Ex Manifattura sud, presidio di Toscana a Sinistra: “E’ un bene comune che deve restare tale” foto

I candidati insieme all'aspirante governatore hanno voluto mostrare il loro disappunto nei confronti del progetto di riqualificazione

Un no deciso al project financing per l’ex Manifattura sud, un “bene comune” che deve restare alla città. E’ con questa posizione che i candidati di Toscana a Sinistra per il collegio di Lucca, Francesca Trasatti,  Federico Camici Roncioni, Filippo Barsi, Roberta Bianchi, Ersilia Raffaelli hanno accompagnato il candidato governatore Tommaso Fattori nel suo presidio a Lucca.

“Noi – hanno sostenuto – siamo l’unico progetto di cambiamento per la regione. Non è vero che non c’è un’alternativa ai due grandi blocchi. Noi siamo un progetto che cerca di parlare ai giovani per dire che alternativa c’è, così come c’è l’alternativa alla sanità privata. Siamo riusciti ad abolire il tiket digitale, adesso dobbiamo tornare a investire per la sanità pubblica mentre gli altri sono per la sanità privata e per le opere distruttive che distruggono il territorio cospargendolo di cemento. Questo è un modello insostenibile dal punto di vista ecologico e sociale. C’è bisogno di un nuovo modello di Giustizia sociale per creare lavoro stabile dopo decenni di precarizzazione. Adesso sono in arrivo miliardi dall’unione europea e noi pensiamo che distribuirli a pioggia non possa funzionare. Questi soldi devono essere orientati alla conversione ecologica e alla creazione di lavoro stabile. In questo senso devono essere investiti nella conversione ecologica. La Kme non ha niente di circolare anche se viene spacciato come tale. Oggi esisterebbero nuovi modelli per creare un’economia circolare e posti di lavoro, e il nostro progetto vuole andare in questa direzione”

“La nostra priorità è la tutela dei beni comuni. Per questo l’ex manifattura deve restare in mani pubbliche, deve essere recuperata e restituita alla cittadinanza. Non deve essere un oggetto di speculazione. Potrebbe ospitare un plesso scolastico, in una città dove gli studenti fanno lezioni nei container. Noi siamo pieni di edifici pubblici abbandonati nelle città che potrebbero essere utilizzati per la comunità, per ospitare scuole e case popolari e disinnescare questa guerra tra poveri. Il nostro è un progetto di riconnessione e ricostruzione della felicità collettiva.

Roberta Bianchi, ex consigliera comunale Lucca, è convinta: “La manifattura è una questione locale. Dobbiamo fare in modo che questo monumento sia destinato alla collettività ma come sappiamo l’amministrazione ha espropriato la città di ogni confronto. Un altro punto per cui battersi è la riqualificazione di campo di Marte, dobbiamo batterci perché rimanga a destinazione sanitaria”.

Per Ersilia Raffaelli candidata civica e presidente casa delle donne di Viareggio l’impegno della lista è più che serio: “Noi – ha detto – siamo un bene comune della Toscana perché adempiamo a un lavoro così complesso e importante che è il contrasto alla violenza sulle donne. Serve una prevenzione vera che si realizza attraverso lo scambio e la relazione. Spazi come la manifattura possono essere luoghi ideali per l’aggregazione, considerando anche il valore storico, in memoria delle donne che qui hanno lavorato anni”.

Al presidio c’era anche Filippo Barsi, ex studente di Lucca, che ha acceso i riflettori sul capitolo scuola: “Classi pollaio, bagni senza porte, forniture vecchie e spesso mancanti – ha sottolineato -. Questa non è la situazione post covid, questa è la normalità. Il paladini è stato sgomberato perché cadeva a pezzi, con il covid tutto è venuto allo scoperto. Noi come toscana a sinistra di Lucca proponiamo di utilizzare spazi pubblici abbandonati sparsi dentro e fuori la città per risolvere la situazione scolastica. Per salvaguardare il diritto di studio, incompatibile con la didattica a distanza. Per questo la manifattura tabacchi deve essere trasformato in un polo scolastico, in un centro di aggregazione, una biblioteca, una palestra. Non possiamo costruire opere inutili che distruggono l’ambiente, come la folle cementificazione della Montagnola a San Concordio”.

Per Federico Roncioni, operatore sociale “sono centinaia di migliaia i metri quadri abbandonati sul territorio di Lucca, ma ci sono decine di persone che non hanno una casa. Se il pubblico da costituzione prevale sul privata, perché abbiamo sfitto troppe case senza persone e troppe persone senza casa?”.

Torna sulla questione Manifattura Francesca Trasatti: “I beni pubblici come l’ex manifattura devono diventare la casa di iniziative di tipo culturale, di attività di tipo solidaristico e di mutuo soccorso tra le persone”.

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