Il Giglio guarda al 2024 a caccia di sponsor

Il bilancio del Teatro del Giglio chiude il 2018 con una perdita di 214mila euro. Una situazione già emersa tra maggio e giugno, quando il direttore Manrico Ferrucci rassegnò le sue dimissioni. E oggi (29 novembre) la delibera è stata presa in esame dalla commissione partecipate e della commissione bilancio in seduta congiunta, presiedute rispettivamente dai consiglieri Claudio Cantini e Chiara Martini. Presenti i vertici del Giglio – l’amministratore unico Giovanni Del Carlo e il direttore generale pro tempore, Antonio Marino – e gli assessori Giovanni Lemucchi e Stefano Ragghianti.
E a più voci è stato espresso un bisogno di attenzione sul Giglio da parte del tessuto economico e imprenditoriale cittadino: l’obiettivo è trovare risorse utili a lanciare Lucca come città di Giacomo Puccini entro il 2024, anno in cui ricorrerà il centenario dalla morte del maestro.

“A pesare sulla perdita – ha spiegato Lemucchi – il rinnovo del contratto collettivo nazionale dei dipendenti del pubblico spettacolo, un contributo del Fus inferiore di 48mila euro rispetto all’anno precedente, un minor incasso dai biglietti venduti per la stagione teatrale e qualche criticità in più rispetto ai contributi regionali”. Nello specifico, la compartecipazione del Fondo unico per lo spettacolo, è sceso dai 571mila euro del 2017 ai 523mila euro del 2018. “Quest’anno, però – ha detto Del Carlo – il Giglio ha ricevuto uno stanziamento di 550mila euro. Tra l’altro il 2018 è stato l’anno del centenario del Trittico pucciniano. Un anniversario che ha richiesto sforzi e collaborazioni eccezionali, come quella col Teatro lirico di Cagliari e il Maggio fiorentino, per l’allestimento delle tre opere. Il Giglio è riuscito a portare in scena Suor Angelica e Gianni Schicchi. In Italia e nel mondo – ha evidenziato Del Carlo – ci sono forti aspettative perché Lucca si faccia veicolo del maestro Puccini. Ma occorre concretezza: per essere all’altezza di quest’attesa non si possono trascurare gli aspetti economici. L’obiettivo è arrivare al 2024, a cento anni dalla morte, con una struttura più robusta in grado di intercettare contributi, anche dai soggetti privati. La battuta d’arresto del 2018 viene vissuta come un punto di ripartenza e non vogliamo drammatizzare: il Giglio è molto ambìto, ogni anno di più, come partner per collaborazioni culturali”. Nell’analisi condotta in commissione, inoltre, è emerso che i circa 100mila euro in meno ricavati dai biglietti sono imputabili anche a un diverso modo di valutare i riferimenti temporali: un teatro, proprio come una scuola, procede per stagioni; un bilancio, invece, si misura in anni solari. Diventa quindi improprio affermare che la stagione 2018/2019 ha avuto, in senso assoluto, meno successo della precedente. Sul 2018, inoltre, grava una chiusura di rubinetti da parte del Comune di Lucca – che di anno in anno ha ridotto il proprio contributo, indirizzando inoltre ad attività sociali i 500mila euro annui erogati dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e, prima del 2013, impegnati a pieno supporto del Giglio. Se nel 2015 la partecipazione impegnava il bilancio comunale con 1 milione e 435mila euro, nel 2016 la cifra era scesa di a 1 milione e 430mila euro e nel 2017 a 1 milione e 380mila euro. Infine, nel ‘fatidico’ 2018, il Comune di Lucca ha speso per il teatro 1 milione e 355mila euro. I 214mila euro della perdita registrata sono, per legge, oggetto di accantonamento da parte del Comune – operazione inserita nell’assestamento di bilancio votato a luglio. Per ridurre la perdita, inoltre, sono stati utilizzati 28mila euro di riserve del Giglio stesso.
“Voglio evidenziare – ha detto il consigliere di opposizione Marco Martinelli – l’anomalia con la quale questa amministrazione approva il bilancio di previsione 2019 del Giglio a dicembre, anziché nei primi mesi dell’anno. Inoltre, ricordo che Alessandro Tambellini, quando è stato capogruppo dell’opposizione in consiglio comunale, si alzava in piedi e si indignava per le cifre che il Comune di Lucca versava nelle casse del Giglio, per ripianare i conti del teatro. E oggi il Comune fa lo stesso: occorre, da parte del sindaco, una presa di coscienza di questo. E dovrebbe venire qua a chiedere scusa per tutte le volte che ha denunciato in consiglio comunale l’eccesso di soldi versato dal Comune al Giglio”. Secca la replica di Claudio Cantini: “Il sindaco non si deve scusare di niente: ricordo contributi che si avvicinavano ai due milioni di euro, così come un debito fuori bilancio di 800mila euro. Oggi tutti i fornitori sono pagati per tempo, abbiamo restituito al Giglio una buona amministrazione”. Concetto ripreso e ribadito dall’assessore alla cultura Stefano Ragghianti: “Ci auguriamo che il risultato del 2018 resti isolato, e comunque il patrimonio complessivo dell’azienda è positivo di 200mila euro, nonostante il lavoro di ripianamento delle vecchie perdite. Teatri simili a quello di Lucca, penso a Pisa e a Livorno, sono meno virtuosi del Giglio: nonostante contributi comunali più alti e finanziamenti più importanti intercettati da soggetti privati esterni, riescono a proporre due repliche degli appuntamenti di prosa. Al Giglio, invece, le repliche continuano a essere tre. Certo – ha sottolineato – per il futuro sarà importante lavorare per cercare risorse da fuori”. Critico il consigliere Massimiliano Bindocci (M5S): “Questo sembra, più che un bilancio, una giocata alla Snai. Non è un documento leggibile e i dati andrebbero spiegati meglio: per esempio chiedo a cosa siano imputabili i disallineamenti tra bilancio preventivo e consuntivo: forse non c’è capacità di previsione? La gestione, nel reale, è diversa da quella che viene programmata? Vorrei che ci fosse spiegato cos’è successo, capitolo per capitolo. Così come ritengo urgente affrontare sia i problemi strutturali dell’edificio, sia quelli di inadeguatezza nel promuovere il nome di Puccini. E, infine, vorrei capire se ci sono ancora i margini per trasformare il Giglio da azienda speciale in fondazione”. Punti sui quali risponde l’assessore Lemucchi: “Non è un tema superato – ha detto – ma le leggi sulle fondazioni si sono irrigidite e i vantaggi che inizialmente c’erano, come una maggiore libertà rispetto ai vincoli procedurali degli enti pubblici, si sono persi e quindi, tanto vale, ad oggi, che il Giglio resti azienda speciale”. Il consigliere Fabio Barsanti di Casa Pound ha invece chiesto lumi sulle differenze tra bilancio preventivo e consuntivo circa gli impegni per le prestazioni professionali (3mila euro in più, da 61mila a 64mila euro) e per la pubblicità (con 11mila euro in più, da 18mila a 29mila euro impegnati). La seduta si è conclusa con un auspicio: tornare a discutere del bilancio preventivo 2020 entro il 28 febbraio. In quel contesto saranno anche illustrati, verosimilmente, i progetti di ristrutturazione del sistema dei teatri, che interesserà, oltre al Giglio, il San Girolamo, il San Romano e il teatro Nieri di Ponte a Moriano. Operazione da 4 milioni e 940mila euro resa possibile dalla rimodulazione dei progetti ex Piuss.

Elisa Tambellini

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