Avvio del piano operativo, ok della commissione urbanistica

L'obiettivo è ripensare gli spazi urbani. Il nuovo strumento sarà pronto a fine 2020

Questo, per le città, è un momento storico di ripensamento dei propri contesti. Il tempo dell’espansione si è esaurito e l’urbanistica, oggi, guarda alle possibilità di trasformazione che il riuso apre. Con l’obiettivo di creare le condizioni per migliorare la qualità della vita delle persone: c’è bisogno, in sintesi, di una città che funzioni – pubblica e sostenibile.

È quindi sulla capacità di ripensare se stessa che anche Lucca giocherà la partita del piano operativo. Il primo, di durata quinquennale, ‘figlio’ del piano strutturale approvato nel 2017. La delibera di avvio del procedimento è stata approvata oggi (12 dicembre) dalla commissione presieduta dalla consigliera Francesca Pierotti, con il sì della maggioranza e la non partecipazione al voto della minoranza. Martedì prossimo (17 dicembre) si esprimerà il consiglio comunale.

“Il nuovo strumento di governo del territorio – ha spiegato l’architetto Michela Biagi della società Terre.it, consulente scientifica del piano – nasce con la volontà di essere chiaro e semplice, leggibile e quindi accessibile, senza mediatori che ne interpretino la rappresentazione cartografica e normativa. Uno sforzo notevole iniziato già col lavoro sul quadro conoscitivo: avere contezza della situazione esistente è, d’altronde, condizione necessaria”.

Mammini, Leone, Giuntoli, Bonturi
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Il nuovo piano operativo si esprimerà con carte di dettaglio, in scala 1:2000, e si articolerà in disciplina degli insediamenti esistenti e disciplina delle trasformazioni – corredata di norme tecniche di attuazione (Nta) e schede norma con approfondimenti sul come gli interventi sul territorio potranno essere fatti.

“Il piano parla ai soggetti attuatori delle trasformazioni. A differenza del regolamento urbanistico – ha aggiunto l’architetto Biagi –, nato in un contesto normativo diverso, il nuovo strumento sarà più usabile perché potrà muoversi su un’infrastruttura telematica approfondita: va da sé che il livello di consultazione dei dati sarà più avanzato”.

L’obiettivo è ridisegnare una cornice di riferimento per non ingessare l’evoluzione della città. Superare le criticità in atto restituendo qualità e vivibilità ai quartieri, ai paesi e alle frazioni del territorio comunale. Offrire, insomma, risposte in termini di funzioni ammesse e condizioni affinché le trasformazioni avvengano con interventi il più possibile orientati alla bellezza.

Presente ai lavori della commissione urbanistica anche l’assessore Serena Mammini insieme all’ingegnere Antonella Giannini, responsabile unica del procedimento. Su richiesta della consigliera di centrodestra Simona Testaferrata sono state precisate le fasi che il piano operativo, in costruzione, dovrà affrontare.

“Dopo l’avvio – ha spiegato la dirigente Giannini – l’ufficio di piano completerà il piano che tornerà, dopo il percorso di partecipazione, all’attenzione del consiglio comunale per l’adozione. Un lavoro complesso, fatto di tavole, relazioni, rapporto ambientale di Vas, un quadro conoscitivo completo e un quadro propositivo. C’è una fitta rete di professionalità che sta lavorando a questo piano. Per ogni pezzettino di territorio saranno proposte azioni possibili, coerenti con quanto stabilito dal piano strutturale che già ha dato un confine, il perimetro del territorio urbanizzato, e un dimensionamento per gli interventi sia di nuova edificazione, sia di riuso, già definito nelle quantità per ciascuna area di trasformazione”.

Certo non potrà essere chiesto al piano operativo quello che non gli compete: l’urbanistica crea le condizioni, astratte, perché si possa intervenire nel concreto. Ma non determina progetti di lavori pubblici, per intendersi. “I piani urbanistici, come diceva Campos Venuti, sono strumenti politici tecnicamente assistiti. Non è un caso – ha ricordato l’architetto Biagi – che in Toscana si parli di governo del territorio e non di pianificazione territoriale”.

Il piano operativo dovrebbe essere adottato entro la fine del 2020. L’amministrazione Tambellini conta di arrivare ad approvare lo strumento entro la fine della consiliatura ma molto dipenderà dal numero di osservazione che l’ufficio si troverà a controdedurre prima dell’ultimo passaggio dall’assise di palazzo Santini.

Tempi che la consigliera Testaferrata auspica brevi: “La città ha bisogno di ripartire, con urgenza. Questo percorso sarebbe dovuto partire prima, dispiace che sia stato accumulato un ritardo. Sento la responsabilità del ruolo che ricopro, in questa commissione, e intendo collaborare a un piano capace di restituire a Lucca un quadro chiaro, non superficiale, efficiente. La città ci sta a cuore e valuteremo volta per volta le proposte della maggioranza senza preconcetti”.

Una posizione sollecitata dalla stessa Serena Mammini: “Ci sono questioni che richiedono la massima unità d’intenti. Non mi stancherò mai di dirlo. Per essere forti, per far valere il nostro peso specifico come Comune di Lucca in contesti più ampi, è necessario esprimerci compatti. Destra, sinistra, maggioranza, minoranza: sono solo etichette di fronte a partite che non possono essere rimandabili e che guardano al miglioramento della qualità della vita degli abitanti, delle persone di questa città. Si pensi a un edificio strategico come l’ex ospedale Campo di Marte: poterci esprimere sul suo futuro, in Regione, non solo come maggioranza ma come consiglio comunale, avrebbe un altro valore”.

Dopo l’avvio, la commissione tornerà a riunirsi per analizzare i contributi ricevuti al piano.

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