San Concordio, comitato contro Vietina: “È solo salita in cattedra”

Dopo il consiglio comunale straordinario dello scorso 31 luglio (leggi), interamente dedicato ai progetti di riqualificazione del quartiere di San Concordio – dall’area ex Gesam al parco della Montagnola – e alla scuola innovativa di via Nottolini, arriva oggi (8 agosto) il commento del comitato che da mesi sta raccogliendo firme per impedirne l’effettiva realizzazione. Una presa di posizione che ribadisce i concetti espressi nell’assise di palazzo Santini e che stigmatizza in particolare la risposta ricevuta dall’assessora alle politiche educative del Comune di Lucca, Ilaria Vietina, alla quale si contesta una risposta “da professoressa”, “articolata nella forma ma poco convincente nella sostanza”.

“I cittadini che avessero desiderato seguire in streaming il consiglio comunale straordinario – scrive – saranno rimasti molto delusi; proprio in quell’occasione l’audio era inesistente e le immagini relative ai progetti proiettate su uno schermo erano di qualità così scadente da risultare oscure anche ai presenti alla seduta”. “Per chi non c’era – prosegue il Comitato per San Concordio – pubblichiamo queste poche parole di commento, a fronte delle tante spese e delle esternazioni trionfalistiche a tempi scaduti che il Comune di Lucca continua a pubblicizzare come comportamenti virtuosi. Ci preme sottolineare come le poche e sacrosante modifiche ai progetti Quartieri social siano state ottenute grazie alla mobilitazione dei cittadini, i quali, ovviamente, ne chiedono la verifica attraverso progetti esecutivi preliminari alla loro realizzazione. Questo per quanto attiene al parco didattico La Montagnola, mentre siamo assolutamente contrari all’abbattimento di alberi presenti nella grande aiuola a nord di Piazza Moro, nessuno escluso”. “Quanto al progetto per la nuova scuola primaria in via Nottolini – continua il comitato – c’è poco da rallegrarsi. Il Comune continua a difendere e il comitato a contestare strenuamente la scelta del sito a causa delle caratteristiche idrogeologiche del suolo, di prescrizioni normative, di dati statistici su decrescita della popolazione studentesca, di disequilibri di afflusso di quella esistente a discapito di altri quartieri e conseguente aggravio a carico della viabilità del nostro, ma soprattutto a causa dell’occupazione di metà di un’area a verde che fino a ora si è salvata dalla furia edificatrice di varie amministrazioni. Il Comune, che tutto può quando vuole, avrebbe potuto cogliere l’occasione di destinare altrimenti e inserire questo spazio nei progetti dei Quartieri social così riccamente finanziati, guadagnandosi la riconoscenza dei cittadini. Se solo non fossero prevalse altre ambizioni”. “Facciamo grazia di interventi in risposta alle varie osservazioni fatti da chi sembrava che neppure conoscesse l’oggetto del contendere e delle solite arrampicate sugli specchi in cui alcuni eccellono o di risposte piccate e fuori tema dei soliti noti. Tuttavia – attacca il comitato – ci preme segnalare l’intervento, articolato nella forma sebbene poco convincente nella sostanza, della professoressa Vietina, per la quale non è mai sufficiente lo scranno del consiglio, convinta che le sia più consona la posizione ex cathedra. È da questa errata impostazione concettuale che gli interlocutori le appaiono poco più che analfabeti funzionali, per cui si guarda bene dall’entrare nel merito delle contestazioni, fornendo dati precisi e riferimenti che non ha”.

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