Remaschi “bocciato”, il Pd di Lucca si spacca sulle candidature

Amministratori e gruppo dirigente dell'area Zingaretti: "Una scelta sbagliata imposta da Marcucci: non la accetteremo"

Il Pd di Lucca si divide sulle candidature per le regionali. Una frattura che si consuma all’indomani della riunione del direttivo regionale che ha di fatto “escluso” la candidatura di Marco Remaschi.

Oggi gli amministratori e il gruppo dirigente di area Zingaretti del Pd si dissociano da questa imposizione, definita come “guerra fratricida” fra lo stesso Remaschi e l’ala marcucciana del partito.

“Una bruttissima pagina per il Pd toscano: ieri sera la direzione regionale avrebbe dovuto ratificare le candidature espresse dai vari territori, comprese le 5 di Lucca, avrebbe dovuto dare il via alle liste e partire quindi ufficialmente con la campagna elettorale per sconfiggere una destra pericolosa e inadatta a governare. Ad oggi, invece, siamo a zero. Anzi, a meno uno, visto che abbiamo assistito a una vergognosa guerra fratricida, tra correnti e controcorrenti – spiegano in una nota amministratori e gruppo dirigente di area Zingaretti –  tra promesse di posti e promesse di capolista, fatta solo per impedire la candidatura a una persona specifica: Marco Remaschi. Tradendo così la fiducia di tutti coloro che, in provincia di Lucca, si erano già schierati per Remaschi e lo avrebbero sostenuto con grande impegno”.

“Nonostante infatti che il territorio lucchese abbia legittimamente espresso cinque nomi per cinque posti in lista – Fazzi, Remaschi, Puppa, Mercanti e Veronesi -, candidature autorevoli e rappresentative di tutte le aree e di tutte le anime del partito, capaci di aprirsi anche alla società civile, come auspicato anche dal segretario nazionale – prosegue la nota -, la direzione regionale ha deciso di seguire logiche diverse da quelle della normale e democratica competizione elettorale tra persone appartenenti allo stesso partito. Ha deciso di fare fuori il candidato di punta dell’area lucchese, per accontentare chi, senatore Andrea Marcucci in primis, nel partito ha sempre fatto il bello e il cattivo tempo, pretendendo di decidere per tutti e annullando possibili competitor, portatori sani di preferenze, voti, idee diverse. Una scelta sbagliata, una mancanza di visione su tutta la linea, che indebolisce il Partito democratico e il candidato presidente Eugenio Giani e che cela, da parte dei presunti padroni del Pd, una grande debolezza e la paura di non avere sufficienti preferenze per i loro candidati. Noi siamo convinti che perdere l’esperienza, la capacità, il radicamento e l’apprezzamento dei cittadini di Remaschi è un errore che il Partito rischia di scontare nelle urne e rispetto al quale i rappresentanti del PD, regionale e nazionale, dovranno assumersene la responsabilità”.

“Oggi – si aggiunge – chi tenta di mettere in mezzo il discorso della deroga, mente sapendo di mentire: la commissione di garanzia nazionale si è già espressa nei giorni scorsi a favore di Marco Remaschi, che a questo punto non ha bisogno di deroga (7 voti favorevoli a Remaschi e 1 contrario).  Per noi la proposta valida, la migliore possibile per Lucca, è quella in cui in lista siano presenti tutti e cinque i nomi indicati dal territorio di Lucca: Mercanti, Puppa, Remaschi, Fazzi e Veronesi.  Niente di diverso da questo può essere accettato”.

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