Gesam Reti, vendita o ricerca di un partner affidabile per il futuro dell’azienda

In commissione il dibattito sulla società partecipata. Fava e Vantaggiato ammettono le difficoltà, rischio anche di aumento delle tariffe

Crescere o morire. Potrebbe essere riassunto così il destino di Gesam Reti Spa di cui si è discusso oggi (28 gennaio) all’interno della commissione comunale sulle società partecipate presieduta da Claudio Cantini (Lucca Civica). Nei mesi scorsi infatti, i vertici dell’azienda hanno richiesto ad una società di consulenza un’analisi approfondita su quale potessero essere le prospettive future alla luce del riassetto del gruppo Gesam Spa voluto dall’amministrazione comunale.

Dall’analisi sarebbe emerso che l’azienda, così come strutturata, non può raggiungere economie di scala e questo comporterà, nel lungo periodo, delle perdite strutturali. A conferma di questo, il budget annuale dell’azienda ha visto una significativa riduzione. Prospettive di lungo periodo, certo, ma che potrebbero comportare delle conseguenze concrete per i cittadini nel breve termine. Dalla discussione è infatti emerso come, per coprire i costi di gestione delle reti, le tariffe del gas potrebbero subire un leggero aumento.

Sull’azienda inoltre pende la spada di Damocle della gara regionale per l’assegnazione della gestione delle reti. Una gara che richiede ai partecipanti un esborso vicino ai 300 milioni di euro. Cifra fuori portata non solo per le casse della società ma anche per la sua controllante.

“Siamo ormai giunti alla fine del percorso di ristrutturazione del gruppo Gesam – ha esordito l’assessore con delega alle partecipare Giovanni Lemucchi -. Ci è sembrato opportuno, giunti a questo punto, fare un quadro della situazione. C’era la necessità di capire quale spazio potesse avere la società nel medio periodo, tenendo presente che stiamo parlando di un settore in continua evoluzione”.

Dallo scorporo del vecchio gruppo, Gesam Reti ha ereditato la gestione della rete di distribuzione del gas a livello provinciale. Il Comune di Lucca detiene il 56 per cento delle quote, Toscana energia – socio privato – il 43%, mentre una piccola quota è detenuta dal Comune di Capannori.

Sulle motivazioni per cui è stata una richiesta una consulenza da Pwc per oltre 60mila euro, stimolata dal consigliere di opposizione Marco Martinelli, è intervenuto il presidente di Gesam Reti Ugo Fava: “Per quanto mi riguarda è una spesa che poteva essere evitata – ha spiegato -. Già internamente ci eravamo resi contro che non potevamo essere tranquilli per quanto riguarda il futuro dell’azienda. Il documento ha confermato i nostri dubbi ed ha certificato che l’azienda, così come strutturata attualmente, è destinata ad andare incontro a declino. Dato che comunque dobbiamo rendere conto alla componente politica, è stato giusto rivolgerci a degli esperti del settore”.

“Prima eravamo un gruppo, adesso siamo un’azienda monosettore – spiega ancora il presidente -: siamo soggetti alle oscillazioni del nostro mercato di riferimento, inoltre non siamo ancora riusciti a smaltire tutti i costi legati alla vecchia struttura. Questo significa che se prima la realtà era solida e ci consentiva una gestione che permetteva di fare utili, adesso non è più così. È necessario quindi intervenire al più presto prima di trovarsi in situazioni irreversibili”.

“Le prospettive di decrescita sono molto concrete – sottolinea ancora Fava – perché dobbiamo sostenere dei costi fissi molto elevati e questo non ci permettere di essere all’altezza dei nostri competitor. Purtroppo, dallo scorporo non ci siamo allegeriti in maniera proporzionale. Alcuni centri di costo rimangono tarati sulla dimensione precedente e questo è un pesante aggravio per l’azienda. Siamo troppo piccoli per ottenere delle economie di scala”.

In questo contesto non certamente roseo, incombe la gara regionale per l’assegnazione delle reti di distribuzione del gas. In ossequio alle direttive europee infatti, così come in altri settori, le reti dovranno essere assegnate mediante gara pubblica. Partecipare alla gara però non è privo di costi: il vincitore infatti dovrà mettere sul campo una cifra vicina ai 300 milioni, investimento fuori portata sia per Gesam che per le casse di Palazzo Orsetti. E se fino ad ora la Regione aveva tergiversato, è notizia di questi giorni che il Ministero abbia sollecitato gli uffici fiorentini a indire il bando quanto prima. Quali le prospettive dunque? Le alternative sono due: o non partecipare alla gara, con Gesam che verrebbe liquidata per le reti in suo possesso, oppure trovare un partner che permetta all’azienda di essere competitiva. Attenzione però, perché anche questa scelta non sarà priva di conseguenze negative: infatti, la prospettiva è che in questa nuova compagine, Gesam ricopra il ruolo di socio di minoranza.

“Abbiamo sondato il mercato – spiega Fava – ma non abbiamo trovato soggetti interessati a garantire una partnership dignitosa. Chi arriva e mette i soldi vuole comandare: questo comporterebbe che la sede direzionale verrebbe trasferita e che a Lucca rimarrebbe un mero stabilimento, con le decisioni che verrebbero prese altrove”.

Che fare quindi? Sul punto Fava è molto chiaro: “Il primo aspetto è certamente la salvaguardia del patrimonio attuale ma non possiamo fare finta che la gara non ci sia. La gara prima o poi ci sarà e se non ci attrezziamo la perderemo. Detto questo, anche se non ci fosse, il destino di Gesam rimane difficile. Il budget per quest’anno vede per la prima volta gli indicatori diminuire. Questa dimensione ci penalizza: nel contesto attuale o si cresce o si viene comprati“.

Ad entrare più nel dettaglio della gara, anche su richiesta del consigliere Enrico Torrini (Siamo Lucca) è stato il direttore generale di Gesam Reti, Fabio Vantaggiato: “Saranno messe a gara tutte le infrastrutture presenti sul territorio. Per quanto riguarda la provincia di Lucca, si parla di reti per un valore di circa 150 milioni di euro. Le reti di proprietà di Gesam coprono circa il 38% dell’intera rete provinciale (circa 60mila contatori, ndr) per un valore di circa 80 milioni di euro”.

“Purtroppo la situazione di Gesam vede difficoltà indipendentemente dalla gara – aggiunge Vantaggiato -. Questo a causa di due delibere dell’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente che hanno comportato un ulteriore aumento dei costi: questo comporta una ulteriore riduzione degli utili per circa 280mila euro per il 2020, tendenza che si confermerà anche nei prossimi anni. In questo senso, il consumatore finale potrebbe vedere un leggero aumento delle tariffe in bolletta”.

“Ma come mai è stata fatta questa scelta dall’autorità?” chiede Leonardo Dinelli del Partito Democratico. “L’idea è che le aziende più grandi riescono a fare economie di scala – spiega l’assessore Lemucchi – con benefici anche per l’utenza. Detto questo, dobbiamo prendere atto delle conclusioni a cui è giunta la società: partecipare alla gara da soli sarebbe velleitario. Per questo chiediamo al Consiglio comunale che autorizzi l’azienda ad incaricare un advisor (tramite procedura negoziata) per cercare dei partner in grado di offrire determinate garanzie, non ultimo il fatto che la sede direzionale rimanga a Lucca”.

In questo senso, il partner attualmente più accreditato, ma si valutano anche altre soluzioni, sarebbe proprio Toscana Energia che dovrebbe fondare una nuova società (una cosiddetta NewCo, ndr) che gestisca solo la parte lucchese delle proprie reti che poi andrebbe a fondersi con Gesam per creare una nuova società in grado di partecipare alla gara regionale con prospettive di vittoria.

Conclusa la discussione, la seduta si è poi aggiornata a venerdì prossimo (31 gennaio) su richiesta del consigliere Martinelli che ha chiesto la possibilità di visionare più dettagliatamente i documenti presentati di Pwc. Nel prossimo incontro verrà posto in votazione la richiesta dell’azienda di poter conferire il mandato esplorativo. Dopodiché la delibera, per essere efficace dovrà ricevere l’avallo del Consiglio comunale.

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