Comitato per San Concordio, ancora strali sull’urbanistica

"Per l'amministrazione contano più i voti on line di un questionario delle firme dei cittadini

Comitato per San Concordio, nuovi strali sull’urbanistica. Stavolta il tema è quello del questionario sul piano operativo, che per i cittadini varrebbe più delle firme raccolte nel quartiere a sud di Lucca.

“L’assessore Mammini – dice – ha fatto sapere che al questionario on line del Comune su come è stato vissuto il periodo del Covid, hanno risposto finora, su una popolazione di 80mila abitanti, solo 870 lucchesi. Non si può fare a meno di rilevare quanto le dichiarazioni dell’assessore sulla tutela dell’ambiente, estrapolate dal questionario, siano distanti ed in contrasto con le reali e concrete linee di azione di questa amministrazione. Almeno per quanto riguarda il territorio di San Concordio, ove invece di incrementare il verde, lo si è ridotto e le zone umide, invece di ripristinarle, sono state seppellite sotto il cemento, come è appena accaduto al parco nella traversa I di via Formica”.

“Peccato che il Comune – prosegue la nota del comitato – non abbia dato la stessa attenzione che ha riservato al questionario alle tre petizioni presentate nel 2019 dai comitati di San Concordio, corredate da complessive 1800 firme. Petizioni alle quali il Comune, contravvenendo le disposizioni statutarie, non ha mai risposto. Si trattava non di 870 risposte anonime pervenute on line, come quelle del questionario sul Covid, ma di ben 1800 firme raccolte in cartaceo una ad una, di cittadini che ci hanno messo nome cognome e indirizzo per cercare di fermare il consumo del suolo, che invece a San Concordio è andato inesorabilmente avanti proprio nelle già risicate aree verdi, e il peggio deve ancora venire”.

“Anche il referendum promosso dai comitati che è attualmente in corso sulla costruzione della cosiddetta piazza coperta – prosegue il comitato – ha ottenuto ad oggi circa 800 voti, esattamente quante sono le risposte raccolte dal Comune con il questionario sul Covid. Non sono però risposte anonime, sono voti di cittadini che per fermare l’inutile e costosissimo intervento pubblico della piazza coperta ci hanno messo la faccia, e il cui lunghissimo elenco di nomi, tra cui molte personalità del mondo culturale lucchese, è periodicamente pubblicato. Ne terrà conto, assessore Mammini, o preferirà portare avanti la piazza coperta, costruzione fuori misura e fuori contesto, sbagliata nelle premesse, nel concetto e nel modo, mai passata dal Consiglio Comunale e mai presentata pubblicamente alla cittadinanza? Riconoscere i propri errori e modificare le proprie scelte è segno di saggezza”.

”È possibile, assessore, amministrare un territorio contro i suoi abitanti? – conclude il comitato – Come mai 870 risposte anonime, duplicazioni e minorenni inclusi, raccolte on line su tutto il territorio comunale, valgono per questa amministrazione molto di più dei nomi e cognomi di 1800 cittadini, di cui la stragrande maggioranza di San Concordio?”

 

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