Marchetti (FI): “No alle classi nei container, si pensi a interventi strutturali”

Il consigliere regionale boccia la proposta emersa dal tavolo in Palazzo Ducale

I container per la scuola no, non sono nemmeno da considerarsi una soluzione ma solo una dichiarazione di incapacità a individuare spazi per la didattica idonei da parte di un Pd che tratta la scuola da campeggio. Per di più sono investimenti a perdere fatti con denaro pubblico che meglio sarebbe investito in interventi strutturali, non nel provvisorio. La pensavo così quando la Provincia operò questa scelta per il Paladini e il Civitali, lo penso oggi che il coronavirus ha trasformato le mancate strategie di anni sulla scuola da parte del Pd in emergenze diffuse. Ma a pagare sono i nostri ragazzi. Ancora una volta, dopo mesi di deprivazione di socialità”. La bocciatura arriva dal capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale Maurizio Marchetti che così commenta le prospettive sul nuovo anno scolastico illustrate ieri dalla Provincia di Lucca.

La contrarietà di Marchetti ai container come spazio scolastico non è nuova: “Un’installazione provvisoria ma perdurante, ovvero non certo destinata a qualche mese di vita ma a anni di utilizzo, non è una soluzione compatibile con le esigenze di una buona didattica. L’esperienza del Paladini e del Civitali a Lucca ha già dato prova di disagi legati alle temperature, ghiacciaia d’inverno e forno d’estate, all’acustica, con pareti-non-pareti attraverso cui si sentono anche i respiri e a un generale senso di precarietà che certo non favorisce la concentrazione e l’apprendimento”.

“Ma se sbagliare è umano, resto basito dall’idea di Menesini di perseverare schiaffando altri studenti di nuovo nei container – dice Marchetti – Così nel capoluogo i ragazzi del Passaglia si aggiungeranno ai loro colleghi di Civitali, Paladini e Fermi nei moduli precari, mentre a Capannori altri moduli per il Vallisneri andranno a sommarsi a quelli del Majorana mentre la Versilia ne vedrà spuntare per accogliere, si fa per dire, parte dei ragazzi del Chini-Michelangelo a Lido di Camaiore. Ho l’impressione che Menesini pensi di aver individuato nelle classi da Tre Porcellini l’uovo di Colombo e invece si sbaglia di grosso. Strutture precarie, insegnanti precari, trasporti precari, presente e futuro resi precari dalla contingenza legata agli esiti della pandemia… così si spezza la spinta a costruire dei nostri giovani. I luoghi sono importanti nel qualificare la formazione, e Menesini pare averlo dimenticato”.

C’è poi l’aspetto squisitamente amministrativo: “Investendo denari dei cittadini nel provvisorio, come nel caso dei container, ai cittadini medesimi non tornerà indietro niente. Sono soldi sostanzialmente a perdere. Non è un sano amministrare”. E le ristrutturazioni, a che punto sono?, si chiede Marchetti: “Con i fondi che dovevano essere attinti dai mutui Bei eravamo rimasti in stallo con il ministero dell’economia che doveva rilasciare il nulla osta per lo schema tipo per la stipula dei mutui. A quel che mi risulta dovrebbe averlo fatto con nota dal numero di protocollo DT97503 del 4 novembre 2019. E quindi a che punto siamo? Quelli sono interventi strutturali che recano valore al territorio e all’universo scolastico. Ma se ne sono perdute le tracce”.

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