Veronesi (Pd) incontra Confcommercio: “Più cultura per il rilancio post-Covid”

Il candidato al consiglio regionale propone di favorire il credito alle aziende medio-piccole

Dopo la consueta tappa mattutina nei comuni della Garfagnana, oggi (8 settembre) a Piazza al Serchio, il candidato Pd al consiglio regionale Alberto Veronesi nel collegio Lucca Versilia ha raggiunto il presidente di Confcommercio Lucca e Massa Carrara, Rodolfo Pasquini, nel suo ufficio.

Veronesi, subito dopo afferma: “Confcommercio, con i suoi oltre 7mila iscritti, è la più grande associazione commerciale della Toscana nord occidentale, e che ha un’importanza fondamentale nel tessuto economico di tutto il comprensorio. Tuttavia, il momento è davvero difficile per la filiera della distribuzione. Il presidente Pasquini lamenta miopia da parte della politica tutta, e ammette che il suo comparto già attraversava una fase di difficoltà, ma che il lockdown ha dato il colpo di grazia a quelle attività minori che già prima facevano fatica a tirare avanti. Le aziende tutte soffrono di circa 3 mesi di mancati incassi rispetto agli altri anni, ma con più meno le stesse imposte e tasse da pagare. Lo Stato, infatti, non ha cancellato le tasse, ma le ha soltanto rimandate. E, adesso, il nodo sta arrivando al pettine. Molti commercianti hanno finito i risparmi o sono al limite coi fidi bancari. Di conseguenza, per la maggior parte di loro si presenta un problema di liquidità che crescerà in modo esponenziale dal prossimo autunno.”

Dopo le descrizioni arrivano le riflessioni. Veronesi, infatti, continua: “Nel quadro che Pasquini mi disegna, pare che luglio e agosto siano andati relativamente bene, soprattutto sulla costa, ma con i relativi guadagni si riesce giusto a pagare quelli che sono gli ordinari costi di gestione. E molti associati Confcommercio si sono indebitati per far sì di non chiudere le attività. Mi son dunque trovato a ripetere una volta di più che anche per rilanciare queste attività bisognerà saper investire con rapidità e intelligenza le ingenti risorse che potranno arrivare dall’Europa attraverso il recovery fund. La prima cosa da fare sarà poi anche quella di favorire il credito alle aziende medio-piccole in difficoltà e, subito dopo, incentivare progetti per il rilancio di un turismo di qualità, fatto di cultura, formazione e digitalizzazione. Perché, e lo ripeterò fino allo sfinimento – conclude Veronesi – quando si investe in cultura e in formazione, non si ‘spendono soldi’, ma si investe sul futuro”.

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