Bindocci: “Sulle Mura siamo all’anno zero”

Per l'esponente pentastellato l'amministrazione comunale manca di capacità di programmazione

“Sulla gestione delle mura siamo all’anno zero“. Commenta così il consigliere comunale del Movimento 5 stelle Massimiliano Bindocci la decisione della Giunta Tambellini di chiudere l’Opera delle Mura i cui ultimi atti sono stati discussi questa mattina (18 dicembre) all’interno della seduta congiunta delle Commissioni partecipate e bilancio.

“Questa situazione dimostra come l’amministrazione comunale non sia in grado di fare una programmazione seria sul principale monumento della città – insiste Bindocci -. Prima è stato affidato tutto all’Opera delle Mura, compresa la gestione delle torri civiche e del verde e, subito dopo, si decide di chiuderla. È evidente che su questo punto l’amministrazione comunale va avanti alla giornata”.

“Sull’Opera delle mura andava fatta una riflessione – rincara la dose l’esponente pentastellato -. Invece si è chiusa la struttura senza avere ben chiaro come gestire le mura da ora in poi”.

“Anche sulle modalità di gestione c’è poi da ridire – conclude Bindocci -. Oggi ci sono stati presentati insieme i bilanci consuntivi sia del 2018 che del 2019. È una cosa che non va bene. Per non parlare poi del caos legato alla casermette: basta andare a leggere i regolamenti per l’affidamento per capire che qualcosa non ha funzionato”.

“Negli ultimi anni sulle mura sono stati spesi oltre 22 milioni di euro. Mi aspettavo una critica per aver speso troppo, non certo per non aver fatto abbastanza” replica l’assessore al bilancio Giovanni Lemucchi.

“Forse chi parla non si ricorda in che stato erano le mura 7 anni fa – aggiunge Claudio Cantini, presidente della Commissione partecipate -. Il paramento era completamente rovinato, le sortite erano quasi tutte chiuse, non c’era l’illuminazione e nemmeno la pista ciclabile. Ognuno può pensare quello che vuole ma certi fatti sono sotto gli occhi di tutti”.

“Si è speso tanto e male – replica Bindocci -. Avete speso 22 milioni di euro per fare un viottolino che chiamate pista ciclabile. Senza contare le reti per le galline che sono state installate per evitare che la gente cada di sotto. C’è da dire poi che molti dei soldi spesi sono stati messi dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca che giustamente, in quanto ente privato, ha fatto i propri interessi con buona pace della trasparenza. In effetti se non si è in grado di gestire un ente come l’Opera delle mura, tanto vale chiuderlo”.

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