Felpati, Bindocci (M5S): “Comune può intervenire”

Felpati ancora al centro dell’agenda politica. È il consigliere comunale del Movimento Cinque Stelle, Massimiliano Bindocci – a sollevare nuovamente la questione del pagamento degli addetti durante le giornate di Lucca Comics and Games.
La questione dei felpati e delle paghe da fame, non è una novità per Lucca Crea – ricorda Bindocci – già lo scorso anno si era affrontata la questione e la soluzione non fu trovata. Sicuramente le colpe non sono tutte dell’asse Vietina-Pardini, nè dell’amministrazione. Quando come fanno in Comune danno la colpa al contratto nazionale (comunque guardate bene chi lo ha firmato) si dice una mezza verità per avere un alibi. Non aver causato la pioggia non è un buon motivo per infilarsi nella pozzanghere”.

“Il problema dei contratti nazionali poveri, è sicuramente causato dalla poca rappresentatività sindacale in certi settori – prosegue Bindocci – complici le politiche del centro destra e del centro sinistra, dalla legge Biagi al Job acts e dalla legge Fornero alla abolizione dell’articolo 18. Il precariato e i ricatti occupazionali hanno causato un sindacato più debole nei luoghi di lavoro, e la perdita di solidarietà tra i lavoratori dipendenti (alcuni la chiamavano coscienza di classe), da qui alcune situazioni contrattuali mediocri, smantellamento dello stato sociale e non solo. Quindi molte le cause di questo salario da fame dei nostri felpati, una soluzione almeno per la paga base potrebbe essere, in parte, quella del salario minimo, che risolve i problemi come questi anche se rischia di crearne altri, ma almeno è una prima risposta”.
“Però a Lucca una amministrazione sensibile ed una gestione di Crea attenta – conclude Bindocci – dovevano prevedere nel capitolato di appalto la applicazione di un contratto nazionale che garantisse una paga dignitosa (per esempio terziario o anche multiservizi), oppure prevedendo poi la applicazione di tabelle salariali superiori o almeno uguali a quelle che venivano pagate quando gestiva direttamente Lucca Crea. Non si dica che non si poteva fare, è una soluzione di gran lunga migliore di certi pasticci adottati in alcune aziende del Comune. È una questione di volontà politica. Ci sono forse figli e figliastri? Pagano in questo caso a Lucca sempre i più deboli, i felpati, che si dividono tra ragazzi che arrotondano, appassionati, ma anche disoccupati che lavorano in modo precario per mangiare, e che questa cosa accada nella kermesse mondiale del fumetto stride ancora di più. La solidarietà proclamata a discorsi non serve a molto se alla prova dei fatti sistematicamente ci scordiamo dei propri concittadini”.

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