asse est-ovest non c’è niente, si parla del nulla. Si fa un disegno della città che non esiste con una ipotesi di metropolitana di superficie con snodo a San Pietro a Vico di cui nessuno sa nulla, per esempio, mentre si potrebbe tranquillamente recuperare la linea Lucca – Pontedera”.
“Infine – conclude Bindocci sul merito – si parla di mobility management per le aziende, il tutto dopo la chiusura di LuccaPort, ma non si parla mai di un piano degli orari. Non si capisce poi il problema della lotta all’inquinamento atmosferico come si affronti. Infine si arriva al paradosso di sdoppiare i terminal bus, fra stazione per l’extraurbano e piazzale Verdi per l’urbano”.
“Insomma – conclude Bindocci – un testo che è nel merito insufficiente e nel metodo non ha visto nessuna partecipazione per cui voterò contrario”.
Lungo ed articolato anche l’intervento di Di Vito (SiAmo Lucca) che lamenta la scarsa partecipazione e poi entra nel dettaglio delle varie osservazioni non accolte. “Quello che manca – dice – in questo piano di mobilità è quello dell’analisi del traffico, che per gran parte è un traffico di passaggio”. Di Vito, poi, sposa l’ipotesi di utilizzare l’autostrada come parte dell’asse est-ovest e l’apertura possibile di un nuovo casello a Mugnano.
Per Barsanti il piano “sconta un po’ nel metodo un difetto di partecipazione, prova ne è il fatto che la stragrande maggioranza delle osservazioni arriva dalle realtà che di consueto intervengono in questi ambiti. Una partecipazione che avrebbe potuto sicuramente portare un contributo costruttivo al Pums”.
Per Testaferrata (Forza Italia) il focus è soprattutto sull’utenza debole, in particolare per i disabili, come da osservazioni dell’architetto Piantanida. Per Forza Italia, inoltre, risulta importante la realizzazione di un parcheggio di fronte a Porta San Pietro per l’agevolazione dell’accesso al centro storico con la sua vocazione commerciale.
Sul tema anche Buchignani, consigliere di Fratelli d’Italia, che si dichiara favorevole alla realizzazioni degli assi viari e alla realizzazione di nuove piste ciclabili “purché sia incentivato il loro utilizzo”. Buchignani è favorevole anche alla realizzazioni di parcheggi a ridosso del centro storico come piazzale Risorgimento e l’area esterna a Porta Santa Maria. Contrario, così come Forza Italia, all’estensione della Ztl a tutto il centro storico, come da osservazione, comunque respinta.
Sul tema anche Buchignani, consigliere di Fratelli d’Italia, che si dichiara favorevole alla realizzazioni degli assi viari e alla realizzazione di nuove piste ciclabili “purché sia incentivato il loro utilizzo”. Buchignani è favorevole anche alla realizzazioni di parcheggi a ridosso del centro storico come piazzale Risorgimento e l’area esterna a Porta Santa Maria. Contrario, così come Forza Italia, all’estensione della Ztl a tutto il centro storico, come da osservazione, comunque respinta.
Bove, nella replica finale dell’amministrazione, difende il percorso partecipativo fatto dal Comune, che non è fatto solo dei momenti formali e previsti dalle norme ma dal “continuo ascolto delle persone e delle associazioni”. Poi le repliche ai singoli consiglieri, con la condivisione del percorso per l’aumento delle piste ciclabili e dei percorsi all’interno nelle scuole di sicurezza stradale. Bove conferma sia la realizzazione del raddoppio della ferrovia fra Firenze e Lucca salvo il tratto di Montecatini e il trasferimento del terminal bus alla stazione sia per l’urbano sia per l’extraurbano. “Rivendico – conclude – la validità di questo strumento, che viene approvato a Lucca fra i primi Comuni in Toscana e che si andrà ad integrare con gli altri strumenti”.
Il Pums, al termine della discussione, viene approvato, così come da emendamenti presentati dalla maggioranza, con il voto favorevole di 18 consiglieri di maggioranza, il voto contrario del consigliere Massimiliano Bindocci, 4 astensioni e 4 non voti. Ok anche all’ordine del giorno bipartisan sulla discussione in commissione delle osservazioni non accolte con 25 voti favorevoli, un voto contrario e un’astensione.
Dopo il voto sul Pums il Consiglio si è concluso con la modifica a due articoli del regolamento di Lucca Holding riguardante la possibilità di partecipazione a consorzi e associazioni temporanee di impresa e la possibilità di presentare garanzie fidejussorie per le società partecipate e con il riconoscimento di un debito fuori bilancio nei confronti di Poste Italiane della fine del 2016 per l’invio della corrispondenza dell’ente. L’importo del debito riconosciuto è di poco inferiore ai 3400 euro.

In allegato l’intervento integrale dell’assessore Bove

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