Tomei (Pd): “Educatore schernito perché gay, c’è ancora tanta strada da fare”

Solidarietà dal presidente del circolo Pd Sant'Anna

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“La storia di Marco, educatore lucchese di un nido d’infanzia schernito dalle parole di un genitore e il cui sfogo sui social è diventato virale, ci fa riflettere su quanta strada ci sia ancora da fare affinché l’orientamento sessuale di una persona non sia il metro di giudizio delle capacità lavorative di una persona e, più in generale, il metro di giudizio della vita di una persona”. Lo dice Stefano Tomei, segretario del circolo Pd di S. Anna: “Perché, pur ammettendo le qualità professionali di Marco (‘È un bravo educatore’), si è dovuto rimarcare il suo orientamento sessuale in tono dispregiativo (‘ma è finocchio’) come se esso fosse un disvalore per il suo mestiere? Cosa fa pensare che amare una persona dello stesso sesso possa costituire un problema nell’educazione del proprio figlio? Cosa lo differenzia dai tanti altri educatori ed educatrici eterosessuali?”.

“Fa un po’ impressione, nel 2020 – prosegue -, porci questi interrogativi, ma i tanti, troppi, episodi di discriminazione e di violenza contro persone omosessuali, dimostrano che la battaglia da fare per sconfiggere certi pregiudizi e pensieri retrogradi sia ancora lontana dall’essere vinta. È quindi una buona notizia, quella appresa in questi giorni, la proposta di legge finalmente arrivata in discussione in parlamento contro l’omo, la lesbo, la bi e la transfobia, a prima firma di Alessandro Zan del Partito Democratico. Una legge che il paese aspetta da 24 anni. Una legge dovuta, più che mai necessaria per ribadire che lo Stato, quello che vogliamo, non accetta che l’orientamento sessuale di una persona sia causa di discriminazione o di violenza. Una sacrosanta presa di posizione che ci auguriamo venga approvata il prima possibile per sancire un altro, decisivo, passo verso il riconoscimento di diritti fondamentali. Per un Italia più giusta e più civile”.

“E se qualcuno tenta di affossare questa proposta di legge diffondendo fake news (fra l’altro facilmente smentibili) o facendo ridicole controproposte di leggi contro l’eterofobia, che non meritano nemmeno commenti, noi rispondiamo che il rispetto e la giustizia saranno sempre più forti dell’odio e della discriminazione, grazie anche alle testimonianze di persone come Marco, che hanno il merito si smuovere le coscienze e di sensibilizzare l’opinione pubblica verso un tema troppo spesso ignorato o sminuito. Lo ringraziamo per questo e gli facciamo un grande in bocca al lupo per i suoi studi certi che, passo dopo passo, costruiremo un Italia migliore”.

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