Minniti (Lega) critica Tambellini: “Il Pd deve cambiare pelle? Gli elettori hanno l’antidoto”

Il consigliere attacca il primo cittadino per la lettera aperta ai dem

“Brutta cosa l’indigestione da buccellato che ha colpito il sindaco nel giorno dell’Epifania quando ha reso pubblica la lettera aperta urbi et orbi, al Pd, alla sinistra, alle sardine: una via di mezzo tra il proclama Alexander alle truppe cammellate del Pd (sardine comprese), gioiosa macchina da guerra di occhettiana, nefasta, memoria e il discorso di fine anno del presidente della Repubblica bolso, stantio, retorico, contraddittorio, infarcito di luoghi comuni ma capace di provocare brutte indigestioni a chi ha avuto la ventura di leggerlo”. Sono parole con le quali il consigliere comunale della Lega, Giovanni Minniti si riferisce alla lettera aperta al Pd del sindaco Alessandro Tambellini.

“Ha parlato di tutto: dalla giustizia sociale manco fosse il Papa anche se lo chiamano il Pope di Sant’Alessio – va avavnti Minniti – alla salvaguardia ambientale tema caro a Greta, quella che viaggia a bordo di barche a vela principesche in tutti i sensi per arrivare alle soluzioni di sinistra orientate al progresso ed alla equa distribuzione della ricchezza proponendosi, così, il Jeremy Corbyn de noantri”.

“Non poteva mancare il riferimento a Salvini e Meloni che fanno riferimento a schemi ‘definitivamente relegati al passato’ – cita Minniti – e quindi al pericolo fascista ma su questo voglio essere indulgente in quanto è stata l’indigestione da buccellato a fargli vedere i fantasmi del passato. Mi chiedo con quale facciatosta il sindaco affermi che il Pd deve tornare ad essere il partito dei lavoratori, dei precari, dei professionisti, degli sfruttati, di chi fatica, ha paura, si sente povero”.

“Come fa a dirlo – attacca Minniti – se il Pd ha abrogato l’articolo 18 dello Statuto dei contribuenti, ha accentuato la precarietà con il Jobs Act,ha introdotto il bail in che ha ridotto sul lastrico gli obbligazionisti delle banche fallite, un partito che è prono alle élites mondialiste e all’Europa ordoliberista che con il fiscal compact chiede servilismo, sacrifici, tagli allo stato sociale, alle pensioni, alla sanità per salvaguardare il dio euro strafregandosene del benessere dei cittadini. Ma come si può?”

“E con quale coraggio si permette di criticare la politica sovranista di Salvini che è una legittima forma di reazione alla sempre più vasta cessione di sovranità alla Ue che – aggiunge Minniti -, ricordiamo è una entità priva di legittimazione popolare laddove in Italia la Costituzione attribuisce al popolo quella sovranità soffocata da governi nati a seguito di congiure di palazzo e non legittimati dal voto popolare. Ed ecco allora che stona di brutto l’aggettivo democratico più volte accostato a sindaco”.

“Sindaco democratico si definisce Tambellini – prosegue Minniti – quasi a sottolineare la sua diversità e superiorità morale rispetto ai predecessori che si definivano soltanto con il termine sindaco. E’ banale dirlo ma a Lucca non ho mai visto sindaci dittatori ma anche questa è colpa del buccellato che non era certamente del Taddeucci. Dall’alto della sua superiorità morale, Tambellini critica lo slogan prima gli italiani”.

“Non avevo dubbi al riguardo perché per la sua amministrazione vengono prima immigrati entrati illegalmente in Italia senza documenti ma con fiammanti smartphone e generosamente assistiti alla faccia dei bisognosi italiani alle prese con pensioni da fame, dei disoccupati, degli anziani, dei poveri sistematicamente esclusi dai sussidi comunali. Ed è ad essi – attacca ancora Minniti – che guarda il mio partito e ne sono fiero al grido di W l’Italia che non uscirà mai dalle corde vocali dei sostenitori del Partito (non) Democratico. Su una cosa concordo con il Sindaco Tambellini quando dice che il Pd deve cambiare pelle. Cambiare pelle è una operazione che ben riesce ai rettili. Gli italiani hanno già individuato l’antidoto se gli verrà concesso il diritto di voto”.

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