Pellicci (Sinistra Italiana): “Percorsi di educazione sentimentale per le scuole secondarie”

Verso le regionali: "Le forze progressiste si impegnino per una proposta di legge"

Le forze di sinistra si impegnino “a portare in Regione percorsi di educazione sentimentale almeno per le scuole secondarie“. La pensa così Alberto Pellicci (Sinistra Italiana) che interviene nel dibattito sul tema dell’aborto innescato dalle parole dell’ex ministra Matteo Salvini.

“Se una ragazza va al pronto soccorso per abortire – spiega Pellicci – il problema non è se debba o meno pagare la prestazione. Il problema è che questa ragazza non sa che esistono i consultori. Se una ragazza si trova a dover interrompere la gravidanza per tre volte, più che deprecare la sua vita “viziosa” dovremmo chiederci perché non siamo stati in grado di darle una sufficiente consapevolezza del valore del suo corpo, o sulla sessualità, sugli anticoncezionali. A lei e al suo partner”.

“E allora, prima di pensare al ticket per l’aborto – prosegiue – una politica che guardi più in là di una scadenza elettorale (e del voto ultraconservatore) propone l’introduzione nei percorsi scolastici di ogni ordine e grado di un’ora settimanale di educazione sentimentale. Un’ora in cui la scuola, anche attraverso materiali didattici su temi quali la parità tra i sessi, i ruoli di genere non stereotipati, il reciproco rispetto, la soluzione non violenta dei conflitti nei rapporti interpersonali, la violenza contro le donne basata sul genere e il diritto all’integrità personale appropriati al livello cognitivo degli allievi, promuove il cambiamento nei modelli di comportamento socio-culturali di donne e uomini per sradicare i pregiudizi, i costumi, le tradizioni e le altre pratiche basate sull’idea di una differenzazione delle persone sulla base del genere di appartenenza o su ruoli stereotipati per donne e uomini, in grado di alimentare, giustificare o motivare la discriminazione o la violenza di un genere sull’altro”.

“Nella scorsa legislatura – dice Pellicci – una proposta di legge in questo senso fu presentata alla Camera, e là ancora giace, a prendere polvere in qualche cassetto. Ma non è più il tempo d’aspettare, e laddove non arriva la legislazione nazionale possono muoversi gli enti locali. Il 2020 in Toscana è l’anno delle elezioni regionali: si impegnino le forze progressiste a portare a palazzo Panciatichi un progetto come quello già sperimentato in Regione Piemonte per inserire almeno nelle scuole secondarie (e, perché no, pure nelle scuole primarie) l’educazione sentimentale. La politica torni a provare a costruire un futuro migliore per (e con) i suoi figli”

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