Rete Ready, la maggioranza: “Da FI un attacco estremista”

Sta suscitando dibattito e anche uno scontro politico in città l’adesione del Comune di Lucca alla rete Ready contro le discriminazioni di genere. Soltanto ieri sia il comitato Difendiamo i nostri figli che i consiglieri comunali di Forza Italia avevano chiesto all’amministrazione di fare un passo indietro, sostenendo che la partecipazione alla rete avrebbe di fatto “sdoganato” le tematiche gender a scuola. Al riguardo è ferma la posizione della maggioranza, espressa da Pd, Lucca Civica e Sinistra con Tambellini: “Cosa può esserci di sbagliato nell’impegno contro le discriminazioni? Questo lo chiediamo a quella parte dell’opposizione del Comune di Lucca, che non ha mancato l’occasione di attaccare l’amministrazione comunale, anche di fronte a un provvedimento che ha l’unico obiettivo di sostenere i nostri concittadini che vivono sulla propria pelle episodi di emarginazione e disparità: nell’ambiente di lavoro, come in altri aspetti della loro esistenza. Dispiace – si legge nella nota congiunta – che a lanciare l’ennesima invettiva, stavolta, sia proprio quella parte dell’opposizione che, almeno sulla carta, vorrebbe presentarsi come più moderata e liberale. Notiamo, non senza preoccupazione, come l’intera minoranza si sta appiattendo sulle posizioni estremiste e intransigenti, portate avanti in Consiglio dagli esponenti della Lega e di Casapound: che, nei contenuti e nei modi, ormai su tutto dettano l’agenda dell’opposizione. Può darsi che, di fronte all’aria che tira a livello nazionale, più che a un interessamento reale alle difficoltà delle persone, da parte dei consiglieri ci sia solo la preoccupazione spasmodica di assicurarsi un ricollocamento politico più vantaggioso, in vista degli ormai prossimi appuntamenti elettorali? Noi, tutto questo, lo troviamo davvero svilente”.

“Da parte di Martinelli e Testaferrata arriva un attacco ideologico ed estremista – evidenziano Pd, Lucca Civica e Sinistra con Tambellini – La rete Ready è niente più (ed è già molto, a dire il vero) che un network di impegno condiviso, che si preoccupa di porre in essere progetti ed iniziative, per sostenere le persone vittime di discriminazioni a causa del proprio orientamento sessuale e identità di genere. Nel 2018, nel nostro Paese, sono stati circa 400 i ragazzi e le ragazze dai 12 ai 25 anni, che hanno subito violenze dalla famiglia che ha scoperto la loro omosessualità. In soli cinque mesi, la stampa nazionale ha censito 119 storie di omotransfobia, con addirittura 4 omicidi riconducibili al movente omotransfobico. Secondo un recente studio, sono ancora il 15,1 per cento gli italiani che hanno una visione negativa di gay, lesbiche, bisessuali, transessuali e di tutte le persone lgbt. Nel mondo, sono oltre 70 gli Stati che puniscono l’orientamento sessuale con arresti, lunghe detenzioni e in alcuni casi con la pena capitale. Quando i consiglieri di Forza Italia sostengono che interventi mirati su questo tema siano inutili, purtroppo trovano ancora oggi, come risposta, dati allarmanti e inequivocabili. Dispiace che a Martinelli e Testaferrata le sofferenze di tanti loro concittadini, e delle loro famiglie, non interessino affatto”.

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