Manifattura, è scontro in Consiglio sull’ipotesi di progetto di Fondazione Crl e Coima. L’opposizione abbandona l’aula

Per il centrodestra la maggioranza "non vuole illustrare le ipotesi per l'area". I dirigenti fanno quadrato: "Sarebbe come parlare del niente"

Divampa il dibattito, in consiglio comunale, dopo la convocazione straordinaria invocata dalle forze di opposizione sul progetto per la zona sud della Manifattura proposto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e dalla società Coima.

Un dibattito lungo che si è concluso con l’abbandono di gran parte dell’opposizione, insoddisfatta dalla mancata illustrazione del progetto nel dettaglio. Illustrazione ‘impossibile’ come ha detto il sindaco, supportato dai dirigenti comunali, perché si tratta di un progetto di un privato a monte di una procedura ad evidenza pubblica, quindi da trattare con tutta la delicatezza del caso. Motivazione che ha attirato gli strali in particolare dei consiglieri comunali Remo Santini e Marco Martinelli.

“Ancora una volta – illustra Remo Santini per i richiedenti – ci sostituiamo alla giunta per parlare del futuro di Lucca. Il progetto della Fondazione Crl e di Coima di rivitalizzare una porzione della ex manifattura è destinato a cambiare una parte della fisionomia cittadina ed è necessario confrontarci pubblicamente”, L’opposizione si chiede “perché il progetto sia stato tenuto chiuso in un cassetto per tre mesi” e attacca: “Forse c’è il timore di mostrarlo nel dettaglio. Da un accesso agli atti – rileva il capogruppo di SìAmo Lucca – emergono già diverse contraddizioni. Ad ogni modo, per noi, l’opera da realizzare sarebbe un parcheggio da mille posti, in grado di riportare energie e flusso di persone nel centro storico”.

Secondo il sindaco Alessandro Tambellini, tuttavia, è necessario rassicurare tutti. “Non ci sono cordate pronte a calare sulla manifattura, come non esistono interessi sotterranei. Ci troviamo di fronte ad una finanza di progetto in ragione della quale un privato ha fatto una proposta al Comune circa la realizzazione di un parcheggio interrato e parzialmente fuori terra, di una piazza coperta soprastante e delle opere di corredo”.

Si tratta, a tutti gli effetti, di un’opera che dovrebbe prendere avvio in corrispondenza della struttura metallica custodita dentro la ex manifattura e già un tempo deputata a parcheggio che, oggi, è diventata un rudere. Inoltre, rileva Tambellini, nella proposta rientra anche la volontà di acquistare la parte di manifattura che non concerne il progetto Piuss: si tratta di un’offerta possibile di 3 milioni e mezzo di per 18mila e 500 metri quadri di superficie, da destinare a spazi residenziali, uffici ed attività commerciali. 

Quanto ai lavori già partiti per la parte nord della struttura a oggi invece – ricorda Tambellini – siamo nell’indisponibiità del cantiere, perché attendiamo gli esiti della Ctu: erano attesi per il mese di giugno, ma l’emergenza Covid allungherà i tempi. Successivamente dovremo provvedere ad una nuova gara e quindi all’affidamento dei lavori, con la speranza che stavolta la certificazione dell’impresa che se la aggiudicherà sia concretamente sostenuta”.

Riguardo alla porzione della Manifattura non soggetta a Piuss, ricorda il sindaco, bisogna eliminare dalla disponibilità del progetto l’edificio che rientra nella progettazione per l’expo del fumetto.  Il nuovo progetto porterà con se anche collegamenti tra il baluardo san Paolino e la piazza: “Quella zona – rincara la dose il sindaco – deve tornare una parte viva della città. Questo non lo possiamo fare facendo diventare la manifattura soltanto un grande parcheggio: servizi, commercio e residenza sono funzioni fondamentali per cogliere questo obiettivo”.

Il sindaco rileva come tutta l’operazione si svolgerà sotto la tutela e l’approvazione, a monte, della soprintendenza. “La finanza di progetto non esiste senza opere pubbliche – prosegue Tambellini – e questa proposta le prevede. Adesso siamo ancora alla fase delle proposte e siamo pronti a valutarle in consiglio comunale”.

Tra i suggerimenti lanciati da alcuni c’è anche quello di costruire un Auditorium alla manifattura. Il sindaco però non è d’accordo: “Dobbiamo intenderci – rileva – perché abbiamo già questa struttura in san Romano. Si tratta di capire quale futuro ci si aspetta per Lucca”. La mancanza di proposte da parte della città – e, segnatamente, per il mercato del Carmine – deve secondo il sindaco indurre a riflettere: “Il Comune di Lucca non è quello di New York. Mi chiedo se chi propone ipotesi fantasiose poi sappia come mantenere nel tempo certe strutture, anche a fronte di un’immobilismo come quello riscontrato per il mercato, che si trova in una zona cruciale. Nel corso di otto anni di mandato – ricorda – ho ricevuto una sola proposta per la parte della manifattura che non fa parte del Piuss. Abbiamo discusso per sette mesi e poi non si è arrivati a nulla”.

Polemica nel dibattito successivo. Secondo il consigliere di Siamo Lucca, Remo Santini, tuttavia, “il sindaco non ha detto la verità”. Il motivo? “Ci sono una serie di interventi che, secondo il progetto, riguardano una parte dell’edificio: si parla di spazi destinati ad uffici, appartamenti, attività commerciali, oltre al recupero di 30mila metri quadrati. Questo è molto di più di quello che ha illustrato il sindaco: non abbiamo pregiudizi, ma vogliamo sapere perché si smentiscono la Fondazione Crl e Coima che, sull’intervento, hanno fatto un comunicato stampa congiunto”.

Il consigliere Marco Martinelli, così come la collega Simona Testaferrata, sotto questo punto di vista, chiedono che il progetto, così come da richiesta di consiglio comunale straordinario, venga illustrato nel dettaglio dai tecnici così come protocollato da Fondazione e Coima. In alternativa la ‘minacci’ che poi si verificherà nel prosieguo è quella di “abbandonare il consiglio comunale”.

Al sindaco la prima replica: “Santini non si deve permettere di dire che io mento, è una cosa grave. Quello che abbiamo in mano è quel che abbiamo detto: non abbiamo altro in mano. Se poi sono state presentate altre tavole o progetti, in altri contesti, è un altro discorso. Sappiamo, e lo abbiamo detto, che nei 18mila e 500metri quadri di superficie lorda utilizzabile saranno realizzate anche residenze, uffici, esercizi commerciali. La documentazione richiesta dall’opposizione è quella di cui è già entrata in possesso attraverso l’accesso agli atti”.

Sul tema interviene anche il dirigente Graziano Angeli. È lui a spiegare nel dettaglio come sia dovere degli uffici, una volta ricevuto un documento protocollato, istruire la pratica, senza entrare nel merito. Tutte le decisioni, poi, una volta deciso dal Comune che quella parte della manifattura potrà essere gestita attraverso il project financing, sono poi destinate a tornare più volte in consiglio comunale, che è l’unico organo deputato a decidere sul tema.

Secondo il capogruppo del Pd, Renato Bonturi “questo è il momento di impostare un dibattito in modo costruttivo, altrimenti si rischia di non far capire il senso vero di tutto questo alla città. Ci piacerebbe ricevere delle proposte costruttive da parte della minoranza, ma non accade mai. La manifattura? Non bastano i parcheggi se non riportiamo funzioni in centro storico: l’ottica dell’intervento è questa. Il Comune da solo non ha le risorse per farlo, per questo si instaura una dialettica naturale con il privato”.

Per Fabio Barsanti di Casapound, tuttavia, “il Consiglio di oggi rappresenta la summa delle contraddizioni. Questa vicenda è nata male e sta finendo peggio. Abbiamo visto questo progetto presentato alla stampa, alle categorie e all’amministrazione: siamo rimasti totalmente all’oscuro. La mancanza di proposte per rilanciare i contenitori cittadini? È l’amministrazione che non ha lavorato in modo efficace per attirare degli attori interessati, nel corso di otto anni. Le funzioni sono scomparse, il commercio è in crisi e la vocazione artigianale non c’è più: è lecito sapere esattamente dove si va a parare con questo progetto. Si concede un’area della città ponendola di fronte a un forte rischio di speculazione: oggi avremmo voluto interloquire anche con i tecnici di Coima, ma non è successo”.

Il consigliere di Siamo Lucca, Alessandro Di Vito, dal canto suo, chiede che si faccia luce sulla concessione del baluardo san Paolino e si dice “titubante sul project financing, perché significa svendere quell’area, che non sarà più di proprietà del Comune. Oggi i tecnici avrebbero dovuto dire qualcosa sul progetto, pur mantenendo il vincolo di riservatezza”.

Il dirigente Angeli replica che “la concessione del baluardo non sta scritta da nessuna parte. Non ha senso stare qui a rappresentare dei rendering che non significano niente, perché non sono vincolanti”. Una posizione ribadita anche dalla dirigente Antonella Giannini, che del procedimento è Rup, che illustra la procedura di analisi della proposta che gli uffici stanno portando avanti.

Spiegazioni che tuttavia non bastano alle forze di opposizione che, insoddisfatte, abbandonano la seduta. Lo dice Martinelli, che esce con Testaferrata perché non è stato illustrato, come richiesto, il progetto nel dettaglio. Lo dice Santini: “I nostri sospetti sono stati confermati perché è evidente che non si vuole illustrare il progetto”.

Un tentativo, secondo il sindaco, di strumentalizzare la vicenda: “Ricordo che Coima è una società di gestione del risparmio e, come tale, è soggetta a Banca Italia. Non esiste alcuna opacità. La Fondazione Crl può intervenire con le erogazioni o con il patrimonio, per fare il bene del territorio e se interviene con il patrimonio deve vedersi garantita una remunerazione. Non ci sono interessi nascosti e poco trasparente. E infine quando le valutazioni tecniche saranno compiute spetterà alla politica discutere delle prospettive”.

Il dibattito dopo il Consiglio

Non si arresta con l’assise la polemica. A margine sia maggioranza sia opposizione fanno sentire la loro voce. I consiglieri comunali della lista civica SiAmoLucca (Santini, Di Vito, Torrini e Borselli) ed i consiglieri di centrodestra Martinelli e Testaferrata spiegano i motivi dell’abbandono dell’aula per protesta.

“Abbiamo richiesto la convocazione del consiglio comunale – spiegano i consiglieri di opposizione – al fine che la città fosse messa a conoscenza del progetto riguardante la porzione della manifattura Tabacchi non interessata dal Piuss e depositato in Comune in data 21 febbraio. Oggi ancora una volta il consiglio comunale viene espropriato delle sue funzioni con la decisione dell’amministrazione Tambellini di non illustrare il progetto riguardante il futuro di una parte importante della città di Lucca”.

“Questo fatto è grave anche alla luce di quanto emerso dalle indiscrezioni uscite e confermate dall’amministrazione – aggiungono – che evidenziano come nel piano economico finanziario allegato alla proposta sia previsto che il Comune dovrebbe cedere la proprietà a titolo definitivo e irrevocabile di una superficie dell’ex manifattura pari a 18mila mq oltre che gestione e incassi dei parcheggi”.

È una brutta pagina per il consiglio comunale di Lucca – concludono i consiglieri di opposizione – visto che viene messo all’oscuro di una proposta che è già stata presentata in altri sedi alla stampa ed alle categorie economiche. Quindi il messaggio che oggi esce dalla riunione del consiglio comunale è chiaro: per volontà della maggioranza di sinistra la città nella sua interezza non è degna di essere messa a conoscenza di quanto viene prospettato per il suo futuro.  Il consiglio comunale è ridotto a mero passacarte di decisioni prese dall’amministrazione, quando su una partita così importante anche la minoranza dovrebbe essere messa a conoscenza degli atti e poter dare il proprio contributo, visto che non è pregiudizialmente contraria ad alcuna proposta ma vuole solo conoscere nei dettagli prima di dare un giudizio definitivo”.

Lunga la riflessione della maggioranza: “Le proposte progettuali che riguardano il complesso della Manifattura Tabacchi – dicono – rappresentano un’opportunità da valutare con risposte all’altezza delle sfide del nostro tempo. Si parla di un’area estesa e importantissima del centro storico, problematica dal punto di vista urbanistico, perché impermeabile, chiusa e ancora vuota, con ricadute negative sulla vitalità di tutta la zona sud ovest del centro storico. Questo importante complesso necessita di un notevole sforzo di intenti per essere rivitalizzato e ricucito al resto della città. Un obiettivo che ha bisogno di ingenti risorse e di una progettualità estesa nel medio lungo periodo. Tutto questo può essere ottenuto solo con una forte presa di responsabilità da parte delle forze politiche ma anche con il coinvolgimento degli altri importanti portatori d’interesse che compongono il nostro ricco corpo sociale: il risultato da conseguire riguarda tutti e l’interesse comune – il cuore della vera politica – deve essere superiore alle facili tentazioni della polemica e della strumentalizzazione che lasciano solo macerie ed edifici in abbandono”.

“Sul progetto che riguarda la cosiddetta Manifattura – ossia la parte del complesso non soggetta ai lavori ex Piuss – prosegue la maggioranza – possiamo solo dire che la proposta avanzata da un importante gruppo privato Coima e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, necessita particolare attenzione, perché si affianca in modo complementare all’imponente progettazione e ai complessi interventi messi in atto dal Comune di Lucca per la parte nord. L’unione di intenti, che deve essere valutata, può mettere insieme l’energia dell’ente pubblico, una delle principali fondazioni bancarie italiane e un soggetto privato per conseguire il miglior risultato per il futuro di Lucca”.

“La proposta progettuale – prosegue la nota – per la parte sud della Manifattura è in fase di esame istruttorio presso gli uffici comunali, ma i contenuti non saranno valutati solo nelle loro implicazioni urbanistiche, funzionali e finanziarie dall’amministrazione. Sarà un soggetto terzo, competente per la valutazione operazioni immobiliari sul mercato a valutarne tutte le articolazioni con una attenta due diligence in base alle evidenze della quale l’amministrazione sarà in grado di ammetterla o meno alla fase successiva, ossia la gara di evidenza pubblica – a norma di legge – dove potranno concorrere altri soggetti interessati a compiere operazioni di simile portata”.

“Come possiamo vedere tutto l’iter è trasparente e aperto – prosegue la maggioranza .- le intenzioni dell’amministrazione Tambellini sono quelle di condurre la Manifattura all’attenzione degli investitori finanziari di livello nazionale che potranno così manifestarsi nel corso del procedimento pubblico. Se l’opposizione – allineata alla vecchia politica – vuole scacciare la possibilità della discussione in merito, lo dica apertamente ma si assuma immediatamente la responsabilità di non provare nemmeno a sanare quello che oggi è un rudere in pieno centro storico e a rendere completo il recupero della parte in restauro”.

“All’amministrazione comunale – conclude la nota – è richiesta severità e trasparenza nella difesa degli interessi pubblici in modo lungimirante e tutto questo è stato fatto attraverso un documento di indirizzo delle funzioni possibili e una variante al regolamento urbanistico. Risulta dunque utile e doveroso, come ribadito dal sindaco, un ulteriore momento di confronto in consiglio comunale, a patto che si abbia contezza della posta in palio. La discussione deve saper affrontare i nodi della nostra città nel presente, dalle sfide ambientali e della sostenibilità a quelle della mobilità, dal rapporto tra centro e periferia alla necessità di recuperare funzioni e servizi contro il rischio di gentrificazione e di svuotamento di residenza del centro. E ancora l’esigenza di favorire la creazione di lavoro garantito e di qualità e porre un freno alla fuga dei giovani nei grandi poli di attrazione del terziario avanzato, per assicurare continuità di crescita e sviluppo in un contesto sempre più globalizzato e reimpiegare il valore costruito a servizio di tutta la collettività. Può forse apparire un’elencazione troppo ingente e ambiziosa di temi e questioni, ma tante sono le implicazioni e le potenzialità suggerite dal recupero del complesso della Manifattura, che con circa 20mila metri quadrati di superficie rappresenta quasi una città nella città. Con l’auspicio e la speranza che Lucca sappia rispondere al meglio a questa sfida di portata storica”.

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