Camici Roncioni (Toscana a sinistra): “Siamo la sola alternativa per una democrazia partecipata”

Dalla sanità all'ambiente, le priorità del candidato al consiglio regionale

Federico Camici Roncioni, operatore sociale nato nel 1981, è impegnato da sempre nel mondo della politica, dai collettivi studenteschi al movimento Alter-mondialista. È tra i fondatori, nel 2015, di AreaDismessa 55100 (movimento che punta ad un censimento delle zone abbandonate di Lucca, finalizzato ad una restituzione di queste alla cittadinanza attraverso pratiche di autogestione), presente in molte vertenze negli anni. E’ candidato come consigliere regionale per la circoscrizione di Lucca, nella lista Toscana a sinistra per Tommaso Fattori presidente.

“Oggi assistiamo a questa fase politica in cui ci sono due blocchi apparentemente in contrapposizione mediatica, rappresentati da Giani e Ceccardi, i cui obiettivi e metodi nella gestione della cosa pubblica sono i medesimi – spiega Federico Camici Roncioni -. Questo perché appartengono alla stessa matrice ideologica. Ed è chiaro dalla sudditanza nei confronti dei poteri forti, economici e finanziari, nei rapporti con Confindustria, nella privatizzazione della sanità, nello smantellamento progressivo del diritto all’istruzione e dei diritti dei lavoratori che i partiti cui fanno riferimento intrattengono e perpetrano da quasi un trentennio. Le differenze palesi sono, al momento, solo nel tipo di comunicazione messa in campo. Ad esempio, parlando della questione migratoria, abbiamo un Pd che attraverso gli accordi con la Libia ha sulla coscienza milioni di morti e una destra che gioca continuamente fomentando una guerra fra sfruttati italiani e stranieri”.

Noi siamo l’alternativa che punta ad una democrazia partecipata – prosegue – ad una riappropriazione popolare dei beni comuni. Prendo ad esempio la ex Manifattura Tabacchi di Lucca, di cui si sta dibattendo adesso: le aree dismesse non devono essere privatizzate ma recuperate ad un uso sociale, come edilizia popolare o scolastica, e per offrire spazi alle realtà territoriali coinvolgendo nella progettazione la cittadinanza in maniera veramente attiva. Pensiamo ad una sanità che torni completamente nelle mani pubbliche e ad una riconversione ecologica dell’economia Toscana”.

Il candidato di Toscana a Sinistra, Tommaso Fattori è stato consigliere regionale nell’ultima giunta della Regione.
“Negli scorsi cinque anni solo Tommaso Fattori, come consigliere regionale di opposizione alle politiche di Rossi, ha portato proposte e emendamenti che prendessero in considerazione temi come la progressiva chiusura delle cave Apuane a favore di un’occupazione che punti alla rimessa in sesto del territorio – precisa Camici Roncioni – Ha inoltre effettuato una lotta seria e costruttiva contro l’inceneritore della Kme di Fornaci di Barga, che si sottraesse al ricatto di scelta fra ambiente, salute pubblica e lavoro”.

La gestione della sanità pubblica è uno dei problemi fondamentali che attanagliano la Regione Toscana, soprattutto in questo momento di emergenza che stiamo vivendo. Federico Camici Roncioni ha le idee chiare:

Puntiamo alla riapertura dei presidi territoriali sanitari per garantire cure e assistenza non emergenziale e non legate al reddito, anche alle persone che vivono nelle zone periferiche del territorio. Oggi purtroppo, non è così: c’è uno smantellamento dei presidi medici in favore dei grandi ospedali, strutture di sole cure emergenziali costruite con la compartecipazione di privati (project financing) che di fatto si appropriano per anni di servizi correlati alla sanità, facendoci profitto – aggiunge – Nel frattempo a Castelnuovo Garfagnana si chiude il reparto dialisi e i malati oncologici dalla Mediavalle in su per tutto il periodo Covid hanno avuto difficoltà di accesso alle cure. Ci vuole un ritorno ai presidi Asl territoriali in ogni zona, agli ospedali diffusi che diano continuità fra fase di emergenza e di cura”.

Altro problema da affrontare è la gestione dei beni comuni comprese le grandi infrastrutture.

“Crediamo in una sola grande opera: che i beni comuni vengano rimessi a disposizione della cittadinanza, per creare case, reddito, socialità e aggregazione per tutti e tutte. – dice Roncioni – Siamo completamente contrari alle grandi e inutili infrastrutture: niente assi viari, niente aeroporto di Peretola, speculazione su tratte autostradali, ecc. Vogliamo il raddoppio ferroviario e la deviazione del trasporto di merci da gomma a rotaia, utilizzando e riammodernando le linee obsolete sul nostro territorio, che tagliano fuori dalla mobilità pubblica gran parte degli abitanti delle zone periferiche”.

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