Battistini: “Solo facendo comunità possiamo sperare in una ripresa”

Il presidente del consiglio comunale: "Siamo al lavoro per rimettere in moto la macchina, servirà l'unità di tutti"

La vita ai tempi del Covid19 propone sfaccettature inedite. Specie se rivesti un doppio ruolo: quello di privato cittadino che, al contempo, è impegnato quotidianamente nella gestione della cosa pubblica. È il caso del presidente del Consiglio comunale Francesco Battistini, che racconta il suo impegno quotidiano, tra dimensione intima e necessità di rimanere sul pezzo per provare faticosamente a condurre la città fuori dai flutti di una tempesta perfetta. Come? Rimanere uniti nelle difficoltà è la parola d’ordine.

Battistini, come vive questa situazione a titolo personale? 

La vivo ‘strana’, sono anni che non resto in casa per così tanto tempo, e poi obbligato… sono abituato a vivere e subire l’orologio, a destreggiarmi fra il mio lavoro professionale e l’impegno politico ed amministrativo, la famiglia, i miei genitori…quindi passo il tempo a riordinare la libreria, a tentare improbabili (per me) lavori di manutenzione e bricolage casalinghi, leggo libri dimenticati o riscoperti, mi sfinisco in interminabili videoconferenze, ma con fiducia e speranze non supine né ottuse.

Indossando le vesti dell’amministratore pubblico, invece, come cambia l’angolo visuale? 

Come amministratore sono due ‘vite’ diverse, per il ruolo istituzionale cerco di ripristinare un minimo di prassi, di normalità amministrativa, attivando le modalità per effettuare al più presto i consigli comunali e le commissioni consiliari in remoto, ed infatti a brevissimo inizieremo con le convocazioni. Per il consigliere comunale, rappresentante dei cittadini, cerco di dare il mio contributo a supporto di chi si rivolge a me in quanto appartenente alla amministrazione comunale e come esponente politico.

Pochi giorni fa il sindaco di Firenze, Dario Nardella, ha dichiarato che senza un’immediata e solida immissione di liquidità Palazzo Vecchio andrà in default nell’arco di tre mesi. Avverte questo rischio anche per Lucca? 

Il Comune di Lucca credo non corra questo rischio, i conti sono in ordine e l’amministrazione ha la consapevolezza di aver ben lavorato sui bilanci comunali. Ovviamente sappiamo che ci saranno minori entrate e maggiori spese, anche per dare risposta a quelle che saranno le emergenze sociali di adesso e del post-coronavirus. Abbiamo fiducia nel lavoro del governo centrale e regionale, che ci dia la dotazione economica e anche decisionale per interventi rapidi, puntuali ed efficaci.

Come si esce da questa situazione, nel frattempo? 

Se ne esce tutti insieme, ma andando oltre gli slogan mielosi e buonisti, tutti insieme perché solo facendo comunità possiamo sperare in una ripresa, che se non è di tutti rischia di trasformarsi in rabbia e tensione, sinergia strettissima e interconnessione sociale sono le linee guida per uscirne uniti.

Quali saranno le priorità fissate in agenda una volta tornati alla normalità? 

Le priorità non sono solo per il dopo, ma anche per il durante. Lucca dovrà assolutamente mettersi in gioco completamente, dovrà/dovremo tendere insieme a dare corpo alla speranza che c’è in ognuno di noi, ognuno per la sua storia e competenza e responsabilità e voglia di reagire. La politica dovrà guidare questo percorso di nascita nuova, che non sarà solo politico e/o economico (fondamentali) ma anche di rapporti, di modi nuovi di rapportarsi con l’altro, di diverse forme di socializzazione, e questo sarà un processo che avrà efficacia e compimento solo se tutti noi lo faremo insieme.

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