Baldini (Lega): “Stop alla Icp anche per i pubblicitari”

La categoria ha visto una sensibile contrazione degli affari e teme le prossime scadenze fiscali

Fra le categorie che hanno sofferto e soffrono gli effetti della pandemia c’è anche quella dei pubblicitari che ovviamente di fronte al lockdown, all’annullamento degli eventi ed alle difficoltà di ripartenza di tante attività, non solo non hanno potuto incassare il lavoro già contrattualizzato ma vivono mille difficoltà di fronte ad una domanda che si è sensibilmente contratta e quindi il carico fiscale che adesso devono affrontare spaventa tutti.

Sul tema interviene Massimiliano Baldini, responsabile enti locali della Lega: “Le agenzie pubblicitarie, lo scorso 31 gennaio, hanno presentato dichiarazione e pagato la prima rata (Icp) per l’esposizione dei cartelloni pubblicitari sul territorio, mentre lo scorso 31 marzo la seconda rata è stata “spostata” al 31 maggio prossimo. Però i clienti hanno disdetto le esposizioni relative a questo periodo e ovviamente non hanno pagato quanto avrebbero dovuto. Non solo, la lentezza del ritorno alla normalità, ai ritmi ante Covid-19, ha inciso negativamente sulle richieste pubblicitarie, sensibilmente ridotte”:

“È una situazione – continua l’esponente della Lega – che preoccupa moltissimo gli operatori che adesso, malgrado la forte riduzione di lavoro, si trovano costretti ad affrontare i pagamenti solo rimandati. Considerate le importanti perdite, anche questa categoria chiede l’annullamento della rata ai Comuni o quantomeno una forte riduzione al fine di limitare in parte le perdite già subite” .

“È ovvio – conclude Massimiliano Baldini – che sta succedendo quanto la Lega aveva previsto per tutte le attività e le imprese e cioè che il mero spostamento in avanti delle tasse, a fronte di un’economia bloccata che non ha fatto incassare nessuno, non può bastare e che se i tributi non saranno annullati o quanto meno rivisti a forte ribasso, saranno in pochi a poterli onorare”.

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