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Italia Viva: “Consiglio su manifattura senza candidati, violata la par condicio”

Pronto un esposto al prefetto: "In assise due eletti sono presenti nelle liste al voto, ma agli altri si è impedito di intervenire"

“A Lucca, in occasione della convocazione di un consiglio comunale aperto alle forze vive della città, il presidente del Consiglio, ovvero il vetero comunista Battistini, in accordo con i capigruppo del centrodestra, ha stabilito che potevano partecipare tutti, meno che i partiti e i candidati alle elezioni. Come se nel consiglio Ccmunale sedessero solo ‘figlie di Maria’ e, cosa più grave, non fossero presenti due candidati del centrodestra, ledendo la par condicio elettorale”. Così in una nota Italia Viva Lucca e i Riformisti Toscani, che commentano: “Su questo squallido episodio abbiamo fatto un esposto al prefetto e stiamo valutando il ricorso alla magistratura. Un disprezzo per i partiti indegni di parlare e la correttezza elettorale cosa sempre comune per gli estremisti di sinistra o destra che siano”.

“Sulla manifattura tabacchi – prosegue la nota –  visto che non ci hanno fatto parlare esprimiamo le nostre proposte, che sono proposte per l’intero  entro storico. Siamo favorevoli a un recupero dell’area, ma non interveniamo sul progetto, peraltro semisconosciuto e allora, come Italia Viva, indichiamo le nostre priorità per un intervento teso a salvaguardare e sviluppare il centro storico di Lucca. Per quanto riguarda la questione parcheggi almeno mille per chi entra in città e i residenti. La proposta di 440 parcheggi assieme a quella di costruire decine e decine di appartamenti e negozi è una presa in giro, servirebbero solo a loro. Al Centro culturale e al centro storico mancano invece strutture di aggregazione culturale, un teatro pucciniano, sale per congressi e meeting, spazi pubblici comuni”.

“Tra le proposte – commenta – anche case per residenti a basso e medio reddito, per far rivivere e riportare in città giovani coppie, pensionati, famiglie. Abbiamo necessità di ripopolare il centro e non di costruire appartamenti di lusso, terze o quarte case, destinate ad essere abitate poche settimane l’anno o essere immesse in un mercato di affitti turistici già saturo. Per quanto riguarda i negozi di vicinato, non ha senso cercare di creare un nuovo polo commerciale di lusso, in una parte periferica del centro. Via Fillungo e le vie intersecanti sono da secoli il salotto buono della città. Abbiamo invece bisogno di negozi di vicinato per gli abitanti veri del centro storico che devono crescere nel numero”.

“Confidiamo nella lungimiranza della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca – conclude Colucci – che siamo poi noi tutti lucchesi, pregandola di non guardare solo gli aspetti del guadagno immediato ma, come fatto in passato, al futuro della nostra città, dei ceti sociali più deboli, dello sviluppo culturale di Lucca”.

 

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