Anzianità e salute, Marchetti: “Lucca non è un paese per vecchi”

A sfogliare i numeri da fonti di prima mano è il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, Maurizio Marchetti, che incrocia gli ultimi dati Istat sulla popolazione, quelli del 2018, con quelli contenuti nella Relazione per l’anno 2018 concernente il raggiungimento degli obiettivi della legge regionale istitutiva del fondo per la non autosufficienza, ai sensi dell’articolo 20, comma 1 della lrgge regionale 18 dicembre 2008 numero 66, approvata dalla Regione con decisione di giunta numero 28 del 6 maggio scorso: “Lucca non è un paese per vecchi. E mi dispiace perché prima o poi tutti noi, se saremo fortunati, raggiungeremo il 65esimo compleanno varcando così la soglia di quella che la demografia individua come fascia della popolazione anziana – è il messaggio che ne trae Marchetti -. Lucca non è attrezzata. Al di là delle criticità sulle geriatrie, con i dati del Sole24Ore che si prestano a letture differenti, un fatto è incontrovertibile: dati Istat alla mano a Lucca, come nel resto della Toscana d’altronde, la popolazione invecchia ma l’offerta dei servizi di assistenza e cura non sta al passo, con stanziamenti per la non autosufficienza e la residenzialità assistenziale che rimangono costanti e liste d’attesa per la presa in carico in Rsa che, lo affermano i dati della Regione, tornano a crescere”.

“Ho avuto modo di studiare quella relazione – spiega Marchetti – poiché è stata pubblicata dalla giunta regionale quasi in contemporanea con il protocollo, da parte mia, di un’interrogazione che chiedeva proprio lo stato dell’arte sull’assistenza agli anziani non autosufficienti. Certo, non tutti gli anziani lo sono. Ma la mia attenzione voleva concentrarsi sui toscani, e i lucchesi, in condizione di maggior fragilità. Iniziamo con la popolazione Lucca invecchia. Dal 2015 al 2018 – snocciola il Capogruppo regionale di Forza Italia – secondo i dati Istat, la percentuale di ultra65enni rispetto al totale della popolazione è passato dal 24,8 per cento al 25,4 per cento. Sale anche l’indice di dipendenza strutturale (dal 59,3per cento al 60,2per cento) e quello di dipendenza degli anziani (dal 39,4 per cento al 40,7 per cento) mentre si impenna l’indice di vecchiaia che passa dal 198,5 per cento del 2015 al 209,7 per cento del 2018. Se l’età media della popolazione nella provincia di Lucca sale da 46 anni e mezzo (2015) a 47 anni e 2 mesi (2018) – osserva Marchetti – ovvio che lo scenario porta con sé dei bisogni. Ma la risposta della sinistra di governo regionale non evolve. Se considero gli stanziamenti per la residenzialità assistenziale, le Rsa per intendersi, ebbene: sono invariati. Così, dopo un’iniezione del 2016 per nuove quote che facessero rientrare liste d’attesa incompatibili con l’età avanzata, oggi gli anziani che sognano il loro posto in Rsa tornano ad aumentare. Nella nostra Asl, la Toscana Nord Ovest, il 2018 si è chiuso con 293 persone in attesa di un letto in una delle 104 strutture sul territorio, con un aumento di 27 anziani senza risposta residenziale rispetto alla chiusura dell’anno precedente, che risentiva positivamente dell’iniezione di quote in più. Insomma – conclude -, l’offerta messa in campo dalla sinistra toscana, con un indice di copertura medio regionale di 1,4 posti letto in convenzione ogni 1000 residenti di età uguale o superiore ai 65 anni non si allinea al bisogno. E sul piano inclinato scivolano i nostri genitori e i nostri nonni”.

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