Fratelli d’Italia, Lido Fava presenta il suo programma per le regionali

Al centro del suo impegno le infrastrutture, la sanità ma anche il lavoro e la scuola

Infrastrutture territoriali, sanità, trasporto pubblico regionale, politiche giovanili e lavoro, scuola ma anche nuove politiche abitative sociali, sicurezza sul territorio e aiuti economici ad attività commerciali e partite iva. Sono questi i temi principali per i quali si batterà il candidato alle regionali per Fratelli d’Italia Lido Fava.

Penso che la regione Toscana, sia molto indietro per quanto riguarda le infrastrutture territoriali e il trasporto pubblico – spiega Fava -. Lucca poi, in particolare, è sempre stata la Cenerentola di questo tema. Ne è un esempio emblematico il Ponte sul Serchio, in programma dal 2013 e per il quale non è stata posata ancora una pietra, questo perché le precedenti amministrazioni e quella attuale non sono state in grado di attirare fondi per Lucca dal Governo centrale. Ma anche la tangenziale di Lucca, più volta oggetto di campagne elettorali e mai stata realizzata. Per questo ritengo che sia doveroso sbloccare fra le pieghe del bilancio regionale una cospicua parte di quei 700 milioni di avanzo vincolato. Si tratta di risorse già disponibili per la regione e bloccate in quanto legate ad investimenti già programmati che negli anni non sono stati realizzati. Il nuovo governo regionale deve portare a termine tutte le principali opere strategiche: Tirrenica, terze corsie autostradali, messa in sicurezza della Fi-Pi-Li, messa in sicurezza dell’Autopalio, modernizzazione della rete ferroviaria, potenziamento dei porti nazionali e regionali e collegamento di quest’ultimi alle principali arterie ferroviarie e stradali della Regione, sviluppare l’alta velocità”.

“Per quanto riguarda gli aiuti economici ad attività commerciali e partite iva dobbiamo partire da un presupposto importante. La pressione fiscale – va avanti Fava -. La Toscana registra ancora un dato preoccupante: secondo gli ultimi dati della Cna, il Total Tax Rate 2019 si attesta al 59,7 per cento, con un incremento rispetto al 2011 del 2,2 per cento. Le piccole e medie imprese, ma anche le partite iva toscane, in pratica, lavorano fino al 4 agosto per pagare imposte e tasse. Questo non è
accettabile. La Toscana è un contribuente netto dello Stato italiano e negli ultimi 3 anni ha versato, in media, 7 miliardi di tasse in più rispetto alle risorse e ai servizi che ha ricevuto indietro dallo stato centrale italiano. Questo perché non c’è stata una politica attenta a reperire fondi per investimenti sul territorio. Le numerose crisi aziendali aperte da anni sul nostro territorio, che coinvolgono migliaia di lavoratori, devono vedere la regione più attiva e decisa verso il Governo nazionale. Io mi impegnerò a far si che questo accada e che Lucca benefici di aiuti concreti”.

La pandemia ha messo in luce l’insussistenza dell’aiuto alle imprese da parte della Regione Toscana, che ha stanziato solo 5,6 milioni – prosegue il candidato Fdi -. Nei prossimi giorni comunicheremo un piano redatto e pensato per favorire l’occupazione giovanile e aiutare concretamente le imprese danneggiate dal Covid-19, cosa che l’attuale amministrazione non è stata in grado di fare. Sul tema sicurezza ci sarebbe moltissimo da dire. Rispetto al 2010 i furti sono aumentati del 7,92 per cento; le truffe sono aumentate del 94.78 per cento; lo spaccio di stupefacenti è aumentato del 21.6 per cento; il riciclaggio è aumentato del 364 per cento; le rapine sono aumentate del 12.5 per cento. E’ chiaro che la politica ideologica della sinistra non abbia portato risultati concreti sul territorio regionale”.

“Passando alla scuola. Io l’ho vissuta per tanti anni, essendo stato insegnante e collaboratore della presidenza scolastica – prosegue ancora Fava -. L’istruzione, così come la ricerca, sono i settori in cui questo governo ha investito meno in assoluto. Per favorire lo sviluppo di un paese, invece, bisogna ripartire da questi due punti cardine. Nello specifico di Lucca, ad esempio, so di moltissimi genitori che si stanno lamentando per la mancanza di pulmini. I nostri ragazzi devono tornare a scuola, e quando parlo di scuola non mi riferisco ai container dove i nostri ragazzi sono stipati, ma a strutture adeguate all’istruzione. Per farlo però hanno bisogno di più mezzi per garantire il distanziamento sociale. I trasporti, già di per sé obsoleti e limitati, a maggior ragione oggi non sono all’altezza. Dobbiamo intervenire affinché agli studenti sia garantito il diritto di recarsi a scuola. Questo è un tema che mi sta molto a cuore e mi batterò affinché si riescano a reperire le risorse necessarie allo sviluppo scolastico”.

Riguardo la sanità, la nostra proposta è quella di rivedere l’attuale assetto organizzativo del Sistema sanitario regionale mandando in soffitta la riforma Rossi-Saccardi. In particolare dobbiamo superare le tre maxi-Asl imposte ai medici, ai territori e agli utenti per definire una cornice organizzativa che tenga conto, in primo luogo, dei bisogni assistenziali e che si organizzi, in accordo con i sindaci, avendo ben presente la conformazione territoriale della nostra regione e la necessità di avvicinare i servizi ai cittadini e non viceversa – conclude Fava -. Infine l’edilizia residenziale pubblica rappresenta oggi uno dei più drammatici fallimenti delle politiche regionale degli ultimi venti anni. Non si sono costruiti nuovi alloggi; sono bloccati i piani di dismissioni; le graduatorie sono ferme e solo il 2,2 per cento degli aventi diritto accede in un alloggio ogni anno. Dei quasi 50 mila alloggi, l’83,9 per cento risale a prima degli anni ’80. Non ci sono aiuti concreti alle fasce sociali più deboli. Dobbiamo cambiare la tendenza”.

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