Franchini (Italia Viva) e il turismo: “Albergo diffuso per salvare i piccoli borghi”

La proposta della candidata di Gallicano per il consiglio regionale

La candidata al consiglio regionale per Italia Viva, le cui votazioni sono previste per il 20 e 21 settembre, Tania Franchini di Gallicano, propone un percorso per la salvezza dei piccoli borghi. Diventare albergo diffuso.

L’albergo diffuso – spiega – è una ‘struttura’ che nasce da ciò che c’è sul territorio. Per dare vita ad un albergo diffuso infatti non è necessario costruire niente, è indispensabile recuperare o ristrutturare (pensiamo alle numerose case e strutture disabitate o abbandonate) e mettere in rete quello che esiste già.  Un modello di ospitalità, che diventa un punto di aggregazione sociale che anima i centri storici di ogni borgo. I turisti, potendo contare su tutti i servizi alberghieri – accoglienza, assistenza, ristorazione, spazi e servizi comuni – vivono l’esperienza di vita di un centro storico o di un paese. Alloggiano in case e camere con servizi dislocati in edifici diversi, seppure vicini tra loro. L’albergo diffuso è una forma ricettiva che dà ai piccoli comuni un grosso respiro economico diventando un valore sociale”.

“La filosofia che ha ispirato il progetto – dice Franchini – è stata quella di riqualificare il borgo, conservandone l’identità, ma aprendolo all’ospitalità ed allo sviluppo turistico sostenibile, alla base dell’iniziativa c’è la volontà di frenare lo spopolamento e di far rinascere il territorio, creando posti di lavoro.  Trasformare i punti di debolezza in punti di forza, trasformare le criticità di un territorio in opportunità, sociali ed economiche. L’albergo diffuso nasce dalla convinzione che la ‘crescita del territorio’ passi per la ricerca e lo sviluppo di nuove forme di turismo e di ospitalità. Si riparte mettendo a sistema quello che già esiste, in forma innovativa”.

“Questo modello di ospitalità, è stato messo a punto da Giancarlo Dall’Ara, presidente nazionale degli alberghi diffusi – prosegue – prossimo step, una modifica alla legge, inserendo la classificazione degli alberghi diffusi, per fare in modo, che il turista possa comprenderne servizi e qualità dell’offerta, (così come vengono assegnate le stelle ad un hotel) e con l’aiuto della Regione Toscana, con risorse a fondo perduto, potremmo investire su questo tipo di ospitalità che porrebbe un freno allo spopolamento dei piccoli centri ed allo stesso tempo, creerebbe occupazione e servizi, luoghi di aggregazione (bar, ristoranti, piccole botteghe), chiusi per mancanza di residenti, inoltre, case ed edifici, potrebbero essere recuperati, ristrutturati e messi in rete”.

“Alla base di tutto, dunque, è necessaria quella sinergia e quel dialogo – conclude – tra chi decide e chi agisce, cioè tra territorio ed istituzioni, sarei felice di mettere a disposizione della provincia di Lucca, le mie competenze, la mia esperienza nel settore turistico, per portare avanti progetti condivisi, in un ambito troppo spesso lasciato in balia dell’improvvisazione, senza progettualità e senza professionalità. È necessario pensare a questo tipo di soluzioni come salvezza per il territorio, piuttosto che concentrarsi su investimenti poco mirati e mal coordinati”.

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