Lucca invita in Comune l’educatore Marco Dianda

Bianucci, Vietina e Giglioli: "Il nostro è il Comune dell'accoglienza"

“Palazzo Orsetti, il Municipio di Lucca, è la casa di tutte le lucchesi e di tutti i lucchesi. Per questo invitiamo Marco Dianda: per esprimergli la vicinanza dell’intera comunità cittadina. A Lucca ogni cittadino è accolto e protetto; a Lucca il rispetto della dignità delle persone viene prima di tutto; a Lucca non c’è spazio per discriminazioni: da noi funziona così”.

Pochi giorni fa, il giovane educatore Marco Dianda ha denunciato sui social di essere stato vittima di discriminazione (“è un bravo educatore ma è finocchio”). Adesso, ad invitarlo a Palazzo Orsetti, sono il consigliere comunale referente del sindaco per i diritti, Daniele Bianucci, e le assessore alle politiche sociali Valeria Giglioli e alla scuola Ilaria Vietina.

“A Marco Dianda vogliamo esprimere vicinanza e solidarietà, e ringraziarlo per la sua testimonianza, che invita a riflettere l’intera nostra comunità – scrivono Bianucci, Giglioli e Vietina -. A tutti i nostri concittadini, in particolare a quelli più giovani, vogliamo lanciare un messaggio di rassicurazione: da sempre Lucca, capitale del volontariato, è città di accoglienza e di rispetto per ogni differenza. E, da noi, ciascuno può sentirsi libero di vivere, con serenità, il proprio orientamento sessuale, così come la propria identità di genere: qualunque essi siano. In particolare nel settore dell’educazione, ambito strategico per la costruzione del nostro futuro, siamo pienamente consapevoli come a Lucca sia massimo e diffuso il sostegno per tutti quegli operatori che, come Marco, vivono il proprio impegno con dedizione, passione e professionalità. Abbiamo tutti ben presente la generosità che hanno espresso i nostri insegnanti durante i lunghi e difficili mesi di sospensione dell’attività didattica in presenza durante i mesi del Covid; e la gratitudine che i cittadini lucchesi nutrono nei confronti degli educatori cozza ancora di più, se possibile, con episodi di discriminazione come questo: che sono ampiamente isolati, ma non per questo meno preoccupanti e da stigmatizzare con fermezza”.

L’ultima considerazione, Bianucci, Giglioli e Vietina la riservano al legislatore. “Il Parlamento – dicono – proprio in queste settimane sta discutendo su una proposta di legge contro omofobia, bifobia, transfobia e misoginia. La storia di Marco ci racconta quanto urgente e importante sia, finalmente, rompere gli indugi. L’invito che rivolgiamo ai nostri parlamentari è ad approdare quanto prima ad una legge seria ed organica, che sia da supporto vero alla persone che subiscono discriminazioni e violenze”.

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