Angelini (Pd): “Da Fdi solo calunnie e insulti, questa è la loro democrazia”

Il capogruppo a Capannori: "Il mio intervento solo per esprimere un parere sul regolamento, su cui deciderà comunque la relativa conferenza"

Solo calunnie ed insulti, che respingo al mittente. È questa la democrazia dei Fratelli D’Italia”. Così il capogruppo del Pd in consiglio comunale a Capannori, Guido Angelini, dopo le accuse del partito della Meloni.

“Ricordo al consigliere Petrini – dice – ed all’esimio segretario dei Fratelli D’Italia che nel consiglio comunale a Capannori c’è piena libertà di parola e di confronto democratico, almeno da quando non c’è più il regime fascista. Pertanto non so cosa vadano cercando gli adepti dei Fratelli D’Italia di Capannori. E per fortuna credo siano solo quelli di Capannori”.

“Faccio presente che nella seduta del consiglio comunale on line dell’8 giugno – dice Angelini – nell’ambito della fase iniziale riservata alle comunicazioni ed interrogazioni tutti i consiglieri dell’opposizione e della maggioranza che avevano da effettuare una comunicazione hanno preso la parola per il tempo complessivo e stabilito di un’ora. Compreso l’intervento effettuato dal consigliere Matteo Petrini. Ci sono le registrazioni a testimoniarlo. E chi dice il contrario o non conosce i fatti oppure è in malafede. Il confronto acceso si è svolto nel momento in cui il consigliere Petrini pretendeva di intervenire per la seconda volta nell’ambito delle comunicazioni. A quel punto mi sono ripreso il mio spazio di intervento che avevo già ceduto al consigliere Bartolomei (da tanto… che sono arrogante), per dissentire da questa pretesa. Il confronto è stato acceso, è vero, ma si è limitato ad esprimere pareri sul regolamento del consiglio comunale”.

“Confermo quanto ho detto in consiglio comunale – prosegue Angelini – non condividendo il parere del segretario in merito all’interpretazione da dare sull’articolo 54 relativo alle comunicazioni. In primo luogo perchè è previsto un intervento per ciascun consigliere o capogruppo ed in secondo luogo perchè sulle comunicazioni i capigruppo possono intervenire relativamente a quelle che eventualmente effettuano il sindaco o il presidente del Consiglio, non su tutte le comunicazioni dei consiglieri. Se fosse così il consiglio comunale non darebbe più alcun spazio alle interrogazioni. A mio avviso questo sarebbe uno stravolgimento del regolamento e della prassi finora attuata. Ma a cosa è finalizzata questa volontà di discutere senza fine sulle comunicazioni? Non è per caso che si vogliono ostacolare i lavori del consiglio comunale?“.

“Comunque, a scanso di equivoci, il mio rispetto per il segretario comunale e per il presidente del Consiglio è fuori discussione – dice ancora Angelini e conclude – Ma rimane chiaro che l’interpretazione autentica del regolamento del consiglio comunale spetta esclusivamente  alla conferenza dei capigruppo secondo quanto previsto dal comma a dell’articolo 20 che prevede che tale discussione sia richiesta da un quinto dei consiglieri assegnati. Questo è ciò che farà il gruppo consiliare del Partito Democratico. Rinviando insulti e sproloqui ai mittenti e detrattori”.

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