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Strage di S.Anna, Fico: “Istituzioni rimuovano ogni zona grigia d’Italia” foto

Una data, quella di oggi (12 agosto), che per la nostra Provincia e l’Italia intera ricorda una delle più atroci pagine della storia dell’umanità, l’eccidio di Sant’Anna di Stazzema. A esprimere un pensiero in merito alla strage che nell’agosto del 1944 strappò la vita a ben 560 persone, anche Roberto Fico, presidente della Camera.

“Tra le vittime delle truppe nazifasciste ci furono bambini, donne e anziani inermi, che erano rimasti nelle loro case quel tragico 12 agosto 1944 non pensando neanche lontanamente di poter essere bersaglio di violenze – scrive Fico sui social – La barbarie nazifascista mostrò tutta la sua ferocia con un vile atto volto ad annientare la popolazione per interrompere ogni collegamento fra i civili e le formazioni partigiane presenti nella zona. Circa 130 tra le vittime avevano meno di 16 anni. Almeno 65 avevano meno di 10 anni. La più giovane era una bambina di appena 20 giorni – aggiunge – Ho voluto, lo scorso aprile, recarmi a S. Anna di Stazzema dove, ancora oggi, è forte lo sdegno e la commozione per quelle vite spezzate. E ho visto quanto sia forte la richiesta di verità e giustizia dei sopravvissuti, dei familiari delle vittime, dei loro concittadini e di tutto il Paese che per lunghi anni non era stata ascoltata”. 
“Dopo le prime inchieste – continua Fico – è stato necessario attendere il 1994, con la scoperta casuale del cosiddetto ‘armadio della vergogna’, perchè si avviasse un processo, all’esito del quale è stato riconosciuto che a Sant’Anna di Stazzema è stato commesso un crimine contro l’umanità premeditato e pianificato”.
“I responsabili della strage, individuati e condannati, non hanno però scontato le pene loro inflitte a causa della mancata esecuzione delle sentenze nel paese di residenza, la Germania – scrive – Questa vicenda – come altre che purtroppo hanno caratterizzato la nostra storia recente – impone ancora una volta di ribadire con forza la necessità che tutte le Istituzioni operino con sempre maggior impegno per rimuovere ogni segreto e ogni zona grigia dalla storia d’Italia. Anche per questo la Camera ha creato un portale che consente l’accesso ai documenti acquisiti dalle commissioni di inchiesta, tra cui anche quelli della Commissione che ha indagato sulle anomale archiviazioni provvisorie e sull’occultamento dei 695 fascicoli ritrovati nell’armadio della vergogna e riguardanti circa 15mila vittime. La ricerca della verità, storica oltre che giudiziaria, è un dovere verso le vittime e i sopravvissuti, nonchè un imperativo morale e civile essenziale per la salute della democrazia e della nostra Repubblica”.

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