Comitato S.Anna e S.Donato: “Dopo adesione a sciopero clima Comune sia coerente anche su elettrosmog”

“Non si è ancora spenta l’eco delle migliaia di partecipanti all’Earth Strike di venerdi scorso e per questo vogliamo aggiungere anche la nostra”. Non si placa la protesta degli abitanti di Sant’Anna e San Donato, riuniti nel neo costituito Comitato Ambiente e Salute dopo l’installazione dell’antenna telefonica in viale Luporini, a maggior ragione vedendo le reazioni entusiastiche suscitate dai cortei della settimana scorsa.

“A prescindere da come ognuno la pensi sullo sciopero del 15 marzo, ogni iniziativa che porti a riflettere su tematiche di primaria importanza come quelle che ci proponiamo di portare avanti come comitato, va accolta con favore. Alle dichiarazioni d’intento però devono seguire i fatti e allora non possiamo fare a meno di interrogarci sulla spassionata adesione della nostra politica che prontamente sposa le ragioni della manifestazione globale invitando i promotori ad un percorso di partecipazione condivisa. Riscontriamo però in questa occasione l’intenzione di voler “mettere il cappello” su temi molto attuali, che la gioventù con freschezza ed entusiasmo porta avanti per voler coinvolgere tutti in virtù del bene comune. Ambiente e salute non sono due bandiere da sventolare secondo la convenienza del momento, ma capisaldi della nostra società, senza il rispetto dei quali purtroppo la nostra qualità di vita diminuisce a livelli insostenibili. Abbiamo già dovuto subire lo scempio estetico dell’antenna piazzata in mezzo al parcheggio di viale Luporini al posto di un albero (!), adesso non ci bastano le rassicurazioni ma ci aspettiamo delle risposte precise da un’amministrazione che si dichiara così attenta all’ambiente e alla salute dei suoi cittadini”.
“Ci aspettiamo ad esempio – conclude la nota del comitato – che istituisca una commissione di esperti indipendenti, che valuti, al momento di nuove installazioni, quali siano i siti più idonei per i cittadini e non per le compagnie telefoniche, che si pronunci sulla posizione di quelle già esistenti vicine alle abitazioni, infine stabilisca i reali rischi per la salute e per l’ambiente, riguardo a concentrazioni così elevate di ripetitori . Altrimenti ogni discorso sull’importanza dell’iter partecipativo e condiviso sarà solo uno slogan”.

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