Rifondazione Comunista: sanità e lavoro al centro della campagna elettorale foto

La segreteria lucchese annuncia i temi caldi della battaglia politica: "Si agisca su pensioni e salari"

“Cambiare è possibile, con la lotta si può”. Di questo si è parlato oggi (8 settembre) all’Arci di via Santa Gemma Galgani con i responsabili provinciali di Rifondazione Comunista.

I temi caldi affrontati dai rappresentanti lucchesi del partito, Giulio Strambi, segretario della federazione lucchese e Giuseppe Matteucci, ex segretario del partito ma ancora membro della segreteria, sono le pensioni, il lavoro e i salari.

“Il partito della Rifondazione Comunista ha deciso di lanciare una campagna elettorale verso le regionali improntata sul sociale – spiega Giulio Strambi – e il primo passo è stato quello di illustrare i nostri obiettivi tramite delle conferenze in tutte le segreterie d’Italia. I temi importanti che occorre rivalutare sono legati al lavoro, alla sanità, alle pensioni e ai salari. Dobbiamo prendere ad esempio la Francia, al centro di lotte radicali spinte fino a raggiugimento degli obiettivi prefissati, con il supporto della stragrande maggioranza dei cittadini. Facciamo come loro”.

“In Italia abbiamo bisogno di movimenti di lotta importanti – prosegue Strambi – per riuscire a cambiare la nostra situazione. Abbiamo i salari che sono sprofondati e contemporanemamente abbiamo l’età pensionabile più alta d’Europa. I diritti dei lavoratori sono stati cancellati con il Jobs Act e la legge Fornero, che hanno creato gravissimi danni, specialmente ai giovani che hanno assistito ad un blocco del turn over e una sempre crescente difficoltà ad inserirsi nel mondo del lavoro”.

La delocalizzazione delle industrie è un’altro tema importante per Rifondazione, attuale e caldo anche nella nostra provincia, dove ad esempio la Schott Italvetro avrebbe l’intenzione di mettere in mobilità 35 dipendenti delocalizzando la produzione in Turchia: “Anche i salari dei lavoratori devono essere tenuti in considerazione, sono troppo bassi e i tipi di contratto, tra stage e tempo determinato, non li tutelano – prosegue Giulio Strambi – Questo sistema sta portando l’Italia ad un impoverimento delle classi popolari. Occorre quindi ristabilire l’equità prevedendo un sistema fiscale che tassi i grandi patrimoni con lo scopo di ottenere fondi da impiegare per creare posti di lavoro da parte dello Stato, non ci si può sempre rivolgere al settore privato. Si tratta di uno dei modi più semplici per ridistribuire la ricchezza. Anche l’innovazione tecnologica avrà un suo ruolo e sarà importante per ottenere una riduzione dell’orario lavorativo al pari dei salari”.

“La campagna elettorale – prosegue Strambi – si comporrà di più di 200 iniziative sparse su tutto il territori, abbiamo stampato più di 500mila volantini ed inizia proprio oggi (8 febbraio) protraendosi per alcune settimane. Per spingere i lavoratori alla lotta su questi temi organizzeremo dei presidi di fronte alle più importanti fabbriche di Lucca, che danno lavoro a molti cittadini. Oltre ai cittadini occorre spronare anche i sindacati sollecitando la base a porsi questi problemi, riacquistando quel ruolo di collante che aveva in passato e che oggi si è perso. Oggi ognuno fa per conto suo, ma la lotta è comune”.

C’è poi il tema delle pensioni che per Rifondazione deve partire dalla spiegazioni ai giovani che chi ne gode non è affatto un privilegiato che vive alle spalle della società dei lavoratori attivi: “Chiediamo la realizzazione di un fondo di solidarietà per coloro che in questi anni hanno avuto dei salari troppo bassi – prosegue il segretario lucchese – Chiediamo un aumento del salario minimo fino a 9 euro l’ora: ciò servirà anche a spingere i salari di tutti gli altri. Per ottenere questi obiettivi abbiamo un progetto ambizioso, promuovere l’idea che un cambiamento sia possibile e creare aggregazioni a livello territoriale con i quali sviluppare le iniziative. Per esempio in Veneto si lotta per il diritto alla casa, in Liguria si lotta contro l’esportazione di armi e il blocco dei porti”.

“Negli anni Ottanta – conclude Giulio Strambi – i grandi capitalisti della terra hanno deciso di togliere molti dei diritti dei lavoratori, con una campagna capillare che ha portato a divisioni e concorrenza tra i lavoratori stessi. È una guerra tra poveri e a guadagnarci sono sempre coloro che hanno di più, per questo chiediamo un sistema di tassazione progressivo, perfettamente in linea con i principi della nostra Costituzione. Una redistribuzione della ricchezza in modo da diminuire le differenze economiche tra le classi sociali, perché ad oggi in Italia la ricchezza è nelle mani di un 10 per cento di persone e secondo i dati della nostra inchiesta solo a Lucca esistono 70mila persone che hanno una pensione inferiore ai mille euro e che hanno difficoltà ad arrivare a fine mese.”

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