Colucci: “Referendum, il no è in difesa della democrazia”

Il comitato contrario alla riduzione dei parlamentari muove i primi passi

Il comitato per il no al referendum di settembre muove i primi passi a Lucca. “I Costituzionalisti, pressoché tutti, hanno dato ampie motivazioni, per votare no al referendum del 20/21 settembre”, sostiene il suo principale promotore, Francesco Colucci.

“Non abbiamo la presunzione di aggiungerne altre, ma solo indicare alcune valutazioni politiche – aggiunge -, perché quelle tecniche legate alla Costituzione sono incontrovertibili e Zingaretti dovrebbe saperlo. Il referendum è stato voluto dai grillini con una unica motivazione: punire e diminuire la casta secondo loro rappresentata dal Parlamento, che invece è il supremo bastione Costituzionale delle Democrazia italiana. Questa, come quasi tutte le battaglie grilline, non è fatta su un ragionamento o su progetto ma solo per “santificare” la loro immagine di anti casta su cui hanno costruito la loro fortuna elettorale”.

“Pubblicamente, poi nottetempo si spartiscono Ministeri, Presidenze e Consigli di amministrazione da far arrossire lo storico manuale Cencelli della prima Repubblica. Matteo Renzi – sostiene ancora Colucci – aveva costruito una Riforma Costituzionale, bocciata dal nascente populismo anti-tutto, che toglieva il Senato elettivo per snellire la procedura di formazione delle leggi, oggi molto farraginosa, diminuendo di fatto i Parlamentari per dare più efficienza al Parlamento stesso, assegnando ad un Senato non più elettivo altri importanti compiti Costituzionali. Tutti ora rimpiangono questa mancata riforma Costituzionale che aveva un senso compiuto e un grande valore di efficienza, che non può essere confusa con questo insensato taglio orizzontale dei parlamentari“.

“Votare no – dice Colucci – ha un valore giuridico e democratico importantissimo ma è anche un mezzo per dare un sonoro schiaffo alla politica Grillina, populista e pericolosa. Chi vota sì qualsiasi sia la motivazione, accresce di fatto solo il bieco populismo grillino che si frantumerebbe invece con la vittoria del no. E’ auspicabile che all’interno di tutti gli altri Partiti, di destra e di sinistra, sia data la libertà di voto e vi sia la presa di coscienza per una autonoma battaglia per il no, a difesa della Costituzione ma anche dell’intelligenza e della competenza di donne e uomini di questa Italia”.

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