Viareggio, polemica sul destino delle ‘Oceaniche’ rimosse da piazza Puccini

L'opera d'arte del maestro Giulio Turcato è in un deposito all'aperto. Pd presenta interrogazione

Un’opera d’arte finita in un deposito comunale. Monta la polemica sulle Oceaniche di Giulio Turcato, rimosse dalla loro sede originaria in piazza Puccini e ritrovate stoccate all’aperto in un’area del Comune.

Tutti i partiti di opposizione alzano la voce sulla questione, a partire dal Pd che protocollerà un’interrogazione urgente sul tema.

“Vedere Le Oceaniche di Giulio Turcato – dicono Baldini e Pacchini della Lega – gettate ed abbandonate fra le erbacce di un deposito comunale in mezzo a vario materiale di risulta, come testimoniato dall’immediato e tempestivo intervento del nostro consigliere comunale Alessandro Santini, consegna all’intera città la misura precisa di chi sta governando Viareggio e di quale sia la sensibilità ed il rispetto di questi soggetti per la cultura e la storia della nostra comunità, evidentemente del tutto estranea a chi siede sulle poltrone di questa giunta e di questa maggioranza scellerata”.

La Lega – prosegue la nota – non ci sta a subire uno sfregio di questa portata ai danni della nostra città e non si limiterà a chiedere conto di quanto accaduto nelle sedi istituzionali ed attraverso gli strumenti a disposizione dei propri eletti ad ogni livello ma provvederà a segnalare ad ogni autorità competente – a cominciare dalla soprintendenza ai beni culturali di Lucca – la vicenda che sta riguardando un’opera di straordinario valore artistico e culturale che ha segnato un altro dei tanti rapporti stretti ed intensi fra Viareggio ed i personaggi della cultura mondiale”.

“È evidente – concludono i dirigenti della Lega cittadina – che questa amministrazione è priva di quella sensibilità, di quegli strumenti necessari, di quella cultura di appartenza che è necessaria ed imprenscindibile per comprendere la gravità di un gesto simile e con esso la distanza che viene marcata rispetto al percorso storico di una comunità, quella viareggina, che non può essere trattata alla stregua di un qualsiasi borgo o frazione di campagna. Non è la prima volta che tali limiti emergono in tutta la loro evidenza ma questo non giustifica il permanere nell’esercizio di ruoli la cui inadeguatezza, se ce ne fosse stato ancora bisogno, è oggi esplosa in tutta la sua evidenza e tristezza”.

“Negli ultimi giorni – aggiunge Fratelli d’Italia Viareggio – ci siamo chiesti che fine avessero fatto Le Oceaniche, un’importante opera che il maestro dell’astrattismo Giulio Turcato aveva donato nel 1990 al Comune di Viareggio. Collocate in piazza Puccini, erano state rimosse durante la ristrutturazione della piazza ma, una volta terminati i lavori, non erano state ricollocate al loro posto. Ebbene, ecco la risposta: incredibilmente, l’opera si trova nel deposito comunale degli ex macelli, smontata e appoggiata a terra sull’erba, dietro alcuni cassonetti“.

“Come si può disprezzare l’arte in questo modo? – commenta Fdi – Come si può offendere il gesto di un artista, che ha voluto omaggiare la città di Viareggio donando una sua opera? Che il sindaco Giorgio Del Ghingaro e l’assessore alla cultura Sandra Mei facciano quanto prima chiarezza su questa incresciosa e spiacevole vicenda, che sta lasciando di stucco viareggini e non”.

“Giulio Turcato riposa nel cimitero della Misericordia – commentano dal Pd Leonardo Betti, Glauco Dal Pino e Chiara Sacchetti – L’artista aveva scelto di vivere a Viareggio, città di origine della moglie, e di donare alla città a sue spese, una scultura molto originale Le Oceaniche, che dopo cinque anni di trattative, fu collocata con il benestare della Soprintendenza, sulla piazza Puccini, lato monte. Era il 1995 e ideatore della donazione fu l’amico Roberto Gigli, che ancora risiede a Forte dei Marmi. Ma Le Oceaniche sono sparite da piazza Puccini dopo l’attuale restauro. Per quale motivo? Non è dato saperlo, ma i rumors dicono che il sindaco le ha ritenute inadeguate e dunque saranno ricollocate altrove. Gigli, che dieci anni fa si occupò anche del restauro è stato consultato? La documentazione che vincolava la scultura alla collocazione nella piazza è stata analizzata attentamente? Non ci risulta. La soprintendenza ha dato il beneplacito allo spostamento?”.

“Tutte domande che riteniamo legittime, perché un sindaco non può permettersi di non rispondere alla sua comunità – prosegue la nota – come non dovrebbe permettersi di spostare un’opera d’arte di valore da una piazza, perché non è di suo gradimento. Neppure se fosse Vittorio Sgarbi, e non lo è. Perché una scultura informale di sei metri non può essere posta a ‘caso’, prende valore e respiro, anche dalla sua collocazione. Attendiamo chiarimenti”.

Sul tema anche il Movimento Cinque Stelle di Viareggio: “Destino infausto quello che accomuna le opere d’arte in via di ricollocazione nel Comune di Viareggio – dicono – Nonostante il sindaco si proclami da sempre cultore del bello, non è la prima volta che tutta questa cultura e bellezza va a finire in mezzo alle erbacce nel magazzino Sea all’uscita della supestrada Viareggio sud. Le Oceaniche di Turcato hanno infatti insigni predecessori. Correva l’anno 2016 quando le panchine dell’artista Simone Micheli, furono spostate dal neo eletto primo cittadino, Giorgio Del Ghingaro, da piazza Maria Luisa davanti al Principe di Piemonte, direttamente nella discarica del Varignano; 150 mila euro buttati, è il caso di dirlo, alle ortiche. In soldoni, la valutazione che fu fatta dell’opera donata alla città dall’architetto designer viareggino, sfrattata dalla giunta Del Ghingaro”.

“E che dire dei cimeli donati alla città – prosegue – da Arturo Maffei considerato uno dei più grandi atleti della prima metà del XX secolo? Del Ghingaro appena messo piede in Comune li aveva ricollocati, ovvero accatastati in scatoloni e chiusi sotto chiave in una stanza della sede della polizia municipale, generando le rimostranze dei familiari che addirittura avevano incassato la solidarietà di Malagò presidente del Coni: i cimeli alla fine furono spostati allo stadio ma ora che eè chiuso da un anno e mezzo sappiamo che fine hanno fatto o stanno per fare? E non meno importante la chiusura del Politeama di Viareggio, teatro che è stato l’epicentro di importanti attività culturali ed emblema di Viareggio. Pretendiamo che i beni storici e artistici che appartengono alla collettività siano tutelati e valorizzati a dovere: non riscontriamo, e purtroppo non è una novità, nell’operato del sindaco e della sua giunta la cura, le attenzioni e il rispetto necessari per salvaguardare l’arte e la memoria della nostra città”.

 

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