Contestazioni a Salvini, Recaldin (Lega): “Nessuno ha offeso Veronesi”

Il commissario provinciale interviene sulle proteste avvenute durante il comizio di Salvini: "Chiarisca o quereliamo noi"

“Nessuno ha sentito le offese, Veronesi chiarisca o ci penseremo noi a querelarlo per diffamazione”. Così interviene il commissario provinciale della Lega di Lucca Andrea Recaldin il giorno dopo la contestazione di Alberto Veronesi al comizio di Matteo Salvini a Viareggio.

“Ad Alberto Veronesi non bastava coprirsi di ridicolo, presentandosi ad un comizio bardato come un venditore di sandwich col suo manifesto elettorale, con tanto di simbolo del Pd in bella mostra – va avanti Recaldin -. Alla magra figura riscossa, improvvisando una contro manifestazione non autorizzata, ha pure aggiunto delle accuse infamanti e gravissime. Nessuno ha sentito minacce o accuse razziali nei suoi confronti. Ritiri immediatamente quel che ha detto, altrimenti ci penserà la Lega a querelarlo per diffamazione”.

“Nessun leghista si presenterebbe mai ad una manifestazione altrui per offendere e insultare – prosegue Recaldin -. E già da questo, ben si capisce il modo di fare politica nostro e di certi fenomeni. Non sono a conoscenza, come moltissimi, delle presunte qualità artistiche di Alberto Veronesi come direttore musicale e d’orchestra, ma devo dire che come sobillatore e diffamatore ha un futuro certo. Ed è questo il punto: se è vero che è stato accusato di essere ebreo, o minacciato di morte, di certo chi di competenza lo avrebbe, giustamente segnalato e fermato. E a tal proposito, ringrazio le forze dell’ordine per il loro lavoro, sempre impeccabile”.

“Ma non mi risulterebbe che nulla di quello che sostiene Veronesi sia accaduto, men che meno alcun giornalista ha sentito nulla, nonostante fossero proprio davanti a lui. Se Veronesi non chiarirà la realtà dei fatti, una querela allora arriverà, e sarà quella della Lega per diffamazione – conclude Recaldin -. Per questo consiglio pure al Partito democratico di ritirare Veronesi dalle proprie liste, non può essere rappresentare un partito che nel proprio simbolo ha scritto ‘democratico’ una persona che calunnia cittadini senza alcuna prova e si presenta alle manifestazioni altrui offendendo chi vorrebbe legittimamente fare la propria campagna elettorale”.

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