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25 aprile, il messaggio del consigliere Bianucci: “Lucca torni a scegliere la strada della coesione sociale”

Il capogruppo risponde al messaggio ritenuto provocatorio di un esponente della destra

“La ripartenza di Lucca si basi sugli stessi valori che hanno fatto grande il 25 aprile. Si è sbagliato di grosso l’esponente della destra lucchese che ha scritto che quest’anno ‘non scasseremo i maroni’: tutta la nostra città ha a cuore questa importante festa”. Così il capogruppo di Sinistra con Tambellini Daniele Bianucci interviene a seguito del messaggio pubblicato da un esponente della destra lucchese, ricordando le iniziative che hanno caratterizzato la storia della città e che anche quest’anno, seppur in modalità diverse, prenderanno vita per festeggiare la Liberazione.

“Solo un anno fa eravamo tutti insieme in piazza San Francesco, immersi in quel bellissimo momento di partecipazione che è stato il concerto di Nada – ricorda Bianucci -. Nelle nostre intenzioni, quell’appuntamento si sarebbe dovuto ripetere, in maniera del tutto simile, anche quest’anno: e sono sicuro la piazza sarebbe stata ancora più piena, colorata e ricca di orgoglio. Purtroppo non sarà possibile. Ci saranno le cerimonie istituzionali, a cui parteciperanno il sindaco e i rappresentanti delle associazioni dei partigiani. Ci saranno alcune interessanti iniziative, che per forza di cose potranno svolgersi solo sulle piattaforme telematiche. Ma ci sarà soprattutto la nostra città, con la sua storia, la sua comunità e il suo presente: orgogliosamente democratica e antifascista“.

“Ci sarà la nostra gratitudine per chi ha combattuto per la libertà – va avanti il consigliere -. Ci sarà il ricordo per chi, a causa delle violenze fasciste e naziste, ha perso la propria vita. Da più di un anno, a Lucca, chi vuole utilizzare uno spazio pubblico deve sottoscrivere una dichiarazione esplicita di riconoscimento nei valori della Costituzione, di ripudio del fascismo, nazismo di ideologie razziste, xenofobe o antisemite, omofobe e antidemocratiche, portatrici di odio o intolleranza religiosa. E’ un provvedimento che noi reputiamo importante; e che è scaturito da un ordine del giorno approvato dal Consiglio comunale, al quale abbiamo molto creduto. Perché secondo noi il 25 aprile non è soltanto il ricordo, seppur doveroso, di un passaggio storico da una tremenda dittatura alla democrazia. E’ soprattutto un giorno che ci rammenta come la nostra città potrà continuare a crescere, solo se punterà su un futuro in cui i valori della solidarietà, dell’accoglienza, del rispetto di tutte le persone e di tutte le opinioni proseguiranno sempre più a rappresentare il fondamento stesso della sua identità”.

Lucca, capitale del volontariato e delle associazioni: che in queste settimane, forse ancora più di prima, vivono ogni giorno il loro impegno affinché nessuno venga lasciato indietro – va avanti Bianucci -. Lucca composta da un tessuto economico, in cui il mondo del lavoro vuole essere centrale, giusto e tutelato. Lucca fondata su un servizio educativo pubblico solido e solidale, capace di accompagnare le nuove generazioni all’interno di una cittadinanza consapevole e matura. L’emergenza che stiamo vivendo ci pone di fronte alla necessità di pensare ad una città nuova, perché niente sarà più come prima. Qualcuno fa dei paragoni con la fase che si aprì dopo la seconda guerra mondiale e la fase della Resistenza. Personalmente, non amo molto i paragoni bellici: mi auguro però che sia vero che, per la sua ripartenza, Lucca saprà scegliere di nuovo non la via della paura, come qualcuno vorrebbe; ma semmai, la strada di una coesione sociale, ritrovata e ancora più forte di prima. Lo abbiamo fatto, tante volte, nella nostra storia. Abbiamo adesso la capacità, oltre che l’esigenza, di farlo di nuovo”.

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