Società del Comune di Lucca, dimezzati i compensi di amministratori e revisori: un milione di risparmi all’anno

Presentata la relazione sulle partecipate, la commissione chiede maggiore attenzione sulla sicurezza e omogeneità nel trattamento dei dipendenti

Maggiore attenzione per la sicurezza nei luoghi di lavoro e cercare di armonizzare il più possibile, tenendo conto delle norme di legge e dei contratti già in essere, le modalità di trattamento dei dipendenti. Sono questi alcuni dei punti salienti che sono emersi dalla relazione finale sulle società e organismi partecipati del Comune di Lucca che questa sera (21 gennaio) sarà portata all’attenzione del Consiglio comunale.

La relazione giunge al termine di un percorso durato per tutto l’arco del 2019 in cui la Commissione preposta, presieduta da Claudio Cantini di Lucca Civica, ha passato in rassegna le principali aziende, enti e istituzioni appartenenti al gruppo del Comune di Lucca con particolare attenzione alle gestione di appalti e assunzioni oltre all’andamento economico generale. Tra gli enti passati sotto la lente di ingrandimento della commissione figurano, tra gli altri, l’Azienda Teatro del Giglio, Lucca Holding Spa, Metro Srl, Lucca Holding Servizi Srl, Gesam Reti Spa, Gesam Energia Spa, Sistema Ambiente Spa, Erp Lucca Srl, Itinera Srl, Farmacie Comunali Spa, Ctt nord Srl e Lucca crea Srl.

Al termine del lavoro svolto – si legge nel documento – si evidenzia un “quadro positivo per ogni società partecipata”. È stato inoltre sottolineato come il settore sia stato oggetto di profonda revisione e razionalizzazione negli ultimi anni, con particolare riferimento alla situazione di Gesam. Le operazioni svolte (che per altro hanno ricevuto il placet di Anac ed anche della società di consulenza Ernst & Young, una delle più quotate nel settore) hanno progressivamente ridotto il numero delle partecipate, arrivando ad un assetto più snello del gruppo, in cui le principali società erogatrici di servizi per i cittadini sono direttamente sottoposte al controllo della holding. Una razionalizzazione che ha riguardato anche gli emolumenti per amministratori e sindaci revisori, per i quali la spesa è passata da 1,5 milioni di euro all’anno a circa 600mila euro, con un risparmio dei cittadini di oltre il 50%.

Dal documento emerge inoltre l’apprezzamento della Commissione per l’adozione del regolamento di gruppo che ha “favorito l’adozione di un comportamento univoco di tutte le società partecipate, attraverso l’adozione di un sistema di norme a cui tutte devono attenersi, con riflessi anche su assunzioni di personale e su acquisizione di beni e servizi”. Per quanto riguarda in particolare le gare per l’assegnazione per l’erogazione di servizi, la Commissione propone la creazione di apposite procedure di affidamento unitarie (in particolare per le cosiddette spese intermedie) direttamente gestite da Lucca Holding, al fine di ottenere un risparmio pur mantenendo invariata la qualità del servizio.

Per quanto riguarda tutte le acquisizioni di beni e servizi, la Commissione chiede che la holding si faccia promotrice verso le società partecipate affinché si richieda alle ditte fornitrici di attivarsi per la sicurezza sul lavoro prevedendo anche, per quanto consentito dalle norme, di dare punteggi più alti in fase di scelta alle aziende che hanno certificazioni in tal senso.

Unica nota stonata che emerge dalla relazione è quella relativa all’azienda speciale Teatro del Giglio: “Sul teatro sono state riscontrate delle anomalie a causa di ritardi nella presentazione dei bilanci, del rispetto degli obblighi di trasparenza e anti-corruzione, nonché sulla gestione delle componenti del salario accessorio e della corretta applicazione di alcuni istituti previsti dal contratto integrativo, procedure per altro non oggetto di comunicazione all’amministrazione comunale – si legge nel documento -. A seguito delle dimissioni del precedente direttore, l’amministrazione ha nominato il nuovo direttore, dando mandato di verificare le varie situazioni e intervenire in caso di anomalie”.

Altro aspetto fondamentale sottolineato dai membri della commissione è quello legato alla necessità di una maggiore omogeneità dei trattamenti dei dipendenti delle varie aziende, al netto dei contratti già in essere e delle norme in vigore.

In conclusione, la relazione ha evidenziato come, nel prossimo futuro, sia opportuno tenere sotto “continuo monitoraggio” in particolare due situazioni: quella di Ctt nord dopo l’assegnazione definitiva del servizio di trasporto pubblico locale ai francesi di Ratp; e quella di Sistema Ambiente per la procedura di fallimento relativa al socio privato Daneco Impianti Srl.

“Questo documento arriva al termine di un anno di lavoro e di indagine – ha detto il presidente Cantini -. Oggi chiudiamo un capitolo importante: credo che sia servito tanto a noi, per conoscere più a fondo la materia, quanto agli operatori delle partecipate, che si sono forse sentiti un po’ più responsabilizzati negli atti che approvano. Sarei felice se questo documento fosse condiviso da tutta la Commissione, anche dai membri di minoranza”.

“Condivido totalmente quanto scritto in questa nuova relazione che è molto più veritiera rispetto alla prima stesura – ha detto il consigliere dell’opposizione Marco Martinelli -. Quello che non condivido sono proprio le scelte fatte da questa amministrazione e che hanno portato alla situazione attuale. Per questo, pur condividendo il contenuto della relazione, non posso che astenermi”.

Perplessità sono state sollevate anche dal consigliere del Movimento 5 stelle Massimiliano Bindocci: “Quello fatto è stato un lavoro abbastanza sommario rispetto a quello di cui ci sarebbe stato realmente bisogno – ha detto -. Ogni partecipata ha una storia a sè e forse sarebbe stato più opportuno concentrarsi su alcune situazioni specifiche note per le loro criticità ma capisco che sarebbe stato un lavoro molto più lungo e complesso”.

Bindocci ha anche fatto notare che, sebbene sia vero che le partecipate abbiano sempre adempiuto agli obblighi di legge in materia di assunzioni, è anche vero che molti dipendenti furono assunti prima del 2009 (anno in cui è entrato in vigore l’obbligo di selezione tramite concorso pubblico). Altro aspetto sottolineato da Bindocci è quello che l’effettiva armonizzazione dei trattamenti salariali e tutt’altro che vicina dall’essere raggiunta. Parole che sono state fatte proprie da tutta la commissione e che sono state integrate nella relazione.

Su quest’ultimo punto in particolare, ha replicato l’assessore alle partecipate Giovanni Lemucchi: “Quello che dice Bindocci è vero – dice – ed è un punto su cui stiamo lavorando dal 2012. Gran parte delle operazioni di riorganizzazione che abbiamo fatto avevano, infatti, anche questo obiettivo. È un’operazione complicatissima che trova molte resistenze, sia da parte dei dirigenti che dei sindacati. È ovvio che si viene da storie anche molto diverse tra loro ed è difficile chiedere di rinunciare a benefici ritenuti ormai acquisiti. Sono situazioni che devono essere gestite con cautela anche perché possono portare a conflittualità ma rivendico il fatto di aver cercato il più possibile di andare nella direzione dell’omogeneità”.

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