Simoni (Fdi) lancia l’idea: “Spiagge sul Serchio e sponde percorribili in bici”

Per il candidato al consiglio regionale necessario concludere la ciclabile Giacomi Puccini, realizzando il tratto Massarosa-Viareggio

Il fiume Serchio completamente balneabile e interamente percorribile in bicicletta, completando la pista ciclabile Giacomo Puccini, realizzando il tratto Massarosa – Viareggio, progetto lasciato in stand by dalla Regione Toscana. Con l’arrivo del Covid, secondo il candidato alle prossime elezioni regionali di Fratelli d’Italia, Massimiliano Simoni responsabile del settore cultura e spettacolo del partito, urge un cambiamento di prospettive sul modo in cui vivere il tempo libero.

“Le sponde del fiume Serchio sono una risorsa preziosa che deve essere valorizzata, a maggior ragione in questa lunga fase di convivenza con il virus che ha cambiato totalmente il nostro modo di vivere e concepire il tempo libero – il tratto di strada ciclabile da completare, insiste Massimiliano Simoni – è l’ennesimo progetto lasciato in stand-by dalla Regione Toscana. Sono passati ben 12 anni dal suo avviamento e nonostante le continue sollecitazioni da parte delle categorie, delle associazioni ambientaliste, culturali e sportive non si sta nemmeno pianificando la conclusione di questo percorso. Immaginiamo quanto sarebbe fruttuoso, a livello turistico, riscoprire il profilo green del nostro territorio e la mobilità dolce in questa fase di emergenza”.

Secondo il candidato di Fdi non deve essere trascurata la convenienza economica di questa soluzione, per chi non sempre può permettersi di sostenere i costi degli stabilimenti balneari della Versilia.
“Trascorrere una giornata al fiume durante l’estate è anche un rimedio, a costo quasi zero, per fuggire dal caldo torrido e opprimente. Dobbiamo investire su queste risorsa enorme del nostro territorio per creare una valida alternativa alla spiaggia. Purtroppo non mancano i problemi – sottolinea ancora Simoni – Vicino al ponte di Monte San Quirico, molto gettonato dai lucchesi, ci si tuffa senza avere la certezza di nuotare in acque pulite. I rilievi di Arpat dovrebbero essere effettuati anche sul fiume per garantire la balneabilità delle acque interne e non concentrati solo sulla costa come invece accade attualmente. Dobbiamo garantire anche la sicurezza dei bagnanti e il decoro in queste zone, pensando di cedere in gestione alcuni tratti, come quello appena citato, spesso lasciati nell’incuria e nel degrado a causa dell’irresponsabilità del singolo”.

“Questa scelta di turismo sostenibile – conclude Simoni – è una opportunità per creare posti di lavoro e nello stesso tempo favorire l’immersione nella natura, attraverso, ad esempio, escursioni in Kayak o in canoa. Abbiamo una risorsa preziosa e dobbiamo imparare a sfruttarla promuovendo un nuovo stile di vita in simbiosi con il paesaggio, alla ricerca delle bellezze uniche della nostra terra, impossibili da trovare altrove”.

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