Manifattura sud, Baldini (Lega): “La convenzione con il privato non tutela l’interesse pubblico”

Il responsabile provinciale degli enti locali critica il progetto Coima - Fondazione Crl: "Il recupero del bene non può essere decisione di pochi"

“Il progetto di recupero della ex Manifattura Tabacchi fa giustamente discutere la città, da un lato perché è un progetto importante che incide inevitabilmente sul futuro dello sviluppo di Lucca e tocca la vita di tutti i cittadini e della stessa economia locale, dall’altro perché il rapporto fra Comune e privati, anche quando foriero di sinergie potenzialmente virtuose, non deve mai far venire meno la tutela primaria dell’interesse pubblico”. La pensa così Massimiliano Baldini, responsabile degli enti locali per la Lega della provincia di Lucca.

“In quest’ottica – dice Baldini – quindi sono assolutamente comprensibili e condivisibili le critiche che da più parti – compresi i nostri esponenti della Lega – sono sopraggiunte, in particolare sollecitando una trasparenza del progetto ed una verifica degli aspetti più delicati che non debbono rimanere chiusi nelle segrete stanze dell’amministrazione Tambellini ma portate alla luce del sole affinché i lucchesi possano farsi una idea precisa e dettagliata di un intervento che inciderà così profondamente su di un luogo strategico del loro territorio. Ed effettivamente, concentrando l’attenzione sulla convenzione e sul disciplinare di gestione del progetto, mi risulta che siano ravvisabili non poche criticità che potrebbero incidere sulla matrice dei rischi”.

“Infatti, la validità della proposta – prosegue Baldini – è soggetta a condizioni tra le quali: il preventivo rilascio da parte dell’amministrazione dei titoli edilizi aventi ad oggetto gli interventi privati che il proponente – concessionario intende realizzare sui beni che dovrebbero essere trasferiti in conto prezzo; l’accoglimento dell’osservazione allo strumento urbanistico presentata dalla società proponente; la modifica degli standard urbanistici che impongono l’obbligo del reperimento dei parcheggi; la riduzione del 70 per cento degli oneri urbanistici. Condizioni in merito all’adempimento delle quali non pare che ci sia una corrispondente ed approfondita analisi dell’interesse pubblico. Anzi, il punto 6 della convenzione parrebbe prevedere il trasferimento degli immobili in conto prezzo, entro 15 giorni dalla stipula della convenzione (in altre parole prima vogliono il corrispettivo poi fanno i lavori), in modo irrevocabile, anche in caso di cessazione della convenzione o revoca della stessa. È chiaro che se fosse vero si tratterebbe di condizioni capestro”.

“Non solo, all’articolo 16 comma 2 lettera G – dice Baldini – il concedente si obbligherebbe pure a non adottare nuove politiche di mobilità tali da compromettere in maniera significativa l’utilizzo dei parcheggi oggetto della concessione quale conseguenza, a titolo esemplificativo, della realizzazione di infrastrutture che incentivino l’utilizzo di mezzi di trasporto alternativi all’auto nelle aree ed attorno alle aree di cui alla concessione. Una condizione che laddove confermata da una parte vincolerebbe l’interesse pubblico e dall’altra sarebbe connotata dall’estrema genericità, incidendo sul rischio di domanda che deve far carico al concessionario”.

“È quindi opportuno – conclude l’esponente della Lega – che l’amministrazione comunale apra un dibattito a tutti i livelli, sia nelle istituzioni che in città, teso a far conoscere tutti i dettagli del progetto ed a far pronunciare liberamente le tante istanze cittadine che possono suggerire correttivi e miglioramenti utili, sempre nella direzione della tutela dell’interesse pubblico. Il recupero della ex Manifattura Tabacchi a Lucca non può essere decisione di pochi ma deve scaturire da un confronto approfondito in ogni sede opportuna”.

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