Massa Pisana e Carignano, ok alle varianti urbanistiche

Pratiche urbanistiche al centro del consiglio comunale di questa sera (15 luglio).
Si parte dall’approvazione della variante al regolamento urbanistico vigente finalizzata alla ristrutturazione edilizia e alla sostituzione edilizia di immobili in località Massa Pisana. A presentare la pratica l’assessora all’urbanistica Serena Mammini.

“Lo scorso gennaio il Consiglio – ha ricordato – ha adottato la variante al regolamento e il contestuale piano di recupero per la riqualificazione funzionale e ambientale di un’area a sud del centro storico nella frazione di Massa Pisana, non più utilizzata a fini agricoli e interessata da elementi di degrado. Il progetto prevede interventi di recupero del patrimonio edilizio esistente comprendenti la ristrutturazione e la sostituzione edilizia con ricostruzione del volume derivante dalla demolizione di due fabbricati di epoca successiva al 1939 senza impegno di nuovo suolo non edificato”.
“La delibera di adozione del piano di recupero e contestuale variante al regolamento urbanistico – spiega la procedura – corredata dagli elaborati è stata trasmessa alla Regione Toscana, alla Provincia di Lucca, al garante regionale dell’informazione e della partecipazione. L’avviso di adozione è stato pubblicato sul Burt e all’albo pretorio del Comune di Lucca. Nel termine di 60 giorni dalla pubblicazione sul Burt è pervenuta un’osservazione dal settore pianificazione del territorio della Regione. Con tale osservazione il settore pianificazione del territorio tornava a evidenziare una questione già posta in fase di avvio con la quale chiedeva una verifica del regolamento urbanistico nella parte in cui ammette la sostituzione edilizia con ampliamento del 30 per cento del volume e il contestuale cambio d’uso. Il contributo è stato oggetto di approfondimento e analisi in fase di adozione del Piano di recupero e della contestuale Variante e poi controdedotto dall’Ufficio Urbanistica. Si precisa di nuovo che il Piano di recupero interessa aree collocate all’interno del territorio rurale appartenenti alla categoria delle ville storiche che, nel caso specifico, hanno perso definitivamente funzioni agricole in ogni loro porzione da oltre 40 anni. L’indagine geologica del Piano di recupero e della variante assoggettata a controllo obbligatorio è stata depositata al Genio Civile Toscana Nord sede di Lucca, che ha disposto l’archiviazione dopo aver verificato la coerenza con quanto previsto dalle norme. Lo scorso 10 aprile è stata convocata dalla Regione la conferenza paesaggistica per verificare il rispetto delle prescrizioni della disciplina dei beni paesaggistici del presente piano di recupero. La conferenza ha preso atto dell’adozione del piano di recupero, che si è resa necessaria la monetizzazione delle opere derivanti dall’applicazione del decreto ministeriale 1444/1968 non essendo possibile recuperare attrezzature pubbliche (verde e parcheggi) all’interno del perimetro individuato”.
“La conferenza – prosegue Mammini – richiama la conformazione del piano strutturale comunale in base alla quale l’area è esterna al perimetro del territorio urbanizzato e inserita nel  regolamento urbanistico nell’ambito delle ville storiche, anche se attualmente ha perso le caratteristiche del contesto storico di riferimento essendo parte dello sviluppo edificatorio formatosi dopo gli anni Cinquanta. La conferenza si è conclusa con la sospensione dei propri lavori in attesa che sia completato l’iter di controdeduzione alla variante urbanistica di cui il piano di recupero è parte integrante. Per cui stasera procediamo con l’approvazione della variante disgiunta dal piano di recupero che avverrà dopo il passaggio in conferenza paesaggistica. Si precisa che  specifica che non sono ammesse suddivisioni delle aree inedificate esterne di pertinenza delle ville, per cui è vietata l’utilizzazione dei parchi, dei giardini, degli orti, degli spazi verdi non edificati per scarico, deposito, magazzinaggio di materiali e parcheggio di automezzi. Questo, impedendo di individuare aree per pubblico parcheggio o verde attrezzato, ha portato alla previsione di forme di monetizzazione a compensazione degli starndard, che prevede per l’area una superficie per verde pubblico e parcheggio di 265 metri quadri. L’importo sarà calcolato mediante apposita determinazione dirigenziale dell’Ufficio lavori pubblici. L’importo non sarà scomputato dagli oneri di urbanizzazione in quanto destinato a opere pubbliche funzionali all’intervento oggetto di piano di recupero. Gli atti saranno trasmessi alla Regione con la richiesta della convocazione della conferenza paesaggistica. Prendiamo infine atto che il procedimento di Vas si è concluso con la determinazione di non assoggettabilità”.
Della procedura ha parlato anche la presidente della commissione urbanistica, Francesca Pierotti: “Questa pratica e la successiva sono state oggetto di tre sedute di commissione e hanno avuto voto favorevole. La precisazione pervenuta da parte da parte della Regione, come ha spiegato l’assessore, fa sì che la pratica della variante a Massa Pisana debba però tornare ancora in consiglio dopo il parere paesaggistico per il piano di recupero vero e proprio. Si tratta, però, di una pratica importante. Si va, infatti, al recupero funzionale di una villa storica: questo è l’obiettivo anche del piano strutturale: favorire il recupero del patrimonio edilizio esistente”.
La pratica ha avuto 17 voti favorevoli, 6 astensioni e il voto contrario del consigliere del Movimento Cinque Stelle, Massimiliano Bindocci.
A seguire la discussione ha riguardato l’approvazione del piano attuativo e contestuale variante al regolamento urbanistico vigente per il recupero dell’ex ospedale di Carignano, il cosiddetto sanatorio.
Anche in questo caso l’illustrazione è stata affidata all’assessore Mammini: “Circa un anno fa – ha ricordato – è stato adottato il piano attuativo e contestuale variante al regolamento urbanistico per il recupero dell’ex ospedale di Carignano. Ricorderete che il progetto presentato prevedeva la riconversione del complesso edilizio con annesso parco-giardino in residenza privata riacquistando così l’originale vocazione residenziale dopo la trasformazione subita negli anni Trenta per essere destinato a struttura sanitaria pubblica. L’intervento prevede la riqualificazione architettonica, funzionale e ambientale dell’originario complesso cinquecentesco di particolare pregio storico-culturale costituito dalla villa Guidiccioni, la demolizione degli elementi incongrui, la ricostituzione dell’ampio parco-giardino circostante e del suo rapporto con il contesto paesaggistico”. 
“Lo scorso 12 dicembre – ha spiegato Mammini – si è tenuta la conferenza paesaggistica che ha espresso parere favorevole e disposto alcune prescrizioni. L’avviso di adozione è stato pubblicato sul Burt il 28 agosto 2018 e all’albo pretorio del Comune, nel termine dei 60 giorni successivi è pervenuta un’osservazione. L’osservazione è stata istruita e controdedotta. L’ufficio urbanistica ne ha proposto l’accoglimento parziale. Quindi prendiamo atto della controdeduzione all’osservazione pervenuta e del suo parziale accoglimento, delle modifiche degli elaborati del piano, che il procedimento di Vas per la verifica di assoggettabilità ai sensi della legge 10/2010 si è concluso con la determinazione di esclusione della Vas, che la conferenza paesaggistica dello scorso 12 dicembre aveva espresso parere favorevole con alcune prescrizioni che, insieme al parziale accoglimento dell’osservazione pervenuta, hanno comportato la modifica di alcuni elaborati”.
“Come per la delibera precedente – ha concluso – è ammessa la monetizzazione a compensazione degli standard non reperibili all’interno della zona di intervento. L’importo da erogare, che sarà calcolato mediante apposita determinazione dirigenziale, non potrà essere scomputato dagli oneri di urbanizzazione. Il termine entro il quale il piano attuativo dovrà essere realizzato sono 10 anni dal momento in cui il piano ha acquisito efficacia, vale a dire trascorsi 30 giorni dalla pubblicazione sul Burt. Speriamo che questo intervento possa andare a buon fine e non rimanga un’altra grande struttura abbandonata come troppe se ne vedono sul territorio”.
La presidente della commissione urbanistica, Pierotti, chiosa: “La variante  – spiega – permette una riqualificazione complessiva della villa e di tutta la proprietà circostante a verde. Grazie all’osservazione pervenuta l’intervento, già di per sé importante, va verso un ulteriore miglioramento dell’assetto complessivo. Per questo il nostro voto non può che essere favorevole”.
La pratica ha ricevuto 18 voti favorevoli, 1 voto contrario e 5 astesioni.

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