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Caso Trivella, Quartini (M5S): “Rossi riferisca in aula”

L'esponente pentastellato: "Il problema segnalato dal primario è reale e resta anche dopo la denuncia"

Sul caso Trivella Rossi riferisca in aula“. A chiederlo, per il Movimento Cinque Stelle, è il consigliere regionale Andrea Quartini.

“L’interesse primario dei sanitari – dice – quello per cui hanno studiato e poi scelto di lavorare in una struttura sanitaria pubblica, è quello della ricerca della salute per i cittadini. Se molti sanitari segnalano delle disfunzioni, siano esse le liste di attesa, le agende chiuse per cui non si può prenotare, macchinari non funzionanti, o turni massacranti, questo significa che qualcosa non è andato come doveva, che non ci sono le migliori condizioni di lavoro, organizzative  e strutturali, per i dipendenti, come garanzia per la migliore assistenza ai cittadini. La Asl le direzioni aziendali, dovrebbero quindi essere grate ai propri dipendenti, ascoltarli e, in caso di segnalazioni convergenti, considerare che forse non si tratta di “parlare male” ma di “segnalare un problema”, e provvedere”.

“Invece – prosegue – si assiste al paradossale mondo in cui i codici etici e comportamentali – di condotta e disciplinare – vengono considerati e “temuti” dai dipendenti come qualcosa di intimidatorio, come un mezzo che dissuade anche dall’idea di segnalare qualcosa che pure non funziona. Una sorta di voce che dice: “Non ti azzardare neppure a segnalare qualcosa, qualunque cosa sia, perché per il solo segnalare verrai punito”. Sarebbe l’aberrazione della funzione stessa dei codici, nati per rendere la sanità pubblica un ambiente di qualità e benessere, soprattutto nell’interesse dei malati”:

“Non diffondere informazioni sul proprio lavoro – prosegue Quartini – e non nuocere agli interessi o all’immagine dell’azienda non può significare dover tacere ogni volta che c’è un problema in sanità e, nonostante ripetute disfunzioni o episodi sentinella, non si è avuto un intervento risolutivo. Eppure, ricordiamo invece un video, pubblicato proprio su quei social media il cui utilizzo si vieta ai dipendenti, in cui la dirigenza di fatto ipotizzava – in maniera inaccettabile – “conseguenze”  verso chiunque si fosse, nel futuro, lamentato o avesse segnalare alcunché circa il servizio sanitario. Nessuno segnala per divertimento. Se lo fa, è perché qualcosa non funziona. E le eventuali conseguenze di quello che scrivono i dipendenti possono essere valutate in base a ciò che scrivono, e non preannunciate per il solo fatto di scrivere”.

“Quanto accaduto all’oculista dottor Fausto Trivella – spiega Quartini – che, per aver scritto su Facebook un post di critica verso i vertici dell’Asl e l’assessore sulle lunghe liste d’attesa, è stato dalla Asl sospeso per 45 giorni dall’attività professionale in ospedale e denunciato per diffamazione, costituisce il fondo da toccare, ed oltre il quale non è accettabile spingersi. Perché il problema – gravissimo, e mai risolto, nonostante le ingenti quantità di denaro spese nelle più svariate iniziative  –  delle liste di attesa sussiste, e sussiste in compagnia di tante, altre, problematiche; ed è vergognoso, oltre che inaccettabile, che la direzione aziendale possa punire una dichiarazione di ciò che è vero, continuando imperterrita ad ignorare il fatto che i toscani devono attendere tempi assurdi per essere visitati o curati. Peraltro, è un atteggiamento fin troppo comune, anche a livello politico, quello di minacciare querele ogni qualvolta viene sollevato un problema irrisolto e scomodo: è accaduto in consiglio regionale nella vicenda del batterio New Delhi, ed in altre occasioni. Anziché ammettere il problema, e prendere – finalmente – qualche iniziativa per risolverlo, si querela chi parla, mettendolo così a tacere”.

“Solo che il problema rimane – conclude la nota – ed i cittadini continuano a farne le spese. Ed in consiglio regionale è bene che la politica – quella chiamata in causa dal post del dottor Trivella: l’assessore e il presidente – prenda pubblicamente una posizione, immediata, sulla vicenda e sul significato e la portata, gravissime, che hanno. Pretendiamo che Rossi venga a riferire in aula, anche sul comportamento delle dirigenze aziendali, che, anche a causa della sciagurata controriforma sanitaria sono sempre più arroccati e lontani dai bisogni degli operatori stessi e dei cittadini”.

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