Maniglia (Lega): “Foibe, vittime non hanno colore politico”

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“I morti non hanno colore politico”. Lo dice la segretaria della Lega, Marcella Maniglia, per commentare le polemiche sul giorno del ricordo, pur non avendo potuto presenziare per motivi di salute alle celebrazioni previste oggi (10 febbraio) al monumento ai caduti di Marlia “dove – commenta – si  sono riuniti liberi cittadini e rappresentanti istituzionali, per commemorare le vittime del massacro delle foibe, perpetrato dalle milizie jugoslave comandate dal maresciallo Tito, alla fine del secondo conflitto mondiale, ai danni del popolo italiano residente nelle province della Venezia Giulia, Istria, Fiume e Dalmazia. È stata un’occasione per parlare ai cittadini intervenuti di cosa fossero veramente le foibe e perché fino a soli 14 anni fa, le notizie erano molto scarse al riguardo”.

“Le vittime di tutti i massacri – aggiunge Maniglia – sono esenti dai colori politici ed è per questo motivo che ci saremmo aspettati l’organizzazione di una commemorazione da parte dell’amministrazione comunale presieduta da Menesini cosa che, invece, è tristemente mancata. Per la sinistra esistono sempre due pesi e due misure. Una delle più grandi stragi di cui qualcuno ancora oggi dovrebbe vergognarsi, viene puntualmente ignorata, non solo da un punto di vista commemorativo, ma anche a scuola, le vittime delle foibe vengono puntualmente dimenticate. Anzi, per qualche rappresentante dell’Anpi, le foibe nemmeno sarebbero mai esistite. Ma non è così, bensì tutt’altro: eventi come le foibe, piuttosto che gli sfollati di un terremoto, hanno pari dignità ma molto spesso l’attenzione mediatica si concentra troppo su fatti come le gare di presunta  solidarietà delle organizzazioni no profit, dimenticandosi invece di chi non ha potuto avere la stessa possibilità di essere ricordato. Anche per questo, oggi eravamo qui”.

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