Colucci (Riformisti Toscani): “Regole chiare e meno burocrazia per le riaperture”

L'esponente di Italia Viva: "Regioni e Comuni non aggiungano ulteriori limiti alle aziende"

Limiti alla riapertura delle aziende con ordinanza della Regione, i Riformisti Toscani chiedono meno burocrazia.

“Il presidente della Regione Toscana con proprio decreto – dice Francesco Colucci dei Riformisti per Italia Viva – ha aggiunto ulteriori vincoli procedurali a carico delle attività che possono riaprire per decisione del governo. Norme burocratiche pasticciate ed assurde con ulteriori costi a carico di imprenditori già con l’acqua alla gola. Due le chicche: il distanziamento sociale aumenta in Toscana a un metro e 80, dal metro, stabilito a livello nazionale e mondiale. Una misura comica per i piccoli negozi e per la gestione della cassa. In più si richiede una sanificazione preventiva e straordinaria dei locali, seguita da pulizie sanificatorie degli stessi, due volte il giorno.  Dobbiamo ricordare che i Sindaci della Piana Lucchese, giorni fa, si sono rifiutati di fare la sanificazione delle strade che fanno tantissimi Comuni Italiani, perché la ritengono nociva all’ambiente.  Che faranno questi Sindaci? non fanno aprire negozi e fabbriche, nei loro Comuni? O avranno l’ardire di affermare che è più nociva alla salute sanificare le strade che sono all’aperto che fabbriche e negozi, spazi chiusi, affollati e spesso angusti?”.

“Soprattutto è inaccettabile il principio  – dice Colucci – con cui si interviene spesso con molte decisioni assurdamente restrittive: “…decisione assunta per evitare un diffuso afflusso di persone rendendo più difficile l’attività  di  controllo  per  prevenire, limitare  e  sanzionare  i comportamenti vietati…”. Si privano tutti i cittadini di ulteriori libertà, si complica loro ancor più la vita solo per cercare di punire più facilmente i furbetti: mentalità da regime totalitario, fascista o comunista, che sia. Aboliamo le banche, così i ladri non entrano. Presidenti di Regione e Sindaci sembrano più impegnati a fare gli sceriffi che ad aiutare il cittadino a vivere più facilmente questa emergenza, ragionando in squadra”.

“Le decisioni del governo – conclude – dovrebbero vedere Regioni e Comuni a uniformarsi nella loro esecuzione, perché non si può creare ulteriore confusione a quella che c’è già con direttive diversificate, soprattutto se queste comportano ulteriori impegni burocratici ed economici ad imprese e cittadini. Sono urgenti le riaperture, aziendali e sociali, ma solo un azione unitaria, coraggiosa, che escluda la burocrazia stupida, male oscuro italiano, ci può portare fuori dalla pandemia economica, che sarà assai più devastante di quella sanitaria”.

 

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