Ex Manifattura, tre associazioni ambientaliste chiedono un consiglio comunale aperto

L'associazione critica lo strumento del project financing per i due terzi della struttura: "Qual è l'interesse pubblico?"

Riqualificazione dell’ex Manifattura Tabacchi, intervengono Legambiente Lucca, Italia Nostra Lucca e Rete dei Comitati per la difesa del territorio, che criticamop le decisioni fin qui prese dall’amministrazione comunale e chiedono un consiglio comunale aperto per affrontare il futuro del grande contenitore e in generale dell’urbanistica in città.

L’ex Manifattura Tabacchi – si legge in una nota delle associazioni – bene pubblico sottoposto a vincolo diretto della Soprintendenza, è l’ultimo contenitore urbano che, per posizione e consistenza, è in grado di garantire l’accessibilità e la rivitalizzazione del centro storico. Già questa premessa avrebbe dovuto concentrare gli sforzi dell’amministrazione comunale nell’approvare il piano strutturale. Invece in esso vengono previste solo generiche disposizioni attuative degli interventi nei settori strategici della città antica, unitamente ad un modesto potenziamento dei parcheggi”.

“Il 26 novembre 2019 – ricostrusce la nota – viene proposta in consiglio comunale l’adozione della variante semplificata al regolamento urbanistico per la ex manifattura, votata in tutta fretta il 27 novembre, l’ultimo giorno disponibile in rapporto alla possibile adozione della stessa rispetto alle norme transitorie che ne regolano l’applicazione. Come hanno anche rilevato alcuni consiglieri, che ritenevano non aver avuto i necessari approfondimenti nella competente commissione, perchè tanta fretta? Nel mese di dicembre avevamo segnalato nelle osservazioni il contrasto normativo che ha reso possibile la variante semplificata allo strumento urbanistico della ex Manifattura, bene tutelato con vincolo diretto dal codice dei beni culturali”.

“Di questi giorni è la presentazione sui giornali del progetto di “rigenerazione” e di “sviluppo urbano” della ex Manifattura – dicono Legambiente, Italia Nostra e rete dei comitati – presentato congiuntamente dalla Fondazione Cassa di Risparmio e dalla società Coima. Nutriamo dubbi che la carenza di pianificazione comunale possa essere risolta da un intervento privato, che fonda il proprio interesse sul ritorno economico dell’investimento, con lo strumento del project financing, lo stesso utilizzato per la realizzazione dell’ospedale, di cui tutti abbiamo visto i risultati. Dov’è il disegno dell’amministrazione?  Ricordiamo che lo strumento del project financing può essere utilizzato per ottenere in concessione uno o più beni immobili, che non siano già inseriti dagli enti pubblici tra quelli oggetto di intervento nella relativa programmazione, per la realizzazione di progetti ad iniziativa privata in grado di soddisfare esigenze di pubblico interesse (articolo 183, comma 15, del decreto legislativo 50/2016). Qual è l’interese pubblico in questo caso?“.

“L’operazione di project financing su beni immobiliari pubblici – spiegano le associazioni – non può infatti sostituire la mancata pianificazione dell’amministrazione, né quest’ultima assolverebbe la propria funzione di programmazione con scelte non che non corrispondano a chiari obiettivi e ad un disegno per il futuro della città, per renderla viva nella residenza, e coniugare questa con le esigenza delle categorie economiche. È compatibile la realizzazione di ulteriori residenze con una città svuotata di funzioni e che in questi anni ha perso residenza? È appena iniziato il percorso partecipativo del piano operativo, di cosa dobbiamo discutere allora, quando le decisioni sui principali contenitori e spazi cittadini sono già stati decisi? Ancora una volta il percorso partecipativo è svuotato di contenuti. Perchè prendere una decisione così definitiva prima che si sia formato il piano operativo?”.

”Per queste ragioni – conclude l’intervento – affianchiamo la richiesta di un doveroso confronto da operarsi nella sede istituzionale competente, con un consiglio aperto a tutti soggetti interessati, in primis i cittadini, le associazioni, e tutti i portatori di interesse, perché si possa conoscere il progetto e possa essere discusso nell’interesse di tutta la città”.

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