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Futuro di Campo di Marte, c’è il consiglio straordinario foto

Il consiglio comunale torna a riunirsi giovedì (7 novembre) alle 17,30, in seduta straordinaria, per parlare di sanità. Dopo il consiglio aperto dello scorso 5 febbraio, dedicato ai servizi sul territorio lucchese, ecco che l’assise cittadina tornerà a fare il punto concentrandosi, questa volta, sull’ex presidio ospedaliero di Campo di Marte.
Una richiesta protocollata a fine settembre dal consigliere Alessandro Di Vito, di Siamo Lucca, e sottoscritta da altri sei consiglieri di centro destra. Cuore del dibattito, per il quale si richiedono contributi esterni, l’acquisto e la destinazione d’uso del Campo di Marte. Associazioni, comitati e cittadini potranno quindi iscriversi e prendere la parola. Già a febbraio l’assise cittadina aveva potuto ascoltare numerose proposte di utilizzo dell’ex nosocomio – ancora oggi, in parte, utilizzato dalla Asl.

Un immobile di proprietà della Regione Toscana, per il quale il piano operativo al quale sta lavorando il Comune di Lucca dovrà individuare destinazioni d’uso che rispettino, comunque, quanto già stabilito col piano strutturale approvato nel 2017 che ha scelto di mantenere il riferimento alla legge finanziaria 67/1988. In questo modo è garantita la prioritaria individuazione di funzioni di uso pubblico per gli spazi e gli immobili che avevano in precedenza funzione sanitaria e che sono stati dismessi. Nello specifico, per l’area di rigenerazione urbana di Campo di Marte e contermini (area più grande dell’ex ospedale, che comprende anche lo stadio Porta Elisa), nel piano strutturale si legge che “potranno essere prioritariamente collocate e definite le seguenti funzioni: attrezzature generali (con particolare orientamento per quelle sanitarie e a esse complementari), commercio di vicinato, direzionali e di servizio (quali ad esempio: attività scolastiche per l’educazione e l’istruzione, attività sportive, ricreative e per il tempo libero), edilizia residenziale pubblica e sociale, edilizia residenziale privata in forma minimale”. Sarà quindi lo strumento del piano operativo a scegliere quali destinazioni d’uso puntuali, tra quelle indicate dal piano strutturale, saranno da dare agli spazi.

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