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Veronesi (Pd): “Utilizzare i fondi Mes per sanità e scuola”

Il candidato per le regionali spinge per l'utilizzo dei fondi messi a disposizione dall'Unione Europea

Alberto Veronesi, candidato Pd al consiglio regionale della Toscana nel collegio Lucca Versilia, non si tira indietro sul commentare anche i temi caldissimi di questo periodo: l’istruzione, l’utilizzo del Mes, la digitalizzazione delle scuole.

“Ieri, a Lucca, ho avuto un amabile incontro con gli amici Nicola Lattanzi e Rocco De Nicola, entrambi professori della Imt Alti Studi Lucca  – esordisce – un’istituzione accademica pubblica a ordinamento speciale che, negli ultimi anni, è cresciuta nel prestigio e che rientra nel circuito regionale delle scuole ordinarie speciali, assieme anche scuole di eccellenza Normale e Sant’Anna di Pisa. Insieme a Lattanzi e De Nicola abbiamo anche fatto una call conference con Leonardo Amulfi, presidente degli asili nido paritari, che ci ha portato a sviluppare una comune ed interessante riflessione: utilizzare il Mes (meccanismo europeo di stabilità), quello contro cui la Ceccardi ha votato contro a Strasburgo, per stare dentro il Pnr (Piano nazionale riforme) presentato dal governo Conte nel giugno scorso e che prevede: digitalizzazione, infrastrutture, green economy, sanità, ricerca e istruzione”.

Continua focalizzandosi sul territorio toscano: “La Toscana, che avrà a disposizione oltre 2 miliardi di euro, su un totale di 82 miliardi di trasferimenti a fondo perduto che potranno arrivarci dall’Europa per queste iniziative, dovrà però essere più attrattiva dal punto di vista formativo, culturale ed economico, poiché formazione e sviluppo vanno di pari passo. È necessario, quindi, creare un sistema che formi “cittadini globali”. In questa direzione utile, fondamentale è lo studio – approfondito e non approssimativo – delle lingue straniere fin dall’asilo, così come anche dovrebbero essere incrementato lo studio della musica e delle arti in generale. I professori e gli insegnanti necessitano di continua formazione, sviluppo, aggiornamento, per rimanere ai passi coi tempi è istruire al meglio i nostri giovani”.

“La cultura informatica, poi, merita una menzione a sé – specifica – Siamo pienamente nell’era digitale, e – anche volendo – nessuno si può permettere di non avere confidenza con i principali strumenti digitali necessari anche nelle piccole cose, e mi riferisco, soprattutto, alla necessità di formazione degli insegnanti e del personale scolastico in genere (visto che i nostri ragazzi, essendo nativi digitali, sono pienamente in grado di utilizzare questi strumenti). La digitalizzazione è indispensabile in campo scolastico. Durante l’emergenza Covid se ne è colta tutta l’importanza. La Toscana deve recuperare terreno dietro questa trasformazione perché, se non si cambia passo, il rischio è di rimanere esclusi dal mercato. Un danno enorme per una regione che concorre al 7 per cento del Pil nazionale”.

La sua proposta per gestire il digitale che avanza, è quella della “creazione di una piattaforma digitale, con una regia di intelligenze economiche, finalizzata a migliorare la competitività del sistema produttivo. In altri grandi paesi europei già sono attive tali cabine, ma non in Italia. La Toscana potrebbe cogliere l’occasione per fare da apripista. Se, come dice il presidente Rossi, anche i cinque stelle capiranno l’importanza di questi fondi Mes per sanità e scuola”.

Le conclusioni di questa strutturata riflessione sono rivolte a chi deve tirare avanti la carretta, ovvero agli insegnanti. “Tuttavia – conclude Veronesi – questi miei amici professori lamentano che negli ultimi anni la Toscana non sempre abbia avuto una piena visione del sistema di sviluppo e formazione. Ci lavoreremo”.

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