Manifattura sud, Truglio: “No a un progetto di elite e per pochi”

L'imprenditrice culturale: "Non si può condizionare il futuro della città a una questione di parcheggi"

“No a un progetto di elite e per pochi”. La pensa così Gina Truglio, gestore della libreria Ubik in via Fillungo e già candidata al consiglio comunale con le civiche di Remo Santini.

“Recentemente – dice – il dibattito cittadino si è infiammato sulla questione Manifattura e  in qualità prima di tutto di mamma, di libera cittadina e poi come imprenditrice ho la necessità di dire quello che penso per diversi motivi. Punto primo, come ho scritto, sono una mamma e mi auguro che questa città che mia figlia adora, e che io ho scelto per viverci insieme alla mia famiglia sia una città che crei un futuro vero a lei ed alle generazioni a venire. Sto parlando di un futuro che non arricchisca di soldi ed opportunità altri che non ne hanno bisogno, ma che pensi in grande per tutti i nostri figli, una città capace di offrire loro un luogo al loro servizio, non certo fatto di parcheggi,  ma magari di una cittadella delle scuole dove i ragazzi non siano costretti a stare per anni in container perchè non ci sono altri luoghi idonei a crescerli, o dove non ci piova dentro e si muoia dal freddo, dove ci siano palestre, finestre non rotte, caldaie a norma, ascensori funzionanti… Un posto dove l’educazione al bello e alla cultura con la C maiuscolo sia degno della loro educazione civica e intellettuale“.

“Punto secondo, sono stanca e molto arrabbiata di come i soldi delle mie tasse – dice – pagate sonoramente una per una, se ne vadano in tanti megastipendi a politici che vivono completamente distaccati dalla realtà e per progetti che non condivido assolutamente. Ho ascoltato il consiglio comunale, fortemente voluto dalle opposizioni,  e sono rimasta impressionata di come  riduca tutto ad una questione di parcheggi. Ma si pensa veramente che i cittadini si lascino imbambolare da questi discorsi? E poi come si può pensare di cedere parte del Baluardo San Paolino, le  nostre mura”.

“Punto terzo sono un’imprenditrice – spiega – e sto reggendo stoicamente e coraggiosamente (me lo dico da sola) la mia attività. In mezzo a questo mare di niente chiedo invece all’amministrazione comunale che fine ha fatto il fondo di solidarietà tanto pubblicizzato? Dove sono i tanti sbandierati soldi per aiutare a pagare gli affitti alle imprese? Stiamo tutti zitti – amministratori compresi – ostaggi ed impauriti da una nazione che non conosce nel modo più assoluto cosa vuol dire veramente, affrontare i problemi.  Sento tanti discorsi, amministratori arrabbiati ed offesi, giochi politici per le prossime elezioni, ma di concreto, di vero e d’importante non c’è nulla”.

“Al contrario vedo tanti maestri che salgono in cattedra e bacchettano chi non è d’accordo, ma nessuno ha ancora risposto sul perchè quell’area deve essere svenduta ai danni della città – prosegue Truglio – Nessuno che abbia opposto un progetto vero ed utile per Lucca e i suoi abitanti. Anzi sento parlare di nuovo di project financing, e stavolta invece della salute il futuro di Lucca viene svenduto per parcheggi e investimenti immobiliari. A me non interessano i parcheggi se dietro non c’è un programma, un disegno vero di aiuto all’economia e al tessuto sociale dell’intera città. A me interessa una politica che programmi il benessere, il futuro per tutti. In 11 anni da quando ho aperto la mia attività ho assistito ad un progressivo impoverimento del centro storico, giardino privato per pochi eletti a cui dà noia tutto. Nessuno e sottolineo nessuno ha mai fatto qualcosa per calmierare gli affitti, risparmiarci le tasse implacabili per servizi che non ci sono, chiederci come facevamo a resistere. La Fondazione dice che deve investire per avere un ritorno economico, forse le scuole che daranno un futuro ai nostri figli sono poche idonee a questo tipo di ritorno, allora si pensi anche ad un grande imponente auditorium, un luogo degno ad accogliere la musica nella città natale di Giacomo Puccini. Allora si, che ci verrebbe gente, e che quei parcheggi avrebbero un loro perchè“.

“Si sta smantellando la città – conclude – in nome della razionalizzazione e della cronica mancanza di fondi, assurdo e inaccettabile quindi svendere una parte storica così importante che potrebbe essere usata  da tutti e pensare di andare avanti imperterriti quando si sta progettando una cosa vergognosa. Quando tutto sarà finito, quando sarà svenduta  ancora una volta parte del nostro futuro allora si che ci sarà da vergognarsi. Io non appoggio questo progetto d’elitè, questo progetto per pochi”.

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