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Mei: “Ex Gesam, va fermato lo scempio”

“Fermare lo scempio all’area ex Gesam”. E’ l’accorato appello che ieri (6 maggio) al consiglio comunale aperto sul futuro di Lucca ha rivolto al sindaco Clara Mei, nota esponente del comitato di quartiere. Nel mirino c’è, come ormai noto, il finanziamento più consistente dei Quartieri Social di S.Concordio, pari a 6.325.000 euro, riguarda la costruzione di una  “piazza coperta” nell’area ex Gesam, in via Consani.

“Questa piazza coperta – afferma Clara Mei – sarà una grande tettoia, una costruzione su tre piani, due fuori terra e uno interrrato, dalla destinazione ancora incerta, che, come dichiarato dal Comune stesso, serve essenzialmente a mettere del peso sopra il piano interrato che Polis iniziò a realizzare nel 2011, per la costruzione, poi bloccata, dello Steccone. Senza quel peso, infatti, che oggi è dato dall’acqua che da quasi 10 anni lo riempie, il piano interrato, per la spinta della falda, si solleverebbe. La piazza coperta, che grava sui pilastri strutturali delle fondamenta dello Steccone, ne costituisce, a tutti gli effetti, il completamento. Questo è stato fatto passare come un progetto social, una costruzione fatta per i cittadini, quando è vero il contrario, perchè in tutto l’iter dei quartieri social, a partire dal 2016, i cittadini hanno ripetutamente chiesto di non costruire ulteriormente nell’area Gesam, e soprattutto di non fare il parcheggio interrato, che sarà a pagamento e gestito da Metro, le cui uscite graveranno proprio sull’incrocio tra via Consani e via Formica, che è già uno degli incroci più congestionati e pericolosi di tutta la Piana di Lucca”.
“Tutti i 6.325.000 euro dei quartieri social – è andata avanti Clara Mei – sono destinati alla costruzione della piazza coperta, nemmeno un euro sarà destinato al restauro del Chiesone del Gasometro ottocentesco, uno dei pochissimi monumenti di archeologia industriale, a Lucca, cui la Soprindendenza ha posto il vincolo culturale, di proprietà del Comune, inutilizzato e decadente; nemmeno un euro sarà destinato al recupero e valorizzazione del Canale e del Porto della Formica, che è la maggiore gloria di S.Concordio, di origine presumibilmente romana rimasto attivo fino al 1865, che collegava Lucca al porto di Livorno e da cui è passata, per quasi 2.000 anni, parte della storia della città.
Sono 20 anni, dal PRUSST del 1999, e, con ancora maggiore vigore, dal 2008, quando furono raccolte 1.350 firme contro il progetto norma dello Steccone, che i cittadini e i comitati suggeriscono che la matrice attorno cui imperniare la risistemazione dell’area Gesam debba essere il sito del Porto e il Chiesone, e non, come propone oggi questa amministrazione, l’adattamento raffazzonato di un progetto edilizio abortito più di dieci anni fa. L’area ex Gesam infatti custodisce un genius loci unico e irripetibile, per i molti reperti affiorati nell’area, che abbracciano un periodo che va dall’epoca etrusca fino al ‘900, per l’acqua che vi scorre e per il prezioso verde residuo, e la sua sistemazione rappresenta, per la anonima periferia di S.Concordio, una occasione straordinaria per recuperare la propria memoria storica e per ricostruire la propria identità di quartiere: non banalizzatela, l’area Gesam, che col Porto e il Chiesone si può definire la Piazza S.Michele di S.Concordio, con una avulsa costruzione che porterà ancora più traffico. A Lucca abbiamo rimosso l’esistenza del Porto fluviale e del Canale Formica. Lo abbiamo interrato nel 1865 e da allora ce ne siamo dimenticati, a venire in considerazione è stata solo la ghiotta possibilità edificatoria di quel terreno, posto in ottima posizione commerciale, vicino alla città e su una strada di grande scorrimento. La rimozione dell’esistenza del Porto, al pari dell’accanimento a voler portare a termine a tutti i costi la costruzione dello Steccone, nelle sue varie metamorfosi, ha attraversato fino ad oggi 4 amministrazioni, di diverso colore politico Chiediamo a questo Consiglio di rimuovere questa ‘rimozione’ dell’esistenza del Porto, lo chiediamo al Sindaco, che è una persona di cultura, che ama e conosce profondamente la storia di Lucca, che ne sa anche i più reconditi risvolti, tanto da avere piacere a fare la guida ai turisti, tanto da indignarsi per gli scempi alla città perpetrati negli anni 60, come la costruzione del palazzo Ina o della sede del Genio Civile al posto del convento di Santa Chiara. Sindaco, consiglieri, impedite gli scempi di oggi, che sono ancora più gravi e colpevoli di quelli di ieri, perchè 50 anni fa non c’era la cultura urbanistica e la conoscenza del territorio che possiamo avere oggi. Ripensateci, rivedete il progetto dei Quartieri Social per l’area Gesam, ascoltate le proposte alternative che hanno fatto i cittadini, utilizzate parte dei i 6 milioni di euro non per fare una “piazza coperta” su tre piani, ma una piazza vera, scoperta, che valorizzi il Porto della Formica, l’acqua del canale, i numerosi reperti, dall’epoca etrusca fino all’archeologia industriale, emersi nell’area durante gli scavi condotti dalla soprintendenza nel 2010; restaurate il Chiesone, inutilizzato e cadente, perchè non ha senso sprecare 6 milioni di denaro pubblico per fare una nuova costruzione, quando lì accanto, a meno di 10 metri di distanza, c’è un immobile dismesso e di valore, di proprietà del Comune, da restaurare”.

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